Italia Nostra

Data: 10 Settembre 2020

Rimozione rifiuti dall’Isola Dino: una vicenda che dura da 9 anni

A proposito dello “SCHIFO” dei rifiuti sull’Isola Dino denunciati dall’ On. Giuseppe D’Ippolito abbiamo letto che il Sindaco di Praia a Mare e la sua Amministrazione hanno pubblicamente annunciato che non hanno alcuna intenzione di mollare la presa sull’Isola Dino. Vogliamo intanto osservare che per il ritorno dell’Isola Dino alla proprietà comunale, tale presa non c’è mai stata: e di ciò è stato detto in modo esaustivo da altri.
Per lo “SCHIFO” dei rifiuti sull’Isola Dino ed il degrado in cui è stata lasciata da lungo tempo, la presa è stata mollata dal comune di Praia a Mare precisamente a partire dal 26 aprile 2011, data del verbale di non ottemperanza all’Ordinanza n. 98 del 11.10.2010 con la quale si intimava a due note società di provvedere nel termine di 15 giorni alla rimozione dei rifiuti presenti anche nella parte alta dell’Isola Dino minuziosamente dettagliati in un lungo elenco. Da allora il Comune di Praia a Mare non ha rimosso d’ufficio i rifiuti in danno dei soggetti obbligati, cioè le due società, con recupero delle somme spese a loro carico. Il Comune ha deciso di non intervenire e lasciare in tutti questi anni l’Isola in quello “SCHIFO” e nel frattempo è aumentato lo stato di abbandono, di incuria e di degrado di tutti i manufatti edili presenti per cui tutta l’area versava e versa in condizioni di elevata precarietà ambientale con rischio di inquinamento del suolo che costituiva e costituisce possibile pericolo per la pubblica salute per la presenza anche di eternit. Sicché il 26 agosto 2015 il comune di Praia a Mare è stato costretto a inibire l’accesso all’Isola Dino.
Ma un altro “SCHIFO” è stato tollerato fino al 23 luglio 2010 perché tutti gli immobili ubicati sull’Isola Dino smaltivano i loro liquami direttamente in mare, nei famosi fondali di cui tutti si riempivano e si riempiono la bocca ma che non si è fatto e non si fa nulla per tutelarli unitamente agli Habitat ivi presenti (Grotte Marine, Posidonia, Scogliere).
Chi invece sin dal febbraio 2014 non ha mai mollato la presa per la tutela dell’isola Dino, dei suoi fondali, delle sue grotte e dei suoi habitat è stata proprio la nostra sezione di Italia Nostra con interventi sulla Regione Calabria, sul Ministero dell’Ambiente, sul comune di Praia a Mare, con articoli, diffusione di documenti e foto sui social che certamente non saranno sfuggiti a nessuno.
Chi non ha mollato la presa sullo “SCHIFO” del rifiuti sia nei fondali che sull’Isola Dino è stata proprio Italia Nostra con interventi continui, pressanti e documentati, anche qui, sulla Regione Calabria, sul Ministero dell’Ambiente che è intervenuto varie volte, con articoli e documentazione che hanno portato la questione ad avere una risonanza vasta. Tutto ciò lo diciamo non per accampare meriti, ma perché è la semplice realtà che tutti sanno.
Ed è stato proprio a seguito dell’ azione pressante di Italia Nostra su queste tematiche che il 15 marzo 2017 in occasione della riunione di tutte le associazioni, Enti gestori di Parchi, Consorzi di Bonifica della Calabria tenutasi presso la Regione per la presentazione del Bando per gli interventi a tutela degli habitat e specie della Rete Natura 2000 (POR Calabria 2014-2020) alla presenza dell’allora Assessore all’ambiente Rizzo, l’attuale Dirigente responsabile del Settore Parchi ed Aree Naturali Protette ebbe a dire pubblicamente che la misura di “rimozione straordinaria di rifiuti presenti nei SIC” era stata inserita proprio grazie al contributo ed alle iniziative dalla sezione di Italia Nostra in materia.
Dunque se il comune di Praia a Mare ha presentato un progetto nell’ambito di questo bando per la rimozione di quello “SCHIFO” di rifiuti presenti sull’Isola Dino lo deve solo al lavoro di Italia Nostra, quell’Associazione che ha sempre avversato.
Come si ricorderà il comune di Praia a Mare fu escluso dalla graduatoria dei finanziamenti, presentando successivamente ricorso con esito positivo. Leggeremo le motivazione della sentenza se il comune di Praia a Mare si deciderà a renderla nota.
Ma già da ora riteniamo di dover dire, come abbiamo sempre affermato, che non è assolutamente accettabile e non condivisibile che i soldi della collettività vengano utilizzati per rimuovere rifiuti presenti su una proprietà privata e che comunque hanno un nome e cognome di appartenenza, di chi li ha prodotti nel tempo. Chi inquina, paga.
Se il Comune di Praia a Mare avesse dato corso a quanto stabilito dall’Ordinanza n. 98/2010 la situazione di degrado sarebbe stata eliminata già da 9 anni e l’Isola Dino oggi sarebbe in ben altre condizioni, sarebbe visitabile per piccoli gruppi e non interdetta.
C’è da chiedere per quale motivo allora a partire dal 26 aprile 2011 i rifiuti non furono rimossi? Perché non si è dato corso all’Ordinanza n. 98/2010 con l’addebito delle spese della mancata rimozione ai privati?
Ora si legge che il finanziamento di € 220.000,00 sarà richiesto alla Regione Calabria per l’erogazione dei fondi con effetto immediato. Perché allora non si agì per la rimozione dei rifiuti con altrettanto effetto immediato.
Perché sono passati ben 9 anni da quell’Ordinanza? Sono queste domande a cui attendiamo risposte.
Non può pagare sempre Pantalone.
Italia Nostra- Sezione Alto Tirreno Cosentino

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