Comunicati

19-12-2013

Non indebolire la tutela del paesaggio all’interno dei parchi

Allarme delle Associazioni ambientaliste, CTS, FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pronatura, Touring Club Italiano e WWF Italia, per una proposta di modifica dell’art.146 del Codice dei beni culturali e del paesaggio relativo all’autorizzazione paesaggistica.

L’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con la delibera n.2 del 23 ottobre scorso ha proposto una  modifica all’articolo 146 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, che definisce termini e modalità per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche. La delibera del Parco propone di inserire nell’art. 146 la seguente norma: “nelle aree naturali protette di rilievo nazionale, di cui alla legge 394/91, in vigenza del piano del parco, le autorizzazioni di cui al presente articolo sono rilasciate dall’Ente Parco, unitamente al provvedimento di nulla osta di cui all’art. 13 della L.n. 394/91”. In pratica l’autorizzazione paesaggistica sarebbe rilasciata dall’Ente Parco attraverso il proprio nulla osta, esautorando il ruolo delle Soprintendenze che in base alla norma attuale  devono esprimere un parere vincolante in relazione agli interventi da eseguirsi su immobili ed aree sottoposti a specifica tutela paesaggistica.

Le otto Associazioni ambientaliste sono contrarie a questa proposta perché il risultato sarebbe essenzialmente un indebolimento delle procedure di verifica dei possibili impatti di progetti ed opere su beni ed aree di elevato valore culturale e paesaggistico, in relazione anche alla debolezza delle strutture tecniche degli Enti Parco privi di personale con competenze specifiche in materia di beni culturali e paesaggio. Il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche esula inoltre dalle finalità istituzionali e dalle competenze tecnico-scientifiche degli Enti Parco. L’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l’intervento urbanistico-edilizio. Il cambiamento del soggetto preposto al rilascio delle autorizzazioni non farebbe venir meno la necessità di valutare, con specifiche analisi tecnico-discrezionali, la compatibilità paesaggistica degli interventi. L’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano motiva la sua proposta con la necessaria semplificazione delle procedure burocratiche, ma la prevista  riduzione della produzione documentale contrasterebbe con le disposizioni del DPCM 12.12.2005 che, in attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, ha definito analiticamente gli elaborati necessari per le verifiche inerenti la tutela del paesaggio.

Per CTS, FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pronatura, Touring Club Italiano e WWF Italia, questa proposta di modifica del Codice dei beni culturali è l’ennesimo esempio del tentativo di modificare le norme quadro ambientali attraverso provvedimenti estemporanei che rispondono esclusivamente ad interessi particolari, nel caso specifico un maggiore potere discrezionale dell’Ente Parco, e indirettamente dei Comuni, sottraendo alle Soprintendenze la possibilità d’intervento anche attraverso il parere obbligatorio sulle prescrizioni d’uso dei beni paesaggistici tutelati.

Le otto Associazioni ambientaliste ritengono che su questi temi qualsiasi proposta di modifica della normativa attuale deve essere valutata nell’ambito delle riforme organiche del Codice dei beni culturali e della Legge quadro sulle aree naturali protette, già in atto, potenziando le funzioni relative alla gestione dei valori naturalistici e di promozione culturale ed economica dei territori di competenza degli Enti parco nazionali, in piena coerenza con le finalità ed ambiti della Legge 394/91 come indicato dall’art.1: “La presente legge, in attuazione degli articoli 9 e 32 della Costituzione e nel rispetto degli accordi internazionali, detta principi fondamentali per l’istituzione e la gestione delle aree naturali protette, al fine di garantire e promuovere, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese”, ed in piena intesa e coordinamento con le Soprintendenze di Stato.

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Commenti

2 commenti a “Non indebolire la tutela del paesaggio all’interno dei parchi”

  1. paola ha detto:

    mi pare di capire che ci sia una volontà di cambiamento della legge 394/91 supportata da ambienti politici e federparchi oltre che da Legambiente nazionale riguardo anche alla realizzazione di impianti di energia rinnovabile con possibile acquisizione di royalties

  2. Luca Bellincioni ha detto:

    Se non apriamo gli occhi e se non ci opponiamo agli scempi in atto, grazie alla scusa dell'”energia pulita” (vero e proprio mito ammorbante di questi anni) gli squali dell’energia finiranno col distruggere tutto ciò che ci era rimasto di intatto, con danni non solo ambientali ma anche culturali ed economici ancora difficilmente calcolabili.

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