Italia Nostra

Data: 20 Gennaio 2022

Salerno: inchiesta sui presunti abusi edilizi nell’ex “Palazzo Poste e Telegrafi. Prima udienza si terrà il prossimo 23 marzo

Salerno: inchiesta sui presunti abusi edilizi nell’ex “Palazzo Poste e Telegrafi” e il rinvio a giudizio dei costruttori Eugeni o Rainone e Aldo Rainone. La prima udienza si terrà il prossimo 23 marzo,

Italia Nostra Salerno invia un proprio comunicato stampa in merito alla questione.

Per leggerlo: 

“PALAZZO DELLE POSTE: rinviati a giudizio i costruttori per violazioni di natura edilizia”.

Italia Nostra Onlus – sezione di Salerno comunica quanto segue:


Abbiamo appreso che a seguito di citazione diretta in giudizio da parte del P.M. dott.ssa M. Guglielmotti del luglio 2020, dinanzi al Tribunale di Salerno giudice monocratico dott.ssa Cesarano si svolgerà il giorno 23 marzo 2022 il processo a carico dei signori Rainone Eugenio e Rainone Aldo, per violazioni edilizie perché “nel palazzo denominato Palazzo Poste e Telgrafi, sito in Salerno al c.so Garibaldi, bene culturale vincolato con D.M 30.03.2001, ai sensi del d.lgs n. 42/2004, oggetto di intervento di restauro con cambio di destinazione d’uso…realizzavano n. 3 vasche piscine in copertura.. costituenti superfetazioni edilizie non qualificabili quali opere rientranti in un intervento di restauro e di risanamento conservativo di cui all’art. 3 lett. c) del d.p.r. n. 380/2001, oltre la violazione degli artt. 93 e 95 del citato dpr”.
Italia Nostra, individuata persona offesa nel detto procedimento, non si meraviglia affatto di questo ennesimo giudizio penale, in materia di controllo e gestione del territorio nella città di Salerno.
L’associazione ormai da tanti anni denuncia la sistematica violazione della normativa urbanistica, paesaggistica e di tutela dei beni culturali.


E’ paradossale che l’associazione debba farsi carico di un costante richiamo alla legalità e debba svolgere un’attività sostitutiva degli enti sia locali che statali in ordine alla gestione del territorio.
Per quanto riguarda la presente vicenda, l’associazione non comprende per quale ragione non siano state contestate violazioni di cui alla parte seconda del codice dei beni culturali, essendo un immobile vincolato.
Sarebbe stato opportuno, ad avviso dell’associazione che la magistratura avesse valutato la variante urbanistica ad hoc che ha consentito di mutare la destinazione d’uso dell’immobile demaniale, appunto vincolato, con il fittizio reperimento degli standard in altre zone del Comune di Salerno.


Auspichiamo che il Comune di Salerno, il genio civile di Salerno e la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Salerno, questi ultimi due enti parte offese nel procedimento penale, compiano il proprio dovere, con l’attivazione dei procedimenti sanzionatori previsti dalla legge.


Salerno, 19 gennaio 2022


Italia Nostra Salerno

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