Italia Nostra

#CARASTAZIONE, segnalazione sullo stato di abbandono della Ferrovia Adriatico Sangritana e sulla stazione di Lanciano (CH)

13 Settembre 2023

FERROVIA ADRIATICO SANGRITANA e STAZIONE DI LANCIANO, segnalata dalla sezione di Lanciano

Linea e stazione gestita oggi in concessione da TUA SpA ma di proprietà di RFI. Aperta nel 1° agosto 1912 e attualmente sospesa, serve il Sangro con un bacino di utenza di circa 80.000 abitanti. La Ferrovia Adriatico Sangritana fu costruita dall’ingegnere milanese Ernesto Besenzanica, tra il 1912 e il 1915, per conto della Società per le Ferrovie Adriatico Appennino di Milano. Ferrovia inizialmente a scartamento ridotto e a trazione a vapore, ebbe un ruolo di forte penetrazione nell’entroterra abruzzese, nonché di collegamento strategico tra l’Adriatico e il Tirreno. Fu elettrificata tra gli anni 1921-1929, per complessivi 156 km di linea, la più estesa ferrovia elettrica d’Europa. Fortemente danneggiata dagli eventi bellici, conobbe una fase di rinnovato prestigio con la ricostruzione a scartamento ordinario, recuperando la sua funzione vitale di trasporto merci e passeggeri. Tra le opere ingegneristiche di valore presenti lungo la linea si segnala il Ponte Turcano La possibilità di collegamento con la linea Sulmona–Carpinone detta Transiberiana d’Abruzzo apre prospettive di utilizzo come ferrovia turistico-ambientale. In proposito si ricorda l’esperienza del Treno della Valle, treno turistico sorto nel 1987, tra i primi in Italia, definitivamente interrotto nel 1997. Ad oggi è stata ripristinata, ad uso turistico sperimentale, la tratta Archi-