Foto del giorno

Data: 9 Febbraio 2021

Salviamo il cuore di Palermo. Lettera aperta al Presidente della Regione Sicilia Musumeci

SALVIAMO IL CUORE DI PALERMO
Lettera aperta al Presidente della Regione Siciliana Musumeci

Palermo, 6 febbraio 2021

Signor Presidente,

nella Sua veste di Presidente della Regione Siciliana, riteniamo doveroso rivolgerci a Lei, quale massimo referente istituzionale. Purtroppo l’emergenza che stiamo vivendo ha colpito duramente alcuni settori dell’economia. In particolare il mondo della cultura e del turismo sono in ginocchio; in particolare i comparti della cultura e del turismo assumono un rilievo particolare anche per la valenza economica che rivestono nella nostra economia.
Ciò che è in gioco, come afferma in un suo scritto Angelo Argento, non è solo la ripresa di una attività produttiva ma anche il riconoscimento del ruolo e del peso della cultura nell’economia complessiva di una regione e nello sforzo per tornare a rimettersi in piedi”. La nostra cultura diviene necessaria dunque anche e soprattutto per riaccendere il motore economico della nostra regione.
Ma è tempo di andare oltre le proposte di tipo emergenziale.
Si rende necessario elaborare immediatamente interventi strutturali che rafforzino, rilancino e innovino i beni e le filiere culturali strategiche.
Diviene dunque indispensabile uno specifico: CULTURAL RECOVERY PLAN siciliano.
Ritengo occorra operare una separazione tra gli interventi di urgenza e salvataggio cioè “recovery”, nella sostanza un approccio di immediato sostegno al settore culturale, ed altri successivi interventi di “costruzione del futuro”. E’ necessario infatti proporre una specifica distinzione tra immediati interventi di aiuto ai vari settori oggi in crisi, rispetto a diverse misure economiche di più lungo termine in grado di avviare azioni strutturali e trasformare l’esistente.
Si vuole cioè ripensare ad una nuova fase di sviluppo economico a partire dall’individuazione di “progetti generativi” in grado di attivare nuovi processi.
Il rilancio dell’economia siciliana dovrà essere attivato anche e soprattutto a partire dunque da un “Piano Culturale Strategico” complessivo che veda, quali elementi portanti, specifici interventi. Il Governo nazionale ha appena rivisitato la proposta relativa al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza raddoppiando il budget proposto per il settore cultura e turismo portandolo da 3,5 ad 8 miliardi di euro.
In Italia oggi la rete dei beni culturali è costituita da 3.800 musei e 1.800 aree archeologiche; questo patrimonio insieme ad altri segmenti è capace di produrre un valore aggiunto di 170 miliardi di euro ed assorbire circa 3.9 milioni di occupati.
In particolare la Sicilia possiede il 19% dei beni culturali italiani, con un ritorno economico di
miliardi di euro ovvero il 3,5 dell’economia prodotta nella regione.
Per rimettere in piedi un intero comparto occorrono idee e soluzioni nuove e coraggiose e mi permetto di ribadire Signor Presidente, che è in momenti di crisi, come l’attuale, che le Istituzioni devono far proprie e recepire le proposte e le energie vitali che vengono dalla società civile
Tutte le nostre città siciliane, piccole o grandi che siano hanno dei gioielli che vanno tutelati e riscoperti, difesi dall’attacco selvaggio di chi vorrebbe, oggi più di prima, distruggerne le radici e specularci sopra.
E’ fondamentale dunque che il grande patrimonio culturale che rappresenta una sorta di patrimonio dormiente, venga risvegliato con coraggio e creatività. Riteniamo doveroso, con il presente appello, sottoporre alla Sua attenzione un grande progetto che anch’esso contribuirebbe ad agevolare la ripresa economica post-pandemia.
Ci riferiamo al cuore della città di Palermo, ai Quattro Canti che “rappresentano certamente il centro nevralgico della antica ‘Panormus’, cuore pulsante della Palermo seicentesca e certamente ancora oggi l’esempio più aulico dell’architettura barocca siciliana”.
In particolare, Palazzo Di Napoli, uno dei quattro “cantoni”, rischia di essere totalmente smembrato a causa di un’asta giudiziaria che incombe sullo stesso e che ne determinerebbe una svendita ed una presumibile speculazione edilizia. La svendita del Palazzo comporterebbe un decadimento del contesto dei Quattro Canti con una complessiva obsolescenza architettonica e funzionale che inesorabilmente finirebbe per compromettere la bellezza e l’unicità che tale cotesto possiede.
“Non è pensabile che i palazzi dei quattro canti, contesto architettonico – urbanistico certamente più rappresentativo della città, possa definitivamente essere compromesso.
E’ già stata avanzata la proposta di creare un grande museo diffuso nei tre dei quattro palazzi dei “Quattro Canti”. Un complessivo progetto culturale di tal genere metterebbe certamente la Sicilia in prima linea e Palermo tra le altre grandi città europee in grado oggi di creare grandi poli museali con diverse e variegate funzioni.
Purtroppo qualora uno dei quattro canti venisse svenduto all’asta, fissata per giorno 3 marzo pv, qualunque progetto svanirebbe ed avremmo ancora una volta compromesso una grande sfida che la Sicilia e Palermo avrebbero la forza di condurre.
Unico modo per affrontare il problema sarebbe l’ipotesi che la Regione Siciliana acquistasse all’asta giudiziaria, fissata per giorno 3 Marzo pv, la parte di Palazzo Di Napoli oggi in vendita. L’importo complessivo è di due milioni e settecento mila euro.
Attorno ad importanti progetti non vi devono essere appartenenze e colori politici.
Sarebbe ipotizzabile, così come già fatto a Catania per il complesso del Vittorio Emanuele, l’utilizzo dei fondi ex art. 38 dello Statuto, immediatamente utilizzabili, piuttosto che l’attivazione di un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per l’acquisto dell’immobile, mutuo che certamente rappresenterebbe un impegno economico quasi indifferente per le casse della Regione. Peraltro l’attuale proprietario di Palazzo Di Napoli si impegnerebbe a concedere gratuitamente alla Regione Siciliana la restante parte del Palazzo non messo all’asta.
La svendita di Palazzo Di Napoli, il “Cantone” relativo al Mandamento Castellammare, determinerebbe il definitivo abbandono del Polo Museale dei Quattro Canti costituito da Palazzo Jurato-Rudinì, Palazzo Costantino-Di Napoli e Palazzo Guggino.
Per quanto concerne i successivi atti relativi al restauro così come all’acquisizione degli altri due immobili si può intervenire con il prossimo Quadro Comunitario di Sostegno 2020-2027.
Riteniamo Presidente che la S.V. debba e possa mostrare uguale attenzione e celerità come fatto già nella bellissima città di Catania, in particolare per il rinnovamento del Complesso architettonico di Santa Marta-Vittorio Emanuele.
Signor Presidente, occorre solo che oggi il Governo della nostra Regione abbia la capacità di riconoscere il ruolo ed il peso della cultura nel sistema economico siciliano e la consapevolezza che questo ha di rimettere in piedi parte della nostra economia.

