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17-03-2020

Padova e l’auditorium fantasma.

Padova e l’auditorium fantasma. Renzo Fontana, presidente di Italia Nostra interviene sull’annosa questione. «Nonostante la collocazione dell’auditorium in Palazzo Foscarini sembrasse ormai cosa fatta pare sia tornata l’ipotesi dell’area fieristica, ora riproposta dall’ente Fiera che avrebbe incaricato un progettista di vagliarne la fattibilità. Sarebbe una soluzione di ripiego – afferma Fontana – nata dall’impasse che sta interessando il progetto di Palazzo Foscarini dopo il mancato riconoscimento da parte dell’Agenzia delle entrate dell’Art bonus, con i suoi vantaggi fiscali: un diniego, però, che non dovrebbe condizionare più di tanto la volontà di proseguire negli originari intenti, visto che su queste agevolazioni inizialmente nemmeno si faceva conto. Un disimpegno in questo momento e per questo specifico motivo ci sembrerebbe una poco onorevole resa. Immaginiamo che il progetto Kada in Piazzale Boschetti, fortunatamente abbandonato, non fosse meno oneroso. Al contrario. Allora perché proprio adesso tutte queste difficoltà? Come molti altri, anche noi abbiamo salutato fin dall’inizio con favore l’idea dell’auditorium in piazza Eremitani, e per vari motivi. Innanzitutto si offre l’opportunità di destinare a usi pubblici e culturali un edificio monumentale in pieno centro, coinvolgendo anche il conservatorio, consente di risolvere finalmente gli annosi problemi di spazio e di agibilità che angustiano quest’ultima importante istituzione cittadina (è dell’altro ieri l’ennesimo, sconfortato appello del direttore), dando vita a un organico polo della musica di indiscutibile rilevanza, inattuabile in altri contesti e, in più, con consistenti, sinergici risparmi gestionali: un’opportunità che sarebbe un peccato imperdonabile lasciarsi sfuggire. Questa vera e propria cittadella della musica ha poi il vantaggio di inserirsi in un àmbito urbano di straordinaria importanza sul piano storico e culturale: i Musei Civici (comprensivi della Cappella degli Scrovegni e di Palazzo Zuckermann), mentre nel raggio di poche centinaia di metri si contano il Centro San Gaetano, palazzo Bembo-Camerini, palazzo Cavalli, con in più l’ex cinema Aitino che attende a sua volta di trovare un proprio ruolo. Rafforzare un polo della cultura altamente connotato e organico come questo, costituirebbe un punto di forza per la città. Si dirà che la Fiera è ben servita da parcheggi ma l’Auditorium in Fiera costringerebbe quasi tutti a far uso dell’auto. L’Auditorium agli Eremitani, invece, si avvantaggia dell’ottimo servizio del tram. Non bisogna in ogni caso dimenticare che la zona della Fiera è davvero poco attrattiva di sera e che il pubblico abituale dei concerti è costituito in prevalenza da persone non giovanissime. Sarebbe insomma auspicabile che Fondazione Cariparo, Intesa San Paolo e Comune – i tre protagonisti che hanno finora promosso il progetto dell’Auditorium agli Eremitani – compissero ogni sforzo per non lasciar cadere un’occasione irripetibile. A tal proposito ci sarebbe piaciuto che l’argomento fosse tra quelli in agenda nella recente missione dei nostri Amministratori a Roma, dove si è discusso delle opere padovane da mettere prossimamente in cantiere. Ci auguriamo in ogni caso che ci sia al più presto una seconda occasione, nella quale il tema sia posto al centro dell’attenzione. Anche perché, quanto sia importante in generale il ruolo della cultura come elemento aggregante e tonificante del vivere civile, lo stiamo sperimentando ancora una volta, anche se in negativo, proprio in questi giorni di emergenza sanitaria.”

Italia Nostra Onlus