Italia Nostra

Data: 21 Novembre 2023

Presentazione del libro “I Greci di Sicilia” del professor Giovanni Di Stefano

Una sottile tensione emozionale, non troppo celata, ha pervaso la Sala Consiliare del Comune di Melilli, per tutto il tempo della presentazione del libro “I Greci di Sicilia” scritto dal professore Giovanni Di Stefano con introduzione del professore Massimo Cultraro. Il racconto appassionato e fortemente evocatorio fatto dai due giganti dell’archeologia siciliana ha affascinato i presenti fissando la loro attenzione. 

L’evento, organizzato da Italia Nostra Melilli, si è tenuto Venerdì 17 novembre. Ad accogliere gli intervenuti, la professoressa Nella Tranchina nella qualità di Presidente  

 Il volume dal titolo “I greci di Sicilia”, realizzato dalla casa editrice Abufalia, è stato promosso dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa che con esso arricchisce la propria biblioteca, creata finanziando nel tempo, le stampe di pubblicazioni riguardanti il territorio siciliano.  

Con orgoglio, il Capo area 2 della BAPR Giuseppe Castania, ci racconta che dopo essere stato presentato per la prima volta a Firenze, al Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale – “tourismA”, che ne ha decretato il successo, il volume ha ricevuto diverse richieste di presentazioni.  È stato già presentato all’ARS, al Parco Archeologico di Selinunte, a Paestum alla Borsa Mediterranea del Turismo archeologico, a Palazzolo Acreide presso il Museo dei Viaggiatori e, nuove date sono in programma a Roma, al parco delle Tombe di Via Latina all’interno del Parco dell’Appia dell’Antica Roma e a Milano ospiti del Dipartimento degli Studi letterari e filologici e linguistici dell’Università agli studi di Milano.  

La presentazione del volume, anche a Melilli, sottolinea il vicepresidente Giuseppe Immè durante il suo intervento, è stata fortemente voluta dai soci di Italia Nostra non foss’altro per il legame della nostra Melilli con la greca Megara Iblea. Nel gonfalone di città, infatti, si legge: “Megara, leone d’Ibla, dona a Melilli la nascita, la potenza e la prosperità”. A questo si aggiunge il fatto che il Palazzo di città ha due sale dedicate a due grandi estimatori dell’arte e della letteratura greca che hanno conosciuto il grande archeologo Paolo Orsi e nello specifico, la Sala Consiliare dedicata a G. E. Rizzo e la saletta che, su proposta di IN Melilli, è stata intitolata a Rosario Carta, disegnatore, assistente agli scavi, topografo e fotografo impegnato nell’allora Sovrintendenza all’Antichità della Sicilia Orientale diretta proprio da Paolo Orsi.  

Il volume si presenta come un libro bello anche solo da sfogliare, per via delle bellissime foto realizzate da Luigi Nifosi, fotografo del patrimonio monumentale e del paesaggio, ma è soprattutto, un utilissimo strumento di studio a conoscenza della Sicilia antica messo a disposizione della collettività. In esso si racconta l’epopea delle popolazioni provenienti dalla Grecia, che in Sicilia, nell’ottavo secolo avanti Cristo, trovarono le condizioni ideali per fondare nuove città, prima sulla costa orientale e poi nell’entroterra dell’isola, coltivare terre fertilissime e dare vita a ricchi commerci con le popolazioni dell’area mediterranea. 

A curare la prefazione il professore Massimo Cultraro, che apre il suo intervento sottolineando con piacere, di essere stato più volte presente a Melilli, nell’ambito di eventi di grande spessore culturale e forte impatto comunicativo e divulgativo, organizzati da Italia Nostra – sezione Melilli, che definisce: “un eccezionale e straordinario laboratorio di idee”.  

Il libro è da lui presentato, come un viaggio verso la comprensione della grande rivoluzione che i greci hanno compiuto in Sicilia con il loro insediamento e con l’introduzione dell’innovativo modello di città. 

