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07-02-2019

No deroghe alla tutela dei centri storici Unesco

Italia Nostra ha recentemente impugnato il nuovo regolamento urbanistico del centro storico di Firenze che ha introdotto norme più permissive per gli interventi edilizi sul patrimonio di interesse storico-architettonico e documentale. Il nuovo regolamento considera ammissibili i seguenti interventi:

  • il superamento per la categoria degli edifici appartenenti al Centro Storico del principio del restauro conservativo, in favore della ristrutturazione;
  • l’ammissione del mutamento di destinazione, anche in questo caso con elastico riferimento alla compatibilità;
  • il recupero ai fini abitativi dei sottotetti;
  • il frazionamento degli edifici, senza apparenti limiti.

Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, legislazione della Regione Toscana, vecchio PRG di Firenze, Piano di Gestione Unesco e una consolidata prassi internazionale, di cui l’Italia è l’avanguardia, considerano il restauro conservativo come il metodo di intervento più indicato per le città storiche. L’ammissione di interventi di profonda trasformazione edilizia, qual è la ristrutturazione, il mutamento di destinazione ed il frazionamento di edifici, si pone in netto contrasto con la tutela assicurata dal Codice con l’articolo 136 comma 1.  Solo per i monumenti appositamente e singolarmente vincolati resterebbe la salvaguardia della Soprintendenza Statale, purtroppo sempre più in difficoltà a svolgere le mansioni che le competono per carenza di personale e di mezzi idonei.

Il mutamento della destinazione d’uso da residenziale a commerciale per tutti gli immobili è in palese contraddizione sia con quanto previsto nel Piano Strutturale, sia con il Piano di Gestione Unesco adottato dal Comune di Firenze, che indica espressamente quale punto di debolezza del Centro Storico la tendenza all’abbandono delle abitazioni da parte dei residenti, tale da compromettere la funzione identitaria del tessuto sociale. I centri storici sono bene composito che deve mantenere una identità complessiva, che non si esaurisce nella conservazione monumentale, ma è diretta alla tutela di tutti i componenti, comprese le attività produttive e commerciali.

«Italia Nostra aveva già presentato al Comune di Firenze delle osservazioni volte a scongiurare l’approvazione della modifica del RU», spiega Mariarita Signorini, presidente nazionale dell’associazione. «Tale modifica venne decantata, grottescamente, come strumento innovativo di “rigenerazione urbana” ma in realtà è un grimaldello per trasformare il centro storico da città dei cittadini in location e dormitorio a servizio di un turismo internazionale di massa, sempre più indifferente alla storia, alla cultura e alla vita della città. La variante entrata in vigore consente la più ampia libertà nelle opere di trasformazione su quasi metà dell’edificato storico del territorio comunale, arrivando a prevedere perfino la demolizione e la ricostruzione delle architetture in forme diverse da quelle originarie. Il tutto, per attirare – con la deregulation, che tra l’altro rende più appetibili i tanti “contenitori” edilizi militari e statali in vendita – speculatori da ogni parte del mondo e per dilatare la già ben avviata espulsione dei cittadini residenti a vantaggio dell’ospitalità del turismo mordi e fuggi che sta prendendo d’assalto le città d’arte italiane, Firenze compresa».

A 37 anni dall’inserimento del Centro Storico di Firenze (l’area inclusa entro il circuito dei viali corrispondente all’antica cerchia delle mura) nella lista dei siti del Patrimonio dell’Umanità Unesco, il nuovo regolamento rischia di compromettere un sito definito: “realizzazione artistica unica nel suo genere, un capolavoro d’opera, il risultato di una continua creazione protrattasi per oltre sei secoli”, che conserva ancora “antiche strade intatte, palazzi fortificati, logge, fontane e un meraviglioso ponte risalente al quattordicesimo secolo”.

«Continueremo a monitorare», conclude Mariarita Signorini, «i centri storici delle città d’arte italiane inseriti nella lista Unesco (sia i grandi attrattori turistici come Roma, Firenze e Venezia, che le città di provincia come Mantova, Napoli, Ferrara, Siena, Matera, Siracusa, Verona, etc.) affinché non siano occasione di sfruttamento turistico intensivo ma tessuto urbano-sociale vivo e vitale, su cui intervenire con misure sapienti di conservazione e restauro e di mitigazione dei fenomeni di gentrification o spopolamento. Ecco perché l’associazione ha deciso di impugnare le norme approvate dal Comune di Firenze».

Mariarita Signorini – Presidente nazionale Italia Nostra

Leonardo Rombai – Presidente Sezione di Firenze

L’ufficio stampa | Flavia Corsano | ufficiostampa@italianostra.org | Cel. 335-53344767

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Leggi l’articolo da La_Nazione_07-02-2019

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