News dal territorio

07-10-2019

“Open Day” di Colacem: operazione immagine. Comunicato di Italia Nostra Sud Salento

La Colacem di Galatina ritiene con questo evento di recuperare un’immagine forte-mente offuscata dalle molte criticità ambientali evidenziate nella recente procedura di rinnovo dell’AIA;  più che “dormire sonni tranquilli”, come dichiarato dai vertici aziendali, gli abitanti di Galatina, Sogliano, Soleto, Cutrofiano e dintorni dovrebbero invece essere fortemente preoccupati per la tutela della salute, dell’ambiente e delle risorse naturali e dell’economia del territorio senza dare fede ai messaggi propagandistici e strumentali lanciati dall’Azienda.

E’ bene ricordare agli eventuali visitatori dello stabilimento che le cementerie sono comprese tra le “Industrie insalubri di 1° classe” ai sensi del Testo Unico delle leggi sanitarie, e che tali fabbriche “devono essere lontane dalle abitazioni” (art. 216) mentre invece la Colacem si trova a ridosso dei centri urbani ed è circondato da numerosi insediamenti agricoli, residenziali e turistici senza un’adeguata fascia di rispetto.   

Per la vetustà dell’insediamento, frutto di una lunga serie di modifiche e trasformazioni (la messa in esercizio risale al 1956) risulta oggi impossibile il suo adeguamento alle più recenti tecnologie di controllo dell’inquinamento. Ne è un esempio emblematico la decisione in sede di rinnovo AIA di non ottemperare all’art. 270 del D.Lgs 152/06, che prescrive il convogliamento delle emissioni, ai fini di un loro più agevole controllo; al contrario, lo stabilimento annovera ben 58 punti di emissione, di cui solo uno (denominato E06) dispone di un sistema di monitoraggio continuo. In questa situazione, risulta di fatto impossibile conoscere e prevedere (e meno ancora ridurre) le emissioni delle diverse sostanze nocive e/o cancerogene in uscita dai vari camini, come polveri sottili, composti di azoto e zolfo, idrocarburi, diossine, composti organici.

Secondo l’Agenzia Ambientale dell’Unione Europea (EEA), la Colacem di Galatina tra il 2008 e il 2012 ha causato un inquinamento tra costi ambientali e sanitari (sottostimati per ammissione della stessa Agenzia) tra 37 e 67 milioni di euro che vanno sommati ai danni causati da altri insediamenti presenti nell’area industriale di Galatina-Soleto! Per la stessa Agenzia l’impianto è all’8° posto tra i cementifici italiani per emissioni di ossidi di azoto, responsabili di patologie respiratorie, e contribuisce al primato della Regione Puglia quale regione italiana con le maggiori emissioni di gas serra.

Molte associazioni di medici (Ordine della Provincia di Lecce, Medici per l’Ambiente, Federazione Italiana Medici di Famiglia, Associazione italiana donne medico, Federazione Italiana Medici Pediatri, Società Italiana di Medicina Generale), hanno ricordato ai Sindaci dei comuni del comprensorio che il Distretto di Galatina è già gravato da elevate concentrazioni di polveri fini ed ha un’alta incidenza di tumori e di patologie polmonari anche in ragione dell’enorme transito di mezzi pesanti anche dai centri urbani. Oltre ai fattori inquinanti riportati, continua l’inquietante consumo di suolo provocato dall’attività estrattive una delle cause per cui la Provincia di Lecce è tra le aree d’Italia con le percentuali più alte con 135 ettari di suolo sottratti solo nel 2018.

Tutto ciò dovrebbe spingere gli amministratori locali ad attivare da subito una vertenza territoriale nel perseguimento di obiettivi a breve-medio termine tra cui la chiusura/riconversione di una attività dannosa per il territorio in tutte le sue fasi, da quelle estrattive, a quella produttiva della commercializzazione e dell’utilizzo dei materiali, per garantire prospettive di vivibilità per l’intera provincia di Lecce

Parabita, 4 ottobre 2019

Italia Nostra

Sezione Sud Salento

Italia Nostra Onlus