Fino al secondo quarto dell’VIII secolo, data in cui inizia la colonizzazione greca, il paesaggio siciliano, ci racconta, si caratterizzava per la presenza di agglomerati di capanne circolari all’interno di mura di recinzione, concepiti come unità di tipo tribale o inter familiare. L’apporto dei coloni greci invece, con introduzione di un modello di città che non ha precedenti nella storia del mediterraneo occidentale, sarà rivoluzionario non solo sotto l’aspetto urbanistico, perché darà origine alla trasformazione del paesaggio, ma anche sotto l’aspetto socio economico e istituzionale, nel rapporto tra città e campagna. La città greca, ci riferisce il professore Massimo Cultraro, nasce dalla naturale deduzione di un gruppo di persone che occupa un territorio secondo delle regole precise, a cominciare da quella, più importante, che si basa sul principio democratico di uguaglianza di fronte alla legge, e che si concretizza nella adeguata ed equa distribuzione del territorio. Lo spazio abitativo infatti, veniva diviso in lotti affidati poi, ad ognuno dei coloni lasciando tuttavia, una parte dedicata alle attività commerciali. Gli edifici costruiti al di la della strada centrale che divide in due l’abitato, non hanno più una forma circolare e sono di grandi dimensioni. Le mura della città sono concepite, di certo, come elementi di difesa ma anche di identità. Vivere dentro le mura, per i greci, significava essere cittadino, godere di privilegi istituzionali che chi vive nella campagna non ha. La città rappresenta il cosmo ordinato che si contrappone a una campagna caotica selvaggia, priva di leggi eppure, utile per la sopravvivenza e pertanto da antropizzare, coltivare, addomesticare. Le stesse popolazioni indigene, i Siculi, saranno viste come risorse di sopravvivenza con cui dialogare per giungere a un compromesso, necessario ad avere la terra da coltivare e da lì l’inizio di un processo di acculturazione dei Siculi. 

Le bellissime foto aeree di queste città, presenti nel volume, ci restituiscono la vera dimensione urbanistica dell’innovazione urbana delle città greca che, normalmente, una visita dall’interno, in orizzontale non è in grado di farci apprezzare. Paesaggi urbani che, sottolinea il professor Cultraro, non sono frutto di una sistemazione successiva alla teorizzazione dell’urbanistica ma, sono stati pensati e organizzati cosi, al momento della fondazione della città, frutto di un patrimonio conoscitivo che gli “Ecisti” portano con loro dalla madrepatria e applicano in Sicilia. Accanto alle immagini aeree, il professore Di Stefano ha abilmente associato quelle delle monumentalità “monumentali” che in queste città si sono espresse. Anche questi tratti caratterizzanti l’identità dei “Greci di Sicilia” che si autorappresentano con forme magniloquenti. 

La scelta metodologica che ha guidato i due archeologi Cultraro e Di Stefano non è stata quella di raccontare la Sicilia greca ma quella di divulgare le conoscenze certe che la storiografia ci ha consegnato sul movimento migratorio dei greci di Sicilia anche se, non mancano gli interrogativi rimasti irrisolti. 

Ed è di queste certezze che il professore Di Stefano compone i testi che affiancano le immagini eloquenti del libro: la certezza che i greci che hanno organizzato questo grande movimento di uomini avessero conoscenze geografiche acquisite e non fossero mossi da casualità; la certezza che, all’organizzazione di tali movimenti di popolazioni contribuivano le condizioni sociali ed economiche della Grecia Madrepatria; che chi organizzava la traversata e, a seguire, l’insediamento era l’Ecista, il capo popolo, facente parte di una élite che però guidava gli altri su base democratica. Una figura importante dal ruolo indiscusso in un territorio come quello siciliano, in cui ancora regnava il disordine. Altre certezze raccontate nel volume sono il ruolo dei riti religiosi della madrepatria, la cronologia delle fondazioni tanto dibattute in sedi accademiche, le aree geografiche occupate da Dori, Corinzi, Calcidesi, Cretesi. Non mancano certo interrogativi spesso rimasti irrisolti.  

I presenti hanno accolto con piacere la sorpresa di ricevere in dono il volume che è stato distribuito durante l’intervento del professore Di Stefano. La bellissima serata, come di rito, si è conclusa con i ringraziamenti e un dono da parte dell’Associazione Italia Nostra Melilli ai relatori intervenuti.   

 

La Socia Giusy Rubino 

Comunicatore Pubblico 

 

 

Ph Saro Pirruccio Intervento Del Prof. Giovanni Di Stefano
Ph Saro Pirruccio Il Volume Viene Donato Ai Presenti
Ph Saro Pirruccio IN Melilli Presentazione Del Volume I Greci Di Sicilia. Le Città
Ph Saro Pirruccio Intervento Presidente IN Prof. Nella Tranchina
Ph Saro Pirruccio Relatori E CD IN
Ph Saro Pirruccio Pubblico
Ph Saro Pirruccio Pubblico1
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