Sopravvivenze…l’Archimandritato tra Storia, Arte e Paesaggio
Annalisa Raffa
Le associazioni Italia Nostra sezione di Messina, Intervolumina e The Greenstone hanno organizzato dal 2 al 4 ottobre 2020 tre iniziative finalizzate alla conoscenza della storia dell’Archimandritato. L’importante cenobio del monachesimo siculo-greco in Sicilia – dotato di una propria flotta e di privilegi commerciali e posto a capo di oltre 60 monasteri di tradizione siculo-greca situati in Sicilia e Calabria – sorgeva nella falce del porto della città, nella penisola chiamata di San Ranieri, posizione strategica per il controllo dello Stretto di Messina.
Le tre giornate – ideate e realizzate da Rina Stracuzzi, Stefania Lanuzza, Germana Giallombardo, Antonella Mangano e Giuseppe Martino – hanno permesso ai numerosi partecipanti di esplorare in modo inedito la relazione esistente tra Storia, Arte e Paesaggio: dopo il pomeriggio di studi dedicato alle sopravvivenze architettoniche, artistiche e librarie, il giorno successivo si è svolto un percorso di trekking nel comprensorio della chiesa basiliana dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò e infine, domenica mattina, la visita guidata presso il Museo Regionale di Messina per conoscere i manufatti artistici provenienti dal monastero di San Salvatore dei Greci in lingua phari ed i resti architettonici del cenobio di San Salvatore dei Greci.
Il pomeriggio di studi L’Archimadritato dalla fondazione ai giorni nostri. Sopravvivenze architettoniche, artistiche e librarie, curato da Italia Nostra e Intervolumina e moderato dall’archivista Rina Stracuzzi, è stato ospitato presso il Forte San Salvatore, nel luogo dove sorgeva fino al XVI secolo il monastero di San Salvatore in lingua phari (figg.1,2). Gli interventi della professoressa Cristina Rognoni sulla fondazione dell’Archimandritato e del professore Federico Martino sulla concezione maiestatica di Ruggero II hanno ricostruito la genesi di questa istituzione e il suo rapporto con il territorio. A seguire, la professoressa Cinzia Cigni ha condotto un excursus sull’architettura dei monasteri italo-greci dell’area messinese, testimonianze di un dialogo tra oriente e occidente, e l’architetto Mirella Vinci si è soffermata sulle problematiche relative alla valorizzazione e fruizione della chiesa di Santa Maria di Mili. Infine, gli interventi del professore Giuseppe Lipari sul patrimonio librario dei monasteri basiliani e del professore Giuseppe Martino sulle miniature della Crònica matritensis di Joannis Skylitzes Cura Palata hanno offerto interessanti spunti per ulteriori indagini sui patrimoni archivistici e librari dei monasteri che dipendevano da questo ordinamento.
Il secondo giorno si è svolto l’itinerario di trekking, curato dalla professoressa Anna Maria Prestianni, presidente dell’Associazione Escursionistica Peloritana “The Greenstone”. L’escursione condotta attraverso le terre dell’Archimandrita, ha permesso ai partecipanti di scoprire il comprensorio della chiesa dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò (fig.3) e di cogliere, tramite l’osservazione diretta delle architetture e delle caratteristiche morfologiche del territorio, puntuali riscontri ad alcuni degli aspetti illustrati dai relatori il giorno precedente.
L’ultimo appuntamento, curato da Italia Nostra, si è tenuto presso il Museo Regionale di Messina, dove la dott.ssa Costanza Rizzo ha guidato una visita ai manufatti artistici provenienti dal monastero di San Salvatore in lingua phari e ai resti architettonici del cinquecentesco monastero di San Salvatore dei Greci, riedificato, dopo la distruzione della prima sede nella punta della falce, proprio nell’area di sedime del Museo stesso (fig.4).
Il costruttivo dialogo fra le tre complementari realtà associative ha permesso di realizzare una proposta innovativa nella sua articolazione, volta a promuovere la conoscenza e attraverso di essa il senso di responsabilità da parte della cittadinanza nei confronti del patrimonio culturale, “bene comune” da tutelare e valorizzare, riscoprendo “il nesso tra Patrimonio e Cittadinanza, tra il passato e il futuro, tra le pietre e il popolo” (Tomaso Montanari).




