Italia Nostra

Data: 7 Dicembre 2020

L’incontro nel “Parco Urbano Balate” segna un momento importante per il futuro di Caltanissetta

Abbiamo smesso, finalmente, di “piantare” palazzi condominiali e inutili villette nel territorio comunale di Caltanissetta e abbiamo iniziato a piantare alberi e arbusti. Mi riferisco a diverse esperienze positive in corso nella nostra città ma, soprattutto, alla piantumazione dei primi nuovi alberi nel “Parco Urbano Balate”, avvenuta oggi. Esperienze che vanno nella direzione di una pianificazione-progettazione che punta a riqualificare i tessuti urbani e a migliorare la qualità della vita dei cittadini, attraverso la realizzazione di spazi verdi fruibili (parchi, giardini, aiuole, ecc.). Insomma: è chiaro che il nuovo Piano Urbanistico Comunale deve avere, come linee guida fondamentali, per un generale riequilibrio urbanistico, per una organica rigenerazione della città, il recupero e la rivitalizzazione del centro storico (con un approccio non ideologico e non convenzionale al tema e con strumenti nuovi, efficaci) e la riqualificazione, il “rammendo” delle periferie, attraverso molteplici interventi di verde urbano e la creazione di spazi pubblici di incontro, di scambio, di svago, di formazione, ma anche legati alla cultura imprenditoriale.

L’incontro avvenuto stamani, lunedì 7 dicembre 2020, tra diversi rappresentanti delle istituzioni, associazioni ambientaliste, tecnici e cittadini, in quello che già è e che sarà il “Parco Urbano Balate”, segna un momento importante per il futuro della città. Un evento, un segno di speranza e di fiducia, ricominciando dalla terra. Dalla conoscenza, dal rispetto e dalla valorizzazione dei luoghi. E certamente dalla bella campagna nissena, che ancora è presente anche all’interno dei tessuti urbani, malgrado le pesanti manomissioni del paesaggio avvenute negli anni scorsi. Dunque, noi ci siamo e ci saremo. E ciascuno di noi dovrà fare la sua parte in questo processo collettivo che deve vedere la rinascita di una città da troppi anni offesa e avvilita da chi l’ha considerata soltanto terra di conquista e di volgare, se non criminale, speculazione.

Prof. Leandro Janni, presidente di Italia Nostra Sicilia

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