Firmato:

1. Manlio Mele, Architetto – Urbanista, già Deputato Regionale ARS e componente della Commissione Cultura e Commissione Ambiente, ARS
2. Giuliano Volpe, Università di Bari Aldo Moro, presidente emerito del Consiglio superiore ‘Beni
culturali e paesaggistici’ MiBACT, presidente della Consulta universitaria di Archeologia Postclassica
e della Federazione delle Consulte universitarie di archeologia
3. Monica Amari, Università Cattolica del Sacro Cuore, docente di Progettazione Culturale
4. Paolo Inglese, Direttore del Sistema Museale Università di Palermo, Professore Università di Palermo
5. Leandro Janni, Presidente Italia Nostra, Sicilia
6. Gianfranco Zanna, Presidente Legambiente, Sicilia
7. Franco Andaloro, Presidente WWF Sicilia
8. Silvia Mazza, Storica dell’Arte -⁠ Giornalista
9. Rosario Perricone, Presidente del Museo delle Marionette
10. Milena Gentile, Presidente Emily Palermo – Storica dell’Architettura

Ci daresti una mano?

Regalati la tessera di Italia Nostra e donala ai tuoi amici per proseguire una storia lunga oltre 65 anni di iniziative, progetti e battaglie per il Paese.

Italia Nostra