Lista Rossa

13-06-2019

Ninfeo a Piedimonte – Podgora (GO): segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: Via Sigismondo Attems – Piedimonte – Podgora (Gorizia)

Tipologia generale: monumento

Tipologia specifica: fontana

Configurazione strutturale: fontana monumentale, incassata alla base del pendio del Monte Calvario (Podgora) struttura superstite riferibile al tipo della villa veneta demolita a causa dei gravi danni subiti durante la guerra 1915/18

Epoca di costruzione: sec. XVIII

Comprende: vano della fonte ha la pianta ad abside con copertura a volta ed è incassato nel muraglione in pietra che sostiene il pendio soprastante

Uso attuale:. il monumento è molto degradato e utilizzato come ripostiglio

Uso storico: dal ninfeo aveva origine la fonte che alimentava l’edifico residenziale, i servizi, il giardino e il fondo agricolo, spazi questi che degradavano verso la sponda del vicino fiume Isonzo

Condizione giuridica: proprietà  privata

Segnalazione: del 4 febbraio 2019 – segnalazione della Sezione di Gorizia di Italia Nostra – gorizia@italianostra.org

Motivazione della scelta: Il ninfeo della villa Attems-Petzenstein è una fontana monumentale, incassata alla base del pendio del Monte Calvario (Podgora). Il monumento è di proprietà privata. Dal ninfeo aveva origine la fonte che alimentava l’edifico residenziale, i servizi, il giardino e il fondo agricolo, spazi questi che degradavano verso la sponda del vicino fiume Isonzo.

Il complesso architettonico, non più esistente, perché demolito in seguito ai gravi danni subiti nel corso della Guerra 1915-18, era riferibile al tipo della villa veneta, nella quale dal ninfeo aveva origine l’asse ordinatore delle varie entità spaziali, che rispetto ad esso erano simmetriche. Il ninfeo e i due portali, che sono i soli elementi superstiti della villa, tuttora individuano con esattezza la posizione di quest’asse. Al di sopra del portale del ninfeo è posta una lapide in pietra con la data 1748, che però, in origine, era collocata sopra l’ingresso della villa demolita. La data di costruzione del ninfeo, in base a varie citazioni documentarie, può essere collocata intorno alla metà del XVIII secolo. Il progetto della villa è stato attribuito da alcuni eminenti studiosi a Nicolò Pacassi (1716-1790), architetto di corte dell’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo.

Lo stile architettonico del monumento è il Rococò, in quel tempo molto diffuso nei territori austriaci, dei quali Gorizia faceva parte. Il vano della fonte ha la pianta ad abside con copertura a volta ed è incassato nel muraglione in pietra che sostiene il pendio soprastante. In origine aveva le pareti interne intonacate e tinteggiate in bianco, suddivise a graffito in riquadri imitanti un rivestimento di lastre di pietra. Una cornice separava la parete verticale dalla volta, che era pure intonacata e tinteggiata in azzurro. A sinistra, adiacente alla parete anteriore, un’apertura dà accesso ad una stretta scala che conduce al ripiano del fondo rustico superiore, un tempo coltivato, ma ora incolto. Sulla parte opposta è ricavata una nicchia a base rettangolare. In fondo, al centro, era incassato un bacino nel quale scorreva l’acqua proveniente, attraverso una tubatura, da una sorgente posta ad alcune centinaia di metri dal luogo. La facciata, che appare deteriorata, conserva tuttavia la struttura del proprio apparato decorativo, anche se l’intonaco non è quello originale. Il monumento era privo di copertura e quella attuale, in rame, è stata realizzata nel 2005.

Al monumento si può accedere dalla via Sigismondo Attems attraverso un viottolo che percorre il fondo rustico, che un tempo era occupato dalla villa demolita. Il ninfeo è di proprietà privata per cui si deve chiedere il permesso di accesso ai proprietari che abitano in una villetta sul lato opposto della strada.

Il monumento è molto degradato e utilizzato come ripostiglio. Le infiltrazioni dell’acqua meteorica proveniente dal pendio superiore, oltre a danneggiare le murature, provocheranno tra breve tempo la perdita dei pochi brani d’intonaco originario ancora presenti. Il muraglione in cui è incastonato il ninfeo presenta numerose lacune e parti spanciate, che preludono a crolli. La rovina del muraglione potrebbe provocare la distruzione del ninfeo e quindi la perdita del monumento.

Il ninfeo è un tipo di monumento rarissimo nella regione del Friuli Venezia Giulia, unico nella zona orientale. Data la sua ubicazione e la sua appartenenza a privati è ignoto alla maggior parte dei Goriziani. Anche la maggior parte della bibliografia storica del luogo lo ignora. Nel passato tutta l’area corrispondente al complesso della villa distrutta è stata frazionata e venduta a tre proprietari diversi. Due di questi la coltivano in parte come orto di famiglia. Un terzo, sul luogo ove ancora c’erano fino a pochi anni fa i resti della cappella della villa, ha costruito un edificio unifamiliare.

Un intervento per proteggere il monumento dalle infiltrazioni meteoriche e consolidare il muraglione potrà essere progettato solo in seguito ad un’attenta analisi geologica del costone in cui è inserito. Tutta l’area circostanze, un tempo occupata dalla villa dovrebbe venire sistemata a parco con la riconfigurazione delle visuali prospettiche dal portale esistente al ninfeo e il restauro dei resti affioranti della villa demolita. In tal modo si creerebbe inoltre una memoria della linea del fronte della Guerra 1915-18 che qui passava.

EVENTUALI RIFERIMENTI STORICO-BIBLIOGRAFICI

Ludovico, G; Castellan, F; Tomasella, P. Itinerari pacassiani III. Gli Attems. La villa di Piedimonte. Gorizia, Associazione Goriziana “Amici dei Musei, 2004

 

Italia Nostra Onlus