Italia Nostra

Data: 7 Gennaio 2020

Un curioso modo di condividere la ricchezza idrica elbana

9.000 METRI CUBI annui DI ACQUA PUBBLICA sono CONCESSI DALLA REGIONE TOSCANA in un’ISOLA dell’ARCIPELAGO TOSCANO, l’Elba, per alimentare piscine e giochi acquatici, scivoli e attrazioni, anfiteatro, biglietterie, punti di ristoro, bar, servizi wc e docce, nuovi parcheggi in zona agricola.

Le concessioni edilizia e idrica, che riguardano la trasformazione di un lato di una collina, già in atto, hanno come protagonista l’anacronistico prelievo di acqua da quattro pozzi. Si tratta cioè di un significativo prelievo di acqua in un momento di crisi climatica ed emergenza idrica e ambientale, che ha perfino messo gli elbani di fronte alla creazione di un contestatissimo dissalatore, tra l’altro nelle immediate vicinanze.

L’anacronismo di tali autorizzazioni acquista maggiore risalto perché il progetto si trova in una zona di alto pregio paesaggistico e ambientale: una delle poche aree a carattere agricolo rimaste dove economia, turismo, storia, agricoltura, vinicoltura e prodotti locali si sono sviluppati nel tempo in modo simbiotico e identitario, alle porte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Questo è possibile perché i nostri amministratori, locali e regionali, in questo caso hanno dimostrato una visione del futuro economico e turistico superata, che a breve e soprattutto a lungo termine produce impoverimento naturale e culturale. Le autorizzazioni si orientano verso una superficialità di scelte per un’isola nella quale in aumento non sono i servizi pubblici e la qualità della vita, o un miglioramento dell’utilizzo delle risorse idriche, e quindi dell’accoglienza, ma ci si affida, in attesa di una incisiva programmazione comune, generale, su obiettivi condivisi, a soluzioni imprenditoriali con pretese di benessere pubblico.

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