Italia Nostra

Puglia: per un Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani condiviso e sostenibile

11 Dicembre 2021

Con un’apposita nota la Sezione Sud Salento di Italia Nostra ha inviato in data odierna alla Regione Puglia e, per conoscenza, alla Provincia di Lecce, ai Responsabili degli ARO e ai Sindaci della provincia di Lecce un dettagliato documento contenente le osservazioni e le proposte dell’Associazione in merito al PRGRU che il Consiglio regionale pugliese si appresta ad approvare nella giornata di martedì 14 dicembre.

Nel documento inviato, oltre ad evidenziare la persistenza di un sistema oligopolistico nella gestione dei rifiuti in Puglia, la carenza nel Piano adottato dalla Giunta di adeguati elementi di pianificazione e la riduzione dei vincoli per la localizzazione degli impianti, l’Associazione ha analizzato gli aspetti attinenti agli impianti di compostaggio, la gestione dei rifiuti pericolosi e la tariffa puntuale; allo stesso tempo nel Documento viene analizzata la grave situazione esistente in provincia di Lecce in cui, con la dismissione degli impianti di Poggiardo e Ugento e la “rimodulazione” dell’impianto di Cavallino, si prospetta la mancanza di alcun centro pubblico per il trattamento del rifiuto indifferenziato con recupero di materia, ad eccezione di quello di compostaggio (tutto da definire) è di quello previsto tra Galatina e Galatone che sarà adibito alla produzione di CSS che, non è azzardato supporre, possa finire co-incenerito nella vicina cementeria.

 Il Documento evidenzia ancora l’unico impianto di compostaggio previsto dal piano in provincia di Lecce da 50.000 t/a risulta sottodimensionato rispetto ai fabbisogni (ne servirebbero almeno per una capacità doppia) e che – comunque – non risponde alle proposte avanzate dalla Consulta provinciale per l’Ambiente e fatte proprie dall’Assemblea dei Sindaci della provincia di Lecce che hanno individuato la realizzazione di impianti di piccola taglia di 15/20.000 t/a.

 Altro aspetto che nel Documento viene messo in discussione rispetto al Piano della Regione è quello dell’apertura della discarica di Corigliano d’Otranto che, se pur autorizzata, finora è stata bloccata dall’opposizione delle comunità, delle Associazioni e dei Comuni in ragione dell’esigenza di tutelare la falda acquifera principale dell’intero Salento, mentre invece poco definite, seppur sempre centralizzate, le previsioni impiantistiche per il trattamento dei prodotti della raccolta differenziata, che dovrebbero costituire il fulcro del nuovo sistema di raccolta e trattamento, ad eccezione di quello previsto per il trattamento di rifiuti cellulosici ad Ugento.

 Va da sé che in questo contesto lacunoso ed incerto, in cui si parla spesso di gestione pubblica ma di cui non si intravedono le strategie e gli strumenti di attuazione, il Documento di Italia Nostra evidenzia che i privati possano trovare – a dispetto degli indirizzi – ampi spazi di intervento per poter mantenere quelle posizioni dominanti che finora hanno condizionato pesantemente il mercato. Sulla base di tale presupposto sembra che ogni confronto con la Regione sarebbe poco proficuo, vista la volontà di puntare su megaimpianti che perseguano fini di concentrazione industriale e di mantenimento dell’attuale oligopolio.

 L’Associazione ha rilevato inoltre che nella procedura di approvazione del nuovo Piano, oltre a riscontrare una certa riluttanza da parte della Regione Puglia e dell’AGER a recepire le istanze dei territori accentuata dall’idea di “blindare” il Piano o di “addossare” ad altri la responsabilità per la perdita di finanziamenti.

Con questo documento la Sezione Sud Salento di Italia Nostra ha chiesto al Consiglio regionale pugliese che, in sede di discussione ed approvazione del P.R.G.R.U siano accolte le osservazioni e le proposte riportate nel Documento tra cui quella di porre fine al sistema oligopolistico che ad oggi ha governato il settore dei rifiuti in Puglia, quello di prevedere che in provincia di Lecce siano previsti impianti di compostaggio di piccola taglia (15.000 t/a) a gestione pubblica e che la discarica di Corigliano d’Otranto non sia messa in esercizio al fine di tutelare il bacino idrografico sottostante.

                           Il Presidente

                             Marcello Seclì

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