Italia Nostra

Data: 6 Maggio 2019

Lettera al Ministro Costa per richiesta chiarimenti adempimento normative ambientali Asmiu ricicleria di Massa

Scrivo la presente, quale Presidente della sezione Massa Montignoso di Italia Nostra, per significarVi quanto segue:

La sezione apprendeva, da articolo di stampa, apparso nel mese di dicembre 2018, quanto segue: ” (…) ha detto il sindaco sottolineando che gli interventi “saranno lunghi e dispendiosi oltre a richiedere una programmazione ed un’organizzazione tali da garantire l’apertura al sito da parte degli utenti” (…) per quanto riguarda l’autorizzazione scaduta a gennaio 2018, nei giorni scorsi è stata inviata alla Regione la pratica per l’ottenimento della Via. “I locali di fronte alla pesa non vengono utilizzati per il distaccamento di intonaci – ha proseguito il sindaco – saranno elaborati un progetto per il rifacimento delle platee cementizie (…) messa in sicurezza l’area per la canalizzazione delle acque di pioggia dilavanti dal piazzale, problema sollevato in passato anche da Arpat. Ha fatto il punto anche l’amministratore Asmiu Lorenzo Porzano: “ci siamo attivati (…) per ripristinare legalità, l’attenzione è massima, ma servono azioni forti (…)”;

La sezione apprendeva, da articolo di stampa, apparso nel mese di febbraio 2019, che sulla Ricicleria di Massa graverebbero delle prescrizioni Arpat. Infatti, in occasione di una seduta consigliare, datata 25 febbraio 2019, l’Amministrazione sarebbe stata invitata ad “avere più coraggio sul recupero della Ricicleria seguendo i dettami di Arpat”;

La sezione apprendeva, da articolo di stampa “IL DISASTRO DELLA RICICLERIA TRA BUCHI, FANGO E CUMULI DI RIFIUTI”, datato 24 aprile 2019, quanto segue: “(…) 800 mq di capannoni inagibili buchi nei pavimenti, ammassi di oggetti vecchi mai riciclati, accantonati in luoghi diventati più discariche che non magazzini (…) davanti a noi una distesa di vecchi materiali, legname specchi una poltrona, copertoni di Tir. La ricicleria oggi è tutt’altro che accogliente: Il lavoro dei cassoni, grossi mezzi con bracci meccanici, avviene esclusivamente all’esterno, nel piazzale (…) Gli operai lavorano sotto la pioggia e LO STESSO RIFIUTO STA ALLE INTEMPERIE, SENZA CONTARE CHE PARTE DEL PIAZZALE NON È ASFALTATO E I CASSONI SI MUOVONO TRA FANGO E POLTIGLIA VARIA, SPESSO NON RIUSCENDO NEANCHE A SPOSTARSI (…) Il secondo capannone: dentro ancora ammassi di oggetti, materassi, scrivanie, SACCHI PIENI DI VERNICI qui dentro una volta i mezzi di Asmiu entravano per caricare i rifiuti, poi un muletto ha rotto il pavimento e ora c’è un buco (…) Il buco è coperto da un lungo tavolo di plastica (…) ci mostra la voragine e poi ci si infila dentro per darci l’idea della sua profondità, circa1,5 metri (…)”;

La sezione con istanze, che si allegano, il cui contenuto deve intendersi trascritto e parte integrante di questa nota, domandava chiarimenti al Comune ed ad Arpat. Ad oggi non è pervenuta alcuna risposta;

Dalla lettura degli articoli di stampa, pubblicati, l’uno dall’altro, a distanza di tempo, sembra che la situazione dell’impianto in esame non sia mutata e che non siano state adottate misure per evitare il rischio che le matrici ambientali (terreno e falda) possano subire contaminazioni. L’articolo del 24 aprile, pubblicato sul Tirreno, descrive un piazzale con mezzi che si impantanano nel fango e in poltiglia varia e riferisce di rifiuti lasciati alle intemperie; pare quindi che non siano state realizzate, o che comunque una parte dell’area ne sia priva, solette in calcestruzzo e che non esista un sistema di raccolta e depurazione delle acque piovane che dilavano il piazzale di talché tali acque, che potrebbero essere contaminate dai rifiuti o da residui di carburante o olii, potrebbero compromettere la falda, il terreno o se, ancora, disgraziatamente finissero nel sistema di raccolta delle acque superficiali pregiudicherebbero tali reflui;

