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Data: 22 Febbraio 2022

“Parco Eolico di Borgia e Squillace”: la sezione di Catanzaro invia un accorato appello al Presidente della Regione Calabria

La sezione di Catanzaro invia un accorato appello al presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, in quanto titolare della delega all’Ambiente, affinché intervenga a bloccare la procedura di autorizzazione per la costruzione e l’esercizio dell’impianto eolico denominato “Parco Eolico di Borgia e Squillace” nonché delle opere connesse, richiesta dalla società ESE Borgia srl con sede legale a Venezia.
 
Tale parco non costituisce opera di pubblica utilità così come sostenuto dai richiedenti, ma al contrario rappresenta, in un territorio inserito nel parco archeologico di Skylletion/Scolacium una gravissima distruzione del patrimonio storico, archeologico, ambientale e paesaggistico della regione.
 
Nella trascorsa legislatura il Consiglio Regionale calabrese ha votato una mozione per ritirare le autorizzazioni concesse alla realizzazione di un impianto eolico sulle colline del Cirò raccogliendo l’opposizione sempre più diffusa delle amministrazioni comunali alla distruzione dei propri territori. È di questi giorni la presa di posizione dei sindaci di Squillace, Pasquale Muccari, di Borgia, Elisabetta Sacco, di Girifalco, Pietrantonio Cristofaro rappresentanti di una comunità di circa 20 mila abitanti che dicono NO alla realizzazione di impianti eolici in assensa di un piano energetico e paesaggistico regionale. 
 
La sezione Italia Nostra Catanzaro nei primi mesi del 2021 ha promosso una raccolta di firme rivolta alla regione Calabria con la richiesta di moratoria dell’eolico su tutto il territorio, sottoscritta da oltre mille fra cittadini, sindaci, professionisti, associazioni, intellettuali, movimenti, consegnata all’allora assessore Sergio De Caprio il quale aveva subito firmato un’ordinanza di sospensione di nuovi impianti. Ha quindi la lavorato ad una proposta di legge che sarà presto inviata ai nuovi consiglieri regionali perché si adoperino a presentarla in Consiglio. La regione Calabria ha già venduto le sue terre ai padroni dell’eolico, come le altre regioni del Sud senza nulla guadagnare se non la distruzione del paesaggio supremo bene comune.

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