Italia Nostra

Data: 28 Aprile 2021

Napoli rilanci la sfida dell’ambiente. Ugo Leone

Molti interessanti spunti di riflessione sono quelli offerti dagli “Stati generali dell’ambiente e della transizione ecologica” del Pd napoletano nella due giorni del 23 e 24 aprile.

Personalmente penso che il problema ambiente si debba affrontare e portare assoluzione internazionalizzandoci, cioè ricordando di essere un quartiere del “villaggio globale terra” e che come tale abbiamo il dovere di contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera secondo gli accordi di Parigi del dicembre 2015. E’ come per la pandemia: noi dobbiamo vaccinarci non solo per noi ma per tutti. Quali possono essere a Napoli i vaccini per l’ambiente? Poiché l’ambiente è una tematica trasversale alle altre, la circolarità dello sviluppo economico è certamente un punto di partenza innovativo e importante. Ma al suo interno vanno specificate e chiarite alcune azioni e comportamenti.primo tra tutti l’obiettivo di abbattere progressivamente le cause di immissione di gas serra in atmosfera. Cause che sono, essenzialmente, la circolazione automobilistica e la climatizzazione artificiale degli ambienti di vita e il lavoro quotidiano.su questi due aspetti c’è molto da fare. Innanzitutto puntando in modo chiaro e lungimirante su una politica dei trasporti che non solo tenda a scoraggiare l’uso del trasporto privato su gomma, ma ne indichi anche la sostanziale inutilità in molti movimenti. Dico questo perché l’abituale risposta che si da al problema dei trasporti è quella di incentivare il trasporto collettivo, meglio ancora se su ferro. E questa è certamente la soluzione vincente. Ma, pandemie imperante, il trasporto pubblico è stato visto anche come causa di assembramenti che ne hanno scoraggiato l’uso. Di conseguenza si, come appare verosimile, le città, Napoli fra queste, tenderanno a rimodellare costumi di vita e uso dello spazio sarà su altri versanti che bisognerà riorganizzare la politica dei trasporti. Magari approfittando dell’incremento del lavoro a domicilio che consentirà non solo un minor uso dell’auto privata ma anche un sostanziale un sostanziale mutamento delle “ore di punta”.

C’è da fare anche non poco nella climatizzazione artificiale degli ambienti il cui impatto sull’ambiente esterno può essere fortemente limitato con l’incentivo a una edilizia che massimizzi l’uso di materiali e tecnologie appropriate per contenere gli sprechi negli scambi termici tra interno ed esterno e limitare fortemente l’uso di energie fossili. 

Contemporaneamente però, non bisogna stare ad attendere che l’aria diventi più respirabile e ci si ammali sempre meno senza fare altro. L’ambiente, ciò che ci sta intorno, non è “solo” aria.Napoli ne ha una dotazione naturale di grande valore. C’è il mare che dopo i divieti a balneabilità ed elioterapia seguenti il colera del 1973 ha ripreso il suo ruolo di importante risorsa: portuale turistica, sportiva, balneabile. E c’è l’importante stazione zoologica Anton Dohrn che è uno dei più importanti centri di ricerca nei settori della biologia marina. In più, malgrado in più, malgrado i ricorrenti tentativi di manomissione, Napoli è ancora dotata di valori naturali di eccezionale bellezza importanza che vanno esaltati e protetti.

In questi casi lo strumento di protezione E la istituzione di parchi.bene. Ricordando che Napoli è anche città metropolitana, altre volte su queste pagine ho osservato che già esiste da est a ovest una grande area parco: dal nazionale parco del Vesuvio al regionale Parco dei Campi Flegrei. In mezzo c’è Napoli con il cittadino parco metropolitano delle colline che fa da congiunzione fra i due è meglio ancora la potrebbe fare semmai (mai?). Si realizzassero le grandi aree verdi ipotizzate nei decenni scorsi a Bagnoli e San Giovanni a Teduccio. Questo sulla terra ferma davanti alla quale il mare è tutelato dalle aree naturali protette di punta Campanella, del regno di Nettuno (Ischia e Procida) e della Gaiola. Qualcuno leggendo potrebbe dire: c’è tutto questo? Che andate trovando? Andiamo trovando che tutto questo diventi realtà: incentivi investimenti economici ed amministrativi e di lavoro molto lavoro e occupazione anche nel campo della ricerca scientifica.

 

L’articolo è stato pubblicato su “La Repubblica” di martedì 27 aprile 2021

Ugo Leone è socio della sezione di Napoli dal 1972.

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