Lista Rossa

03-06-2020

Santa Maria ad Martyres e Santa Maria della Foresta – Lavello (PZ): segnalazione per la Lista Rossa

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Indirizzo/Località: Contrada Bosco delle Rose  –  Lavello (Potenza)

Tipologia generale: architettura religiosa

Tipologia specifica: chiese rurali

Configurazione strutturale: due chiese a pochi passi l’una dall’altra sono state costruite nel medesimo luogo dove insisteva la grotta di un eremita, grotta ancora oggi esistente ma prossima al crollo completo

Epoca di costruzione: sec. XI e sec. XV

Comprende:  Santa Maria della Foresta (la più antica) e Santa Maria ad Martyres

Uso attuale: le due chiesette, site a poche decine di metri di distanza l’uno dall’altra, sono in grave stato di abbandono. Ci si propone di portare i luoghi, e soprattutto la chiesa di Santa Maria ad Martyres, ad una loro valorizzazione e partire dal restauro, per il quale è pronto e approvato il progetto anche dalla Soprintendenza e riportarla la frequentazione dei fedeli

Uso storico: luogo di culto, di rito greco nella chiesetta più antica, di rito latino in Santa Maria in Martyres in uso fino agli anni ’80 del secolo scorso

Condizione giuridica: proprietà Curia vescovile di Melfi

Segnalazione: del 25 aprile 2020 –segnalazione della sezione Vulture Alto Bradano di Italia Nostra – vulturealtobradano@italianostra.org

Motivazione della scelta: In Contrada Bosco delle Rose vicino Lavello ci sono due chiesette, site a poche decine di metri di distanza l’uno dall’altra, inserite in un’ambiente naturale particolarmente affascinante, circondato da un silenzio magico.

Delle due chiesette la più antica, quella di Santa Maria della Foresta, fu consacrata nel 1059 da papa Nicola II. Oggi la chiesa, insieme con l’attiguo monastero dei frati di San Guglielmo da Vercelli, è completamente diruta. Fino alla metà del secolo scorso era arricchita da splendidi affreschi, oggi in custodia nei locali della Banca di Credito Cooperativo di Gaudiano di Lavello.

La seconda chiesetta, quella di Santa Maria ad Martyres, risale al 1400. Nasconde ancora qualche affresco, ma anch’essa è priva del tetto. Era intatta fino agli anni ‘80 del secolo scorso, ed era meta di processioni e funzioni religiose che vedevano la partecipazione dei fedeli di tutti i paesi dei dintorni.

Ma perché due chiese a pochi passi l’una dall’altra e nel medesimo luogo, a partire dalla originaria grotta di un eremita, grotta ancora oggi esistente ma prossima al crollo completo?

Uno studioso del luogo si poneva la stessa domanda ipotizzando come risposta che a quella di rito greco, l’antica, gli abitanti lavellesi vollero aggiungere la loro di rito latino. Spiegazione plausibile pur se non documentata. Fatto sta che oggi le due chiesette, di proprietà della Curia, sono vicine alla totale distruzione da quando, da qualche decennio, è cominciato il disfacimento della copertura di Santa Maria ad Martyres, ed i luoghi non sono più frequentati dai fedeli.

La Sezione del Vulture Alto Bradano di Italia Nostra si è appellata più volte per la salvaguardia delle due chiese e del territorio circostante, che si presenta di grande valore storico e naturalistico, ancora oggi tesoro di biodiversità per la presenza di un ruscello dalle limpide acque, il cui dolce suono un tempo faceva da base all’argenteo suono della campanella della chiesa di Santa Maria ad Martyres.

E’ un’area molto estesa (circa 5 ettari) di proprietà della chiesa lavellese, dove insistono, oltre alle due chiesette, una fontana denominata dei Monaci, ed un paesaggio ancora incontaminato e salubre. Pertanto potrebbe essere identificata come una piccola oasi naturalistica e mistica.

Ci si propone di portare i luoghi, e soprattutto la chiesa di Santa Maria ad Martyres, ad una loro valorizzazione e partire dal restauro, per il quale è pronto e approvato il progetto anche dalla Soprintendenza. Quelli che non sono disponibili sono i fondi necessari. Ci mobiliteremo di nuovo con più slancio per far sì che l’obiettivo sia raggiunto al più presto, prima che l’oblio si impadronisca di questi luoghi.

 

RIFERIMENTI STORICO-BIBLIOGRAFICI:

Iaffe, Regesta Pont. Roman., 1851. G. Montano, Brevi note su poche iscrizioni antiche, Potenza 1900. G. B. Guarini, Chiesette medievali di Basilicata, in Napoli Nobilissima, vol. X, anno 1901, fasc. VI. G. Solimene, La Chiesa Vescovile di Lavello, Melfi 1925. P. Di Stasi, Magnanimi vescovi della Diocesi di Lavello, Lavello 1961. A. Grelle Iusco, in Arte in Basilicata, Roma 1991. A. Rosucci (a cura di), Una chiesa medievale di Lavello e gli affreschi del XV secolo, Lavello 2008. A. G. R. Catarinella, Due chiesette rurali in agro di Lavello con affreschi del XV secolo, in Basilicata Regione Notizie, nn. 127-128, 2011.

 

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