Italia Nostra

Marina di Massa, si è svolto il convegno sul Frigido

8 Dicembre 2018

Si é svolto ieri nella sala conferenze della chiesa dei Servi di Maria a Marina di Massa il convegno di Italia Nostra sul problema del muro da costruirsi nelle sponde del Frigido dal ponte di San Leonardo alla foce.

Al tavolo di presidenza col relatore principale, il geologo del comitato scientifico nazionale Riccardo Caniparoli, il presidente della sezione di Massa Bruno Giampaoli (coordinatore), il presidente della sezione Versilia Antonio Dalle Mura, Marco Betti ex assessore regionale alla difesa del suolo e Luciano Faenzei (segretario). Partecipavano, con i membri del direttivo della sezione di Mario Guidotti, Arturo Colle, Riccardo Copetta, Luigi Giorgieri, Francesco Silvestri, Carlo Bongi, Rossalba Lepore,  molti soci, cittadini e rappresentanti di associazioni balneari  e vari tecnici ed esperti ambientalisti. Dopo l’introduzione del presidente Giampaoli é intervenuto il presidente Dalle Mura dichiarano che

Il territorio apuo-versiliese, molto delicato e complesso, è starto sfruttato oltre i limiti della sostenibilità. I fiumi/torrenti Versilia, Frigido e Carriona prtesentano simili problemi, che debbono essere affrontati e risolti garantendo sicurezza nel rispetto dfel paesaggio, della storia e dell’economia dei luoghi. In questo senso vanno le proposte di Italia Nostra e dcei suoi tecnici.   Non si può pensare di risolvere i problemi apuani e versiliesi separatamente: problemi di assetto del territorio, problemi di erosione costiera”.

    E’ intervenuto poi Riccardo Caniparoli con una relazione tecnica esaustiva e convincente  che riportiamo sinteticamente

     “In riferimento al progetto di cementificazione delle sponde del Fiume Frigido Italia Nostra è decisamente contraria. L’impostazioni metodologica adottata  per il progetto della così detta “messa in sicurezza idraulica”  agisce solo sugli effetti ma non sulle cause che hanno generato il disequilibrio e che produce l’insabbiamento della foce ed il sollevamento del letto del fiume. Tutti gli interventi che non rimuovono le cause che generano gli effetti ma li contrastano, non servono a nulla anzi, nel caso specifico sono dannosi e producono ulteriori disequilibri esponendo nel medio termine i territori a nuove e più violente alluvioni e dissesti alle strutture fondali degli edifici della zona.  Nel caso specifico del Fiume Frigido, si individua  nella presenza dei due pennelli alla foce la causa primaria che genera la formazione della “barra di foce”. In particolare con lo spostamento del pennello in sinistra orografica avvenuto tra il 2003 ed il 2005.   Se si vuole ripristinare di nuovo l’equilibrio della foce bisogna demolire i due pennelli per favorire così, sia il rilasciamento naturale della spiaggia, sia il dragaggio naturale ad opera delle maree.  Si fa presente che la Suprema Corte di Giustizia Europea con la sentenza del 2015 sancisce il divieto di eseguire opere sui corpi idrici naturali Pertanto qualsiasi intervento che non rispetta tale norma è da considerarsi opera abusiva anche se eseguita da un ente pubblico. Riccardo Caniparoli geologo comitato scientifico editore Italia Nostra”

Durante il dibattito sono intervenuti:  l’Ing. Idraulico Carlo Milani, l’Ing. Idraulico Viti Carlo, l’esperto Nesi Umberto, Ing. Tarabella, il rappresentante del Bagno La Vela Seg. Alberto, e il Sig, Marco Lunardini consigliere comunale.

 

PRESIDENTE BRUNO GIAMPAOLI