Comunicati

17-07-2019

Ricorso al Consiglio di Stato contro la possibile devastazione delle pinete grossetane

ITALIA NOSTRA, WWF E LEGA ABOLIZIONE CACCIA RICORRONO AL CONSIGLIO DI STATO CONTRO LA POSSIBILE DEVASTAZIONE DELLE PINETE GROSSETANE

Le tre associazioni, con la collaborazione del GUFI – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane, presentano ricorso straordinario al Presidente Mattarella per fermare il Piano di tagli alla vegetazione voluto dalla Regione Toscana, previsto dal Piano AIB che devasterebbe irrimediabilmente le Pinete litoranee grossetane. Il ricorso si è reso necessario a causa della totale mancanza di disponibilità al dialogo della Regione, che ha rifiutato ogni confronto con gli esperti e le associazioni coinvolte nel Tavolo permanente per la salvaguardia delle Pinete da lei stessa costituito.

L’approvazione del Piano “antincendio” è stata portata avanti con gravi omissioni istruttorie pur di permettere alla Regione Toscana di assicurarsi i fondi comunitari e dare un rapido via libera al taglio degli alberi. Per fare questo sono stati ignorati i vincoli ambientali che ricadono sulla zona, casa di molte specie animali e vegetali protette, e non è stata effettuata la Valutazione Ambientale Strategica (VAS); non è stata presentata l’istruttoria relativa al vincolo paesaggistico; sono stati ignorati anche i vincoli idrogeologici previsti dalla Legge Forestale Regionale.

Il Piano che ne risulta, come denunciato da molte associazioni ambientaliste nelle ultime settimane, costituisce un grave pericolo per la biodiversità delle Pinete litoranee e andrebbe a danneggiare irrimediabilmente l’area protetta, non solo dal punto di vista ambientale ma anche per quanto riguarda il suo grande valore culturale, paesaggistico e turistico. Il Piano prevede drastici interventi di diradamento degli alberi, distruzione del sottobosco (oltre l’80%), abbattimento di tutti i Pini marittimi (Pinus pinaster), la costituzione di strutture parafuoco, di viabilità e fasce di auto protezione, l’utilizzo del fuoco prescritto (acceso deliberatamente e controllato) e insiste su tecniche selvicolturali superate e decisamente smentite dalla moderna letteratura scientifica. La prevenzione antincendio si fa dispiegando mezzi e personale sul territorio e non tagliando gli ingenti quantitativi di alberi affinché non brucino.

Il Piano risulta quindi gravemente inadeguato e non è dato capire la ragione di tagli così estesi, né il destino delle tonnellate di legname che risulterebbero dai tagli. È importante però ricordare l’ipotesi ventilata sui media locali: le Pinete di Marina di Grosseto e Principina secondo quanto riportato potrebbero fornire 40.000 tonnellate di legname all’anno alla Centrale a Biomasse di Val di Cornia. Le biomasse forestali sono una forma di energia altamente inquinante e non è tollerabile che il patrimonio boschivo delle aree protette venga bruciato in queste centrali che, peraltro, beneficiano di lauti contributi statali prelevati dalle bollette elettriche dei cittadini.

Qualunque “dichiarazione di emergenza climatica” votata dalla Regione sarà solo un gesto simbolico, se si proseguirà sulla strada della distruzione del patrimonio forestale, risorsa fondamentale per attenuare efficacemente gli effetti dei cambiamenti climatici.

ITALIA NOSTRA, WWF e LEGA ABOLIZIONE CACCIA

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