Italia Nostra

Data: 6 Agosto 2020

Siracusa: il controverso prestito della tela del Caravaggio “Seppellimento di santa Lucia” al Mart di Rovereto si allontana

Il controverso prestito della tela del Caravaggio “Seppellimento di santa Lucia” al Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto – si allontana. Svanisce. Come sappiamo, la preziosa opere pittorica, attualmente custodita nella chiesa di Santa Lucia alla Badia di Siracusa, è da mesi al centro di una contesa tra il presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, e il fronte del No, composto da 350 intellettuali e dalle associazioni culturali Italia Nostra Sicilia, Dracma, SiciliAntica, Comitato Ortigia Sostenibile, BCsicilia e Amici del Caravaggio. Associazioni assolutamente contrarie al prestito e al trasferimento. Lo scorso 9 luglio, esse hanno costituito un Comitato spontaneo e sottoscritto un “Patto civico di consultazione per la tutela del Caravaggio siracusano”. Ieri, mercoledì 5 agosto, sono state esposte, in una conferenza stampa, le risultanze di un attento lavoro di studio e ricerca, che ha dato frutti rilevanti e sorprendenti.

Leandro Janni, Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

“PATTO CIVICO DI CONSULTAZIONE PER LA TUTELA DEL CARAVAGGIO SIRACUSANO” costituito dalle Associazioni:

Italia Nostra Sicilia, rappresentata dal Presidente regionale Leandro Janni;
DRACMA APS, rappresentata dal Presidente Giovanni Di Lorenzo;
SiciliAntica, rappresentata dal Presidente regionale Simona Modeo e dal Presidente provinciale di Siracusa Luana Aliano;
Comitato Ortigia Sostenibile, rappresentato dal presidente onorario Salvo Salerno;
BCsicilia, rappresentata da Luigi Lombardo, Delegato del Presidente regionale;
Associazione Amici del Caravaggio, rappresentata dal Presidente Paolo Giansiracusa.

 

Sulla base dei risultati e delle conclusioni delle attività di ricerca, accesso e analisi del procedimento di prestito avviato dal Museo MART di Rovereto ed avente ad oggetto l’opera artistica “Il Seppellimento di Santa Lucia” di Michelangelo Merisi da Caravaggio, attualmente custodita all’interno della Chiesa di Santa Lucia alla Badia in Siracusa, preliminarmente si rappresenta che, nella suddetta vicenda, sembrano mancare i presupposti essenziali per radicare un corretto procedimento conforme a legge.

Infatti, se il prestito, ai sensi del combinato disposto degli articoli 48 e 112 del Codice dei Beni Culturali, va accordato dal legittimo titolare, sussistono fondate ragioni che tale titolare non sia stato correttamente individuato, atteso che, per dispositivo delle leggi concordatarie del 1929 e 1984, la proprietà della Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, con tutti gli arredi, nonché le pertinenze mobili e immobili, quindi incluso il dipinto del Caravaggio, sarebbe transitata dal F.E.C. presso il Ministero dell’Interno (che li possedeva dal 1866), in capo alle Autorità Ecclesiastiche. Quand’anche si contestasse il superiore assunto sul cambio di proprietà, in ogni caso, trattandosi di materia pattizio-concordataria, sono esclusi in quanto illegittimi, tutti gli atti unilaterali che il predetto F.E.C. presso il Ministero dell’Interno, intendesse porre in essere sul prestito, dovendo al contrario concordare con l’Autorità Ecclesiastica qualunque decisione sul dipinto. A parte quanto fin qui riferito, si aggiunge la circostanza decisiva che, sempre per effetto di leggi concordatarie, l’opera d’arte di interesse religioso è assistita dal vincolo di destinazione al culto, che prevale su tutti gli altri connotati del Bene Culturale in quanto tale. Ciò significa che proprio la Chiesa ha l’ultima parola sul prestito in questione e quindi, tecnicamente, non di “parere endoprocedimentale” si tratta, bensì di vero e proprio permesso da rilasciarsi o negarsi, da parte dell’Arcidiocesi. Per tali motivazioni, i procedimenti finora messi in opera dagli Enti, al fine del prestito, sono viziati da violazione di legge ed eccesso di potere sotto vari profili.

Anche il procedimento di autorizzazione all’esecuzione della copia esatta secondo gli scriventi presenterebbe alcune lacune, per la mancanza di qualsiasi richiesta e/o nota informativa alla Curia Arcivescovile, e per la poca chiarezza comunicativa della futura destinazione d’utilizzo. Si ricorda inoltre come i costi per la realizzazione della copia gravino, secondo quanto è emerso, sul loan fee individuato per l’opera, riducendolo notevolmente, e non risultano frutto di alcuna ulteriore erogazione.

A proposito poi di quanto dichiarato dal Presidente del MART, Vittorio Sgarbi, circa l’esistenza di 350 mila euro per il restauro del quadro, mantra che ha accompagnato e scandito ogni esposizione pubblica del Progetto “Caravaggio. Il contemporaneo”, da tutti gli atti si evince chiaramente che il loan fee, previsto a vantaggio del dipinto oggetto di prestito è di soli 100 mila euro, sui quali – come detto – gravano i costi dell’esecuzione della copia esatta (già contrattualizzata tra Mart e Factum Foundation) che ammonterebbe secondo preventivo ad una somma di 30.000 euro, di cui già spesi una parte di 10.000 per la preliminare acquisizione digitale, cui si aggiungerebbero i costi di assicurazione, trasporto e movimentazione del dipinto originale. E’ di tutta evidenza, quindi, come ciò potrebbe costituire una consapevole, personale, narrazione dei fatti non corrispondente alla realtà, a cura di Sgarbi, posto che il primo atto riguardante la richiesta di prestito – tra MART e FEC – data a fine gennaio del 2020, rafforzando la convinzione circa la mancanza di certezza sui fondi veramente destinati all’intervento estetico di restauro. L’esame degli atti, legato alla ricostruzione arco-temporale della vicenda restituisce, senza dubbi, la consapevolezza che è infondata l’affermazione continua circa l’esistenza di 350 mila euro, che in realtà sarebbe la somma totale destinata dal Mart all’intera mostra, e non la somma a disposizione dell’opera oggetto di prestito. In tutta la documentazione finora esaminata – presso ben 7 Enti – poi –  non si rintraccia alcuna notizia di mostre o di altre iniziative a favore di Siracusa, in cambio del prestito del Seppellimento di Santa Lucia.

Gli scriventi, quindi, nello stigmatizzare con ogni forza il comportamento finora tenuto, nei confronti della Città di Siracusa, delle Istituzioni coinvolte e dei siracusani tutti, lasciano all’intelligenza dei lettori ogni altra conclusione.

Per quanto sopra il Patto Civico di consultazione per la tutela del Caravaggio siracusano ha già avviato e sosterrà, presso le competenti sedi istituzionali, ogni iniziativa necessaria per l’annullamento dei procedimenti, non lesinando sforzo alcuno nel fare ricorso ad ogni mezzo – in ogni competente sede – per la giusta tutela e valorizzazione del dipinto dell’ultimo Caravaggio.

 

Firmato
Aliano, Di Lorenzo, Giansiracusa, Janni, Lombardo, Modeo, Salerno

ALLEGATO: https://www.filodiritto.com/caravaggio-di-siracusa-forse-occorre-il-permesso-non-il-parere?fbclid=IwAR2NFVjz98S_jSpcY_wkiy0_zAStvDLuVEI4UeSQhJgvFzULD2sncqbweE4

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