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05-08-2020

Nuova Pediatria a Padova: il mondo culturale cittadino dice “no” ad un progetto così impattante

Vicinanza all’antica cinta muraria, cubatura e altezze: questi i punti contestati dalle associazioni culturali e ambientaliste cittadine in una rete della quale fa parte Italia Nostra e che chiedono ormai da anni di “spostare” la Nuova Pediatria per evitare la realizzazione del “più impattante intervento nell’area ospedaliera dai tempi della costruzione del Monoblocco e del Policlinico sessant’anni fa“. Si tratta infatti dell’edificazione del più grande fabbricato mai costruito a est di via Giustiniani, alto ben sette piani (più del doppio della palazzina di Pneumologia appena demolita per far posto al progetto della Nuova Pediatria), destinato a soverchiare il baluardo Cornaro, il più imponente di tutta la cinta muraria cittadina, innalzato nel 1539-40 dal grande architetto della Serenissima Michele Sanmicheli.

Michele Sanmicheli, Baluardo Cornaro, Padova, 1539-40

Per consentire l’intervento, il Comune ha varato un’apposita Variante, che riclassifica l’area ospedaliera come Area F, scorporandola dal Centro storico e privandola delle tutele che prima la proteggevano al pari del resto della città antica.

La Conferenza dei servizi decisoria si terrà il 21 agosto prossimo e le Associazioni hanno inviato una propria memoria per porre un argine ad un intervento dalla mole tanto sproporzionata rispetto al contesto circostante. I problemi rilevati sono infatti di varia natura. Anzitutto l’impatto paesaggistico, decisamente importante, in virtù delle altezze, delle cubature previste e della prossimità alle mura cittadine.

Il mondo culturale padovano si è espresso a grande maggioranza contro la torre pediatrica, ritenendola oltraggiosa del contesto storico e monumentale in cui si colloca e della stessa immagine di questa parte del Centro Storico, ancora del tutto recuperabile – si legge nella memoria. Alle contestazioni cittadine si sono aggiunte anche voci autorevoli a livello nazionale, come quella dello storico dell’arte, accademico e saggista Tomaso Montanari, del Direttore emerito della Scuola di Specializzazione in beni architettonici e del paesaggio dell’Università “La Sapienza” di Roma, Giovanni Carbonara, del Rettore dell’Università IUAV di Venezia Alberto Ferlenga, del professore emerito di Storia della Filosofia dell’ Università di Padova Umberto Curi e della senatrice Loredana De Petris”.

In secondo luogo c’è la questione dell’inserimento della Nuova Pediatria all’interno del previsto “Parco delle mura e delle acque”. Il 10/03/2020 la Commissione Regionale VAS, rilevando la delicatezza del contesto monumentale, ha prescritto per tutti i futuri interventi edilizi nell’area ospedaliera “un’attenta e dettagliata progettazione d’insieme che, ponendo il sistema difensivo come protagonista, riesca a coniugare le scelte estetiche, costruttive e funzionali”. A sua volta l’Accordo di programma sottoscritto il 2/04/2020 dall’Azienda ospedaliera e dagli altri enti pubblici si impegna a “delineare un programma per la rigenerazione e riqualificazione urbanistica e paesaggistica del Polo ospedaliero contenente prioritariamente le previsioni del progetto comunale ‘il Parco delle Mura’ mirato alla valorizzazione percettiva del patrimonio monumentale della cinta muraria“.

Impatto della Nuova Pediatria ( elaborazione Comitato Mura di Padova)

Il Parco delle Mura si pone così come piano direttore della rigenerazione dell’area – sottolineano nel documento le Associazioni. Di conseguenza le nuove edificazioni all’interno dell’area ospedaliera devono essere coerenti sia con il Parco che con il valore culturale delle Mura. Va da sé che le dimensioni dei nuovi edifici, non essendo indifferenti rispetto alla percezione visiva della cinta muraria, vanno valutate con la massima attenzione: è difficile capire per quali ragioni un edificio come la Nuova Pediatria, che misura 85×25 m di lato per 32 m di altezza, del tutto incongruo rispetto al contesto, possa essere ritenuto compatibile con il valore storico e ambientale delle mura e del relativo parco.

Ulteriore punto di controversia è rappresentato dal fatto che le valutazioni che scaturiranno dalla Conferenza dei servizi in merito alla compatibilità ambientale della torre pediatrica rappresenteranno un precedente nel bene o nel male per gli altri edifici che si progetteranno in futuro nell’area, determinando per molti decenni l’immagine di questa parte importante del Centro Storico.


“Finora nessuno è stato in grado di spiegare alla città perché mai la Nuova Pediatria, che richiederà in ogni caso circa sette anni di lavori, vada bene lì e soltanto lì – sottolineava Renzo Fontana, presidente di Italia Nostra Padova in una lettera del 2019 – E altrove no. La cosa è tanto più incomprensibile e inaccettabile visto che è stato approvato il nuovo polo ospedaliero a San Lazzaro (realizzabile in tempi relativamente brevi: 90 mesi circa, stando alle dichiarazioni del Direttore dell’Azienda ospedaliera) che potrebbe offrire strutture a misura del paziente pediatrico immerse nel verde e nella tranquillità, condizioni sicuramente molto migliori di quelle consentite da una torre di oltre trenta metri calata in mezzo al traffico, circondata dal cemento e priva di una pur minima dotazione di spazi verdi”.

 

Progetto “Nuova Pediatria”

I dati di progetto:

Il progetto prevede un imponente parallelepipedo di 68.000 mc, con una base di m 85 x 25 e un’altezza di m 32 (il doppio delle altezze degli edifici contermini), collocato a soli 26 metri dalle mura veneziane e ad appena 16 dal baluardo Cornaro, la più monumentale opera d’ingegneria militare dell’intero sistema bastionato cinquecentesco.

Le Mura di Padova:

Padova ha la più estesa cinta muraria rinascimentale sopravvissuta fino a oggi in Europa (11 km di lunghezza), la prima mai costruita a difesa di una grande città di pianura, in conseguenza di un evento storico cruciale per il futuro dell’Europa di allora, la guerra scoppiata nel 1509 fra la Lega di Cambrai e Venezia. Un’opera per i tempi colossale, seppure imperfetta e oggi in uno stato di conservazione non certo ideale. Negli ultimi anni la città e le sue istituzioni hanno finalmente preso coscienza dell’importanza delle mura come  elemento qualificante della forma urbis, promuovendo con l’Amministrazione comunale il progetto di un “Parco delle Mura e delle Acque”.

I firmatari del documento:

Sandro Ginestri Presidente di Legambiente Padova, Renzo Fontana Presidente di Italia Nostra, Luigi Siviero presidente AR/CO (Architettura Contemporanea), Alessandro Campioni Presidente Amissi del Piovego, Maurizio Marzola Presidente Comitato Mura, Marzia Banci Presidente di Filosofia di Vita, Gianpaolo Barbariol e Patrizio Giulini (Giardino storico, Università di Padova), Veronica Bertollo Presidente di Incivilis.

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