La situazione che emerge dall’articolo di stampa, con cumuli di rifiuti, tra i quali sacchi contenenti vernici, che sembrerebbero più discariche che magazzini, mezzi che si muovono nel fango e nella poltiglia, un pavimento rotto con un buco profondo 1,5 ml, induce a domandare quale autorizzazione possa essere stata rilasciata. L’Amministratore unico, come da articolo di Stampa, annuncia di aver ottenuto dei finanziamenti regionali e afferma che per risolvere le criticità ci vorrà tempo pertanto, se dovessero essere realizzate le platee cementizie ed il sistema di canalizzazione delle acque dilavanti il piazzale, l’impianto potrà rimanere operativo ?

Dalle notizie apparse pare di comprendere che l’assenza delle platee cementizie e di un sistema di canalizzazione delle acque piovane dilavanti il piazzale fosse stato da tempo segnalato da Arpat e che quelle segnalazioni siano rimaste lettera morta;

Il rischio di una contaminazione delle matrici ambientali avrebbe dovuto spingere, qualora quanto riportato dalla stampa trovasse conferma, ad adottare opportune misure precauzionali considerando, tra l’altro, l’impegno del Ministero dell’Ambiente, con  la collaborazione del Comune di Massa, a bonificare, utilizzando considerevoli risorse pubbliche, la falda del SIR di Massa Carrara. La Sezione chiede se le campionature eseguite dal Ministero abbiano interessato anche l’area della ricicleria e se, in caso negativo, sia intenzione del Ministero, viste le preoccupanti informazioni diffuse dai giornali, effettuare un controllo anche sulle matrici del sito in oggetto.

La sezione chiede, pertanto, di conoscere, viste le dichiarazioni rilasciate alla stampa, vista la descrizione del sito, viste le fotografie pubblicate sui giornali, quale sia la situazione, in tema di conformità alle normativa ambientale, della ricicleria di Massa;

La Sezione chiede se la procedura, menzionata dal Sindaco e dall’Amministratore Asmiu, sia stata azionata e quale esito abbia avuto e se pertanto la ricicleria sia stata autorizzata;

La Sezione chiede, qualora l’autorizzazione non fosse stata rilasciata o qualora le criticità descritte (assenza di platee cementizie e sistema di raccolta delle acque dilavanti) sussistessero, in che regime l’impianto opererebbe e se possa rimanere in funzione qualora il piazzale dovesse essere oggetto di rifacimento;

La Sezione chiede, stante il possibile rischio di contaminazione delle matrici ambientali (dall’articolo si appende la mancanza di una soletta cementizia, la presenza di fango e poltiglia varia) quali precauzioni siano previste, in questo caso, per salvaguardare l’ambiente ed a chi spetti adottarle.

La sezione chiede se gli pneumatici di Tir si possano considerare un rifiuto generato da un comune cittadino o se invece possano reputarsi un possibile rifiuto prodotto da una attività poiché sembra difficile che vi siano persone che montino sulle proprie auto ruote per camion o che scoprano di averle in cantina e quindi le portino alla ricicleria.

La Sezione, stante i disagi, in tema di raccolta rifiuti, i disagi relativi alla pulizia delle spiagge dai rifiuti spiaggiati (vorremmo conoscere, se possibile, l’impianto ove tali rifiuti, in passato ed oggi, siano stati e vengano conferiti), considerate anche le criticità, pubblicamente rese note, sulla ricicleria, vorrebbe capire, quale sia la natura delle problematiche cui oggi la città di Massa soffre.

La sezione sperando in un Vostro riscontro, sicura della vostra attenta e scrupolosa attività per la tutela ambientale e per la salvaguardia della salute dei cittadini, desiderosa di veder fugato ogni dubbio, derivante dagli articoli di stampa, circa il rispetto della normativa ambientale, ringrazia sentitamente e con l’occasione augura

 

Buon lavoro.

Sig. Bruno Giampaoli

Il Presidente Sez Massa Montignoso Italia Nostra

 

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