Italia Nostra

Data: 28 Giugno 2022

La posizione contraria di Italia Nostra sul progetto di un rigassificatore nel porto di Piombino

Grazie ad un massiccio incremento di strutture portuali, terminal galleggianti offshore, mezzi di navigazione per il Gas Naturale Liquido (GNL) attraverso gli oceani, l’industria del gas naturale è in forte espansione e sta cercando di imporre ai mercati nuove dinamiche ,soprattutto ora alla luce della invasione russa dell’Ucraina.

Va detto subito che tale espansione è incompatibile con l’avvertimento del Programma Intergovernativo per il Cambiamento Climatico ( PICC) che, al fine di limitare il riscaldamento ad 1,5 gradi centigradi ,raccomanda che l’uso del gas debba diminuire del 15% entro il 2030 e del 43% entro il 2050, rispetto al 2020.

In tale scenario si inserisce il progetto del Rigassificatore nel golfo di Piombino.

Si tratta dì una nave lunga 300mt e larga 40 mt che sarebbe ormeggiata in banchina nel porto di Piombino – solo in un secondo tempo potenzialmente da trasferire offshore – la quale, se si procederà in tal senso, costituirà uno dei rischi ambientali più significativi che la popolazione locale, compresa l’Elba, potesse mai immaginare.

La sezione Arcipelago Toscano di Italia Nostra si schiera compatta a fianco della popolazione piombinese al fine di contrastare un’iniziativa obsoleta ancor prima di cominciare, di cui ci preme sottolineare gli altissimi rischi ambientali facilmente individuabili ricordando i seguenti aspetti sia generali che specifici del progetto in esame.

Generali:

1 – Il Metano, il principale componente del gas naturale, è ad oggi responsabile del 25% del riscaldamento globale

2 – Misurata dagli impatti sul riscaldamento globale, la scala di espansione di GNL per gli impianti attualmente in corso di sviluppo, è tanto impattante quanto o oltre l’espansione delle centrali a carbone,sfidando quindi direttamente gli obiettivi concordati per il clima a Parigi

3 – A causa dei decrescenti costi delle alternative rinnovabili, l’espansione delle infrastrutture per GNL deve affrontare alcuni interrogativi (v. Global Energy Monitor Report June 2019/3) in merito alla redditività finanziaria a lungo termine e al rischio di investimenti in assets che resterebbero presto bloccati e non sarebbero diversamente utilizzabili.

Specifici:

1 – La dichiarazione del Presidente della Regione Giani, incaricato dal Governo a gestire questo passaggio cruciale – “entro 120gg avremo tutte le autorizzazioni a procedere “- fa presagire che anche in questo caso ,come già per il dissalatore , si troverà l’escamotage per dribblare in qualche modo fantasioso le procedure di Vas-Via.

2 – Tutte le statistiche inerenti impianti omologhi riportano gravi conseguenze sul mare a seguito dello sversamento di forti quantitativi di cloro (ipoclorito di sodio); se confermata questa ipotesi, a soffrirne saranno principalmente la costa piombinese comprese anche Follonica e Punta Ala, per non parlare del sensibile quanto prezioso Santuario dei cetacei, da proteggere, come pure di tutto il mare dell’Elba e delle altre isole dell’Arcipelago Toscano.

Si suppone che durante le operazioni di scarico del GNL sulla nave per la rigassificazione il traffico portuale possa essere interrotto per ragioni di sicurezza ; infatti il rifornimento avverrà una volta a settimana e le operazioni di accosto, trasferimento del Gnl e ripartenza dovrebbero richiedere 48 ore. Intorno alla nave sarebbe preclusa ogni altra attività, in un raggio indicativo di circa 250 metri. Una situazione del genere graverebbe fortemente sul passaggio del turismo elbano.

Detto tutto ciò, nonostante la veloce tempistica presentata, SIAMO ANCORA IN TEMPO PER EVITARE QUESTA FOLLIA: è quanto auspichiamo e a tal fine faremo di tutto per raggiungere tale obiettivo.

 

Leonardo PreziosiPresidente Italia Nostra Sezione Arcipelago Toscano

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