Italia Nostra

Data: 7 Agosto 2020

Sfilata Dior: Italia Nostra risponde a Sgarbi

La dichiarazione di Vittorio Sgarbi rilasciate al Corriere Salentino in merito all’allestimento realizzato in Piazza Duomo a Lecce per la sfilata DIOR non sposta di un millimetro la sostanza del ragionamento della scrivente Associazione in merito alla intempestività della richiesta alla Soprintendenza da parte degli organizzatori per il rilascio del necessario nulla osta, né dell’inadeguatezza dell’allestimento con le caratteristiche del luogo dove si è svolta la sfilata di alta moda che – evidentemente – si presume sia stato scelto proprio in ragione delle peculiarità artistico-architettoniche e che – invece –  l’allestimento adottato ha nascosto del tutto; pertanto, se la scenografia – come dice Sgarbi – risulterebbe “bella, precisa, pulita e intelligente…..perché riprende lo schema della devozione religiosa e popolare delle processioni e delle feste popolari  potrebbe trovarci anche d’accordo se non per un fatto – non di poco conto – e cioè che tale allestimento così concepito avrebbe determinato lo stesso risultato in Piazza S. Oronzo, in Piazza Libertini, in Piazza Palio, al Foro Boario e in qualsiasi altro luogo di Lecce avendo (volutamente o meno) nascosto gli elementi caratteristici di una delle più belle piazze d’Italia. 

           Pertanto lo spirito per cui la Sezione Sud Salento di Italia Nostra (per il tramite dello scrivente) è intervenuta non è stato assolutamente quello di denigrare l’iniziativa della maison francese, della scelta di realizzare l’evento a Lecce o di svolgere la sfilata in Piazza Duomo e neanche l’idea di utilizzare le tradizionali luminarie, chiamando – tra l’altro – un’azienda di indubbia esperienza. Tutt’altro! Se “qualcuno” – strumentalmente, ingenuamente e grossolanamente – ha voluto associare le eccezioni sollevate da Italia Nostra con altre dichiarazioni sommarie  espresse sui sociali e sui media nei giorni che hanno preceduto l’evento, non appartengono assolutamente alle intenzioni dell’Associazione, così come non appartengono le “liscate di pelo” rilasciate da qualcuno e funzionali esclusivamente ad ottenere “indulgenze” a buon mercato! 

             Ritornando alle dichiarazioni di Sgarbi, siamo costretti ad affermare che – probabilmente – all’amico Vittorio è “sfuggito” di ricordare (forse perchè “preso” dalla foga di esternare le sue “colorite espressioni”) che chi ha sollevato la questione dell’allestimento per la sfilata Dior in Piazza Duomo, in merito alle procedure adottate e all’avulso rapporto tra scenografia e luogo, sono gli stessi soggetti che da vent’anni hanno combattuto e combattono le pale eoliche (trovandoci sulle stesse posizioni del nostro critico d’arte) riuscendo a bloccare decine e decine di progetti che avrebbero devastato il paesaggio del Salento, così come le varie “opere di scuola melissanese” e numerosi interventi pubblici e privati con cui in questi anni è stato attaccato il territorio e/o sono stati lasciati nel degrado tanti beni architettonici, paesaggistici, ambientali e culturali.

              Con i limiti di risorse, di tempo e di conoscenza che non disconosciamo di avere, un fatto resta certo: il “benaltrismo” che spesso viene sollevato quando si affronta un determinato argomento non è l’approccio adeguato che può essere utilizzato per le ragioni e le battaglie che laicamente la Sezione Sud Salento porta avanti con rigore, determinazione e disinteresse, né può servire a sminuire o far dimenticare le mille battaglie – senza desistere anche nei confronti dei “poteri forti” –  portate avanti per oltre trent’anni (ottenendo risultati inimmaginabili) con il solo obiettivo di tutelare il territorio salentino.

                Pertanto non saranno certamente le opinioni diverse di “qualcuno”, sulla vicenda Dior o su altri argomenti, che potranno mai offuscare la trasparente ed intensa attività di volontariato che lo scrivente e tutti i Soci della Sezione Sud Salento hanno svolto con orgoglio e a testa alta in tutti gli anni del proprio operato.

Il Presidente

 Marcello Seclì

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