News dal territorio

01-12-2017

Salvare le strutture della D.S.S.E. a Guidonia, principale testimonianza del primato italiano nell’aeronautica tra le due guerre

All’interno dell’aeroporto militare A. Barbieri di Guidonia, su un’area di circa 18 ettari, si trovano le strutture della D.S.S.E. (Direzione Superiore Studi ed Esperienze). Inaugurata nel 1928, attiva fino all’8 settembre 1943, la D.S.S.E. raggiunse un’assoluta preminenza a livello mondiale per la ricerca e la sperimentazione nel settore aeronautico. Nel dopoguerra scienziati provenienti dalla DSSE hanno continuato le ricerche iniziate a Guidonia, occupando posizioni di grande rilievo in Europa e soprattutto negli U.S.A., dove l’Ing. Antonio Ferri (detto il “padre” del volo supersonico) diresse il settore ricerche della N.A.S.A e il Prof. Luigi Crocco fu direttore del centro Guggenheim che coordinò il programma aerospaziale americano. In Italia il Prof. Luigi Broglio, dopo un periodo di attività in U.S.A., fu direttore del programma aerospaziale italiano, che portò il nostro paese ad essere il terzo al mondo a mettere in orbita un satellite artificiale.  Altri scienziati e ricercatori ‘guidoniani’ hanno costituito il nucleo di sviluppo della ricerca e della produzione elettronica italiana.

Gli edifici della D.S.S.E., danneggiati dall’esercito tedesco nel 1944, subiscono da allora un progressivo degrado. Tuttavia sono ancora ben visibili le strutture principali, come la vasca navale, con le rotaie curvate in modo da seguire la curvatura terrestre, le gallerie del vento, e la galleria ultrasonica, che fu la più avanzata al mondo, per potenza e dimensioni.  Sono le migliori testimonianze del primato dell’aeronautica italiana tra le due guerre, e sono state in parte riprodotte a scopo museale negli U.S.A. dalla N.A.S.A., che, a riconoscenza del suo debito, ha richiesto il gemellaggio tra Guidonia e Cape Canaveral, celebrato nel 1988.

Numerose proposte di recupero delle strutture furono avanzate dai più importanti e famosi scienziati “guidoniani” come riferisce il Prof. Bernardino Lattanzi nel suo libro “Vita ignorata del Centro Studi ed Esperienze” del 1990, senza però seguito di rilievo. Nel 1999, con il Decreto Legislativo 490 del 29/10/1999 fu introdotta un’importante modifica nell’organizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC): nell’Art. 3, comma f) di tale decreto i “beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi più di cinquanta anni” entravano, a far parte dei beni culturali tutelati con una specifica normativa.

Al fine di ottenere un’adeguata tutela e valorizzazione delle strutture della D.S.S.E. fu costituito, con delibera del comune di Guidonia n. 173 del 29/06/2000, un Gruppo di Lavoro. Nel dicembre 2000 un progetto d’intervento sul bene, curato dall’ Ing. T. Cardia, con riferimento alla nuova normativa del MiBAC, ed elaborato in collaborazione con il Prof. Luigi Broglio, Prof. Bernardino Lattanzi ed altri illustri scienziati e tecnici, fu consegnato al comune di Guidonia e trasmesso al G.A.R.I. (Genio Aeronautico Ruolo Ingegneri).  La facoltà di Ingegneria dell’Università “La Sapienza” si impegnava sia per gli aspetti tecnici del progetto che per il reperimento dei fondi. Con ciò sembrava completo l’iter amministrativo.

Purtroppo, dopo l’improvvisa scomparsa del Prof. Broglio nel gennaio 2001, l’iter prescritto dalla legge si è “bloccato”. In assenza di notizie in relazione agli impegni sottoscritti, l’Ing. Lattanzi, con altri professori, ingegneri e tecnici, espose la questione al MiBAC. Ci furono poi interrogazioni parlamentari, interventi della Regione Lazio, di associazioni e di gruppi di cittadini e di tecnici, senza però che le autorità competenti, l’Aeronautica Militare (A.M.), il MiBAC e il comune di Guidonia, riuscissero a fare il primo passo previsto dalla legge: la dichiarazione ufficiale d’interesse culturale delle strutture della D.S.S.E. con le relative prescrizioni.  Si registravano nel frattempo crolli e altri danni delle strutture storiche, che peraltro sarebbero, ai termini di legge, tutelate e vincolate d’ufficio.

Nel 2012 il MiBAC, sollecitato da Italia Nostra, ha riaperto i contatti con l’A.M. con lettera del 15/05/2012, indicando la procedura amministrativa prevista per il recupero e la valorizzazione della D.S.S.E.: dichiarazione d’interesse culturale con apposizione qualificata del vincolo, e nomina di una commissione di esperti. Purtroppo il procedimento burocratico, dopo un felice avvio, sembra essersi “bloccato”, nonostante le sollecitazioni e gli incontri e di Italia Nostra con il MiBAC e l’A.M. Cinque anni sono passati dalla lettera del MiBAC, e nel frattempo le strutture della D.S.S.E. sono circondate da strisce bianche e rosse con avvisi di “pericolo di crolli”, non sono visitabili, e, prive di ogni tipo di manutenzione, rischiano di subire ulteriori irreparabili danni.

Italia Nostra chiede che si superino le difficoltà burocratiche e si giunga finalmente alla dichiarazione ufficiale d’interesse culturale, con le conseguenze di legge. Questo passo è necessario anche per effettuare in modo appropriato l’urgente messa in sicurezza delle strutture della D.S.S.E., senza la quale si rischia di perdere un bene di interesse per la storia della scienza e della tecnica tra i più importanti del nostro patrimonio nazionale.

 

Foto allegate:

-le gallerie del vento nel 1940, tratte da una guida di Guidonia redatta in quattro lingue in occasione del primo convegno mondiale della stampa aeronautica

-frontespizio della stessa guida

 

Italia Nostra Onlus