Eventi

30-10-2010

Orti Urbani: una realtà nazionale

Convegno Nazionale

Sabato 30 ottobre 2010, ore 10.00

Mercato Coperto di Campagna Amica del Circo Massimo

Via di San Teodoro 74, Roma

Scarica la locandina del convegno:

Convegno orti urbani – 30 ottobre 2010

LEGGI LE SCHEDE:

quartino orto ASSISI

quartino orto FOLIGNO

quartino orto GENOVA

quartino orto LUGNANO

quartino orto MANDRIA

quartino orto OSTUNI

quartino orto ROMA

quartino orto SAN GIUSTA

quartino orto SANT’ANATOLIA DI NARCO

quartino orto SAVONA

Quando si celebra il 150^ anniversario dell’Unità d’Italia, ci si può accorgere che l’identificazione di un popolo passa anche attraverso la presa di coscienza di alcune peculiarità del suo territorio che da sempre lo hanno caratterizzato, seppure in modo e con forme diverse, determinando caratteristiche salienti del paesaggio, di usi, costumi e tecniche differenziate nelle varie regioni. Gli “Orti urbani”, appezzamenti di terreno adibiti alla coltivazione di ortaggi, legumi, frutta ed altri prodotti di primario sostentamento per la popolazione, in tutte le epoche, ma specie in periodi critici, come le guerre, le pestilenze, i tempi di depressione economica. Gli Orti si sono diffusi in tutta Italia, hanno assunto conformazioni diverse a seconda dei luoghi e delle varie culture praticate, hanno conformato il paesaggio italiano rendendolo unico ed inimitabile. Anche oggi gli Orti stanno assumendo una dimensione nazionale: orti di campagna, orti di città, in pianura, in collina, terrazzati, a servizio di interi quartieri o di singole abitazioni, in ambienti storici (come quelli dei conventi) o in aree marginali ai centri urbani, orti “sociali” gestiti da pensionati o da categorie sociali protette, orti realizzati da comuni cittadini in modo spontaneo.

Ma cosa accomuna  in realtà un orto terrazzato p.es. di Genova ad un orto dell’agro romano, un orto di un monastero benedettino di Assisi ad un orto a servizio di palazzine residenziali di un centro urbano come Padova, un orto entro le mura di una  città storica come Foligno ad un orto da creare nella cinta muraria storica della città di Ostuni?

In realtà il termine Orto che deriva dal latino “Hortus” che significa spazio chiuso, recintato adibito alle pratiche della coltivazione testimonia il più immediato legame dell’Uomo con la Terra, la sua prima forma di intervento sulla terra, e dunque costituisce l’espressione della sua cultura nei secoli.

Ma in Italia gli Orti si sono sviluppati in modo diverso perché le coltivazioni sono state diverse a seconda dei luoghi, dei climi, delle culture, dei gusti e dei caratteri delle popolazioni. Sulla diversità geomorfologica del paesaggio italiano si sono sovrapposte così nel tempo le tracce delle pratiche e delle esperienze del coltivare in modo assolutamente unico. La bellezza del paesaggio italiano è dovuta oggi anche allo stratificarsi di queste pratiche nel tempo.

L’incontro felice tra l’esigenza di avere diretti prodotti dalla terra ed il dato di fatto costituito dalla diversificazione geomorfologica del nostro territorio ha potuto dar luogo a quel mirabile risultato di un paesaggio colto e raffinato perché espressione di stratificazioni di pratiche culturali da tempo immemorabile.

Le più recenti trasformazioni della nostra civiltà tuttavia tendono ad eliminare la conformazione del paesaggio come modificazione continua del territorio in chiave culturale e sostituiscono a tale sistematica quella della irreversibile modificazione dei luoghi per ragioni tutt’altro che culturali ma solo speculative, industriali, economiche.

Lo scopo del progetto nazionale di Italia Nostra Anci e Coldiretti è innanzitutto quello di tracciare, sulla base di un protocollo di intesa già sottoscritto dal 2008, una linea comune di tutti gli Orti i quali, pur nelle diversità delle tipologie esistenti, ne metta in risalto l’aspetto essenziale di costituire una realtà storica, sociale, culturale, urbanistica ed ambientale italiana di primaria importanza, sottraendoli ad un visione di marginalità e di degrado in cui essi spesso versano.

In attuazione di tale progetto sono state avviate ad oggi 10 iniziative estese a diverse città italiane (Assisi, Foligno, Genova, Savona, Lugnano in Teverina (TR), Ostuni, Padova, Roma, Santa Giusta (OR), Sant’Anatolia di Narco (Pg) e che sono state quindi tradotte nella elaborazione di altrettante schede progettuali concernenti ciascun orto, la sua gestione, le culture praticabili.

Lo scopo del convegno è quello di diffondere questa linea operativa auspicando che a queste prime situazioni possa seguirne una più estesa applicazione in tutto il territorio nazionale.

Italia Nostra Onlus