Italia Nostra

Data: 27 Novembre 2020

Lunga vita al Cedro dell’Atlante di Piazza A. Tamborino a Maglie

Egregi Amministratori, la nostra associazione opera per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni pubblici e privati sia nel settore dei beni culturali che dei beni ambientali. E’ notorio l’impegno, sui temi indicati in oggetto, della nostra sezione che opera per competenza territoriale a Maglie con un proprio presidio, basti vedere il riscontro positivo che questa estate ha avuto il dibattito pubblico sulle tematiche legate alla gestione della “Villa Comunale Tamborino”. Purtroppo le vicende sanitarie legate alla diffusione del Covid 19 ci impongono la dovuta cautela nell’organizzare eventi ed attività in cui possono essere presenti numerose persone.

Ciò non toglie che non si debbano segnalare eventuali problematiche legate al tema in oggetto che possono pregiudicare l’interesse pubblico. La nostra Sezione di Italia Nostra Lecce insieme ai soci del presidio di Maglie intendono segnalare quanto segue:

  • Progetto di conservazione del Cedro dell’Atlante di Piazza A. Tamborino

Il giardino di Piazza A. Tamborino rappresenta uno spazio verde della Città di Maglie, molto conosciuto da parte della popolazione che tradizionalmente passeggiava nei giorni di festa da Piazza A. Tamborino verso Piazza A. Moro. L’impianto architettonico dell’area è tipico per il Salento e la Puglia tra fine ottocento ed inizi del novecento, i viali ed aiuole con disegno geometrico, al centro una fontana, una cornice continua di Leccio mentre le altre essenze arboree ed esotiche, che ne impreziosivano il pregio botanico, nella parte centrale. E’ in questo contesto che si trova in Piazza A. Tamborino un pregevole albero di Cedro dell’Atlante varietà “Glauca” in buono stato vegetativo il cui baricentro si è inclinato verso Ovest di circa 9 gradi. Italia Nostra sezione di Lecce ha elaborato un progetto di conservazione ed intende proporlo alla cittadinanza ed agli Amministratori per evitare l’abbattimento, conservandone il valore storico e botanico, senza con ciò determinare dei rischi per la di cittadinanza e per i frequentatori del giardino.

  • Nuovi interventi di sistemazione a verde e rispetto delle norme fitosanitarie ed ambientali

Premesso che la politica del verde pubblico e la sua attuazione deve coinvolgere i cittadini ed i gruppi spontanei che sul territorio operano in modo esemplare e lodevole.

Ci sono giunte notizie tramite i “canali comunicativi social” di pregevoli iniziative di nuove piantumazioni su spazi pubblici operate da cittadini evidentemente con il vostro consenso. Ben vengano interventi di questo tipo, ma ovviamente nel rispetto di dei criteri, norme e prassi che questi interventi determinano.

In particolare, da una semplice analisi delle foto pubblicate sono emerse le seguenti criticità che possono vanificare i pur lodevoli sforzi dei cittadini.

  1. Sistemazione di piante “specificate o vietate” dalle norme di contenimento da Xylella fastidiosa”. Come voi comprenderete il Salento è indicato quale “territorio infetto” per cui un numeroso elenco di piante non possono essere sistemate a dimora, vendute o trasportate anche nell’ambito dello stesso territorio. Dalle foto pubblicate sui canali social si vedono piante notoriamente “vietate” (oleandro, rosmarino, ecc.), con conseguenti risvolti di carattere penale che la normativa impone a chi infrange tali norme;
  2. Il DM 2013 del Ministero dell’Ambiente ed la più recente versione del 10 marzo 2020 impone per le attività di verde pubblico il rispetto, per utilizzo di servizi e forniture, dei Criteri Ambientali Minimi (CAM). Ciò impedisce di poter porre a dimora piante senza un “passaporto” di provenienza e senza un preciso progetto di sistemazione con l’ausilio di personale e professioni abilitate. Nel caso specifico prima richiamato ciò non sembra essere stato rispettato.
  3. Come voi potete immaginare e comprendere ampiamente le strade urbane, che ben venga se fossero tutte alberate, non sono e non possono essere una foresta. Le utenze (marciapiedi, cavidotti, arredo, ecc.), la fruizione (automobili, pedoni ed altri mezzi) e l’ampiezza degli spazi ne condizionano in modo “determinate” la sistemazione a verde. Ciò comporta uno studio appropriato di tutte queste variabili al fine di consentire di vedere verde la nostra città. Notiamo, sempre dalle foto, che su strade cittadine molto piccole sono state sistemate alberature potenzialmente di grandi dimensioni che negli anni porteranno o ad un abbattimento o a conseguenze “di pericolo” per i cittadini, vanificando gli attuali sforzi dei volontari.
  4. Su alcuni pregevoli giardini e spazi pubblici “storici” della città sono state introdotte in modo del tutto casuale e non giustificato delle nuove specie “fuori contesto storico” o peggio “aliene e perciò vietate dalla normativa Europea in quanto specie invasive. Tali interventi oltre a infrangere la norma porta ad uno stravolgimento del valore storico degli stessi giardini.

Mario Maestoso, Presidente Italia Nostra, sezione di Lecce

Francesco Tarantino, Agronomo, Socio di Italia Nostra sezione di Lecce e referente presidio di Maglie

 

Per informazioni lecce@italianostra.org  338 3478115 e 320 3524352

 

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