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Data: 29 Gennaio 2021

Salviamo il nostro mare: dall’Arpacal risposte insignificanti

Salviamo il nostro mare: dall’Arpacal una risposta assolutamente inconsistente ed insignificante! Ve lo fareste voi il bagno in questo mare?

Tre mesi fa 23 Associazioni e Comitati ambientalisti tra cui Italia Nostra  avevano chiesto al Direttore Generale dell’Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) dott. Pappaterra informazioni dettagliate  sul controllo in corso  ai depuratori costieri del Tirreno Cosentino, alla loro efficienza e funzionalità, controllo annunciato in un intervista al Corriere di Calabria del 26 agosto 2020 dallo stesso Direttore Pappaterra.

Dopo un’attesa durata tre mesi, e già da questo si può capire Il modo di agire di  alcuni organismi regionali,  non ci ha risposto il sig. Pappaterra, ma l’Avv. Antonio Calli responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza  a cui siamo stati costretti a rivolgerci in assenza di risposta del Direttore Generale.

Ma se in una regione  che vive quasi solo esclusivamente di turismo balneare, l’Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente e quindi del Mare, che è l’unica vera risorsa che ha la Calabria, opera nel modo in cui risulta dalla risposta pervenutaci, cari concittadini del Tirreno Cosentino e cari turisti, la battaglia per un Mare trasparente ed accogliente  è ancora più impervia e difficile di quello che abbiamo tutti immaginato.

Ebbene ci aspettavamo una risposta dettagliata  sullo stato di efficienza  dei depuratori dei 22  comuni costieri del Tirreno Cosentino,   all’altezza di un Agenzia per la protezione dell’Ambiente  in cui operano al proprio interno tecnici e specialisti di certa professionalità.

Ci hanno invece trasmesso dei “Rapporti di Prova” relativi a solo 5 comuni  sui 22 ( Acquappesa, Fuscaldo, Paola, Falconara, San Nicola Arcella) , senza alcuna valutazione dei dati,   e per due di questi comuni  i prelievi presso i rispettivi depuratori  risalivano al mese di febbraio e maggio 2020, cioè risalenti  ad un periodo assolutamente inadeguato  per verificare l’impatto sugli stessi depuratori dell’afflusso turistico estivo.

Insomma una vergogna, una presa in giro,  una completa delusione  nei confronti di questa Agenzia  che dovrebbe operare  per la protezione dell’ambiente marino  e che per  bocca  del suo Direttore Generale Pappaterra annuncia controlli  che dal riscontro che abbiamo avuto risultano assolutamente sporadici, carenti o mancanti.

Avere un’ Arpacal che funziona in questo modo è un vero e proprio problema per la difesa , l’integrità e praticabilità del nostro mare.

Ma proprio questo invece dovrebbe  fare a tempo pieno l’Arpacal, controllare che i depuratori funzionino soprattutto nel periodo estivo e la Regione Calabria  dovrebbe  dotare la sua Agenzia per la tutela dell’Ambiente  di uomini e mezzi adeguati per tale scopo.

Di fronte alla stragrande maggioranza dei  Sindaci che   non si sono scomodati a rispondere a 23 Associazioni e Comitati  su come migliorare i loro impianti di depurazione, ad un ARPACAL che pensa di avere a che fare con degli sprovveduti, ormai è chiaro che  con il dialogo e le buone maniere, che comunque continueremo a praticare,   poco si ottiene. Servirà dar voce alla protesta quanto prima possibile  per  far capire a questi signori che avere un mare pulito in cui immergersi volentieri ed in sicurezza è un diritto di tutti noi e della Calabria. Se pensano di non doverne dare conto hanno sbagliato di grosso.

 

Italia Nostra Alto Tirreno Cosentino

 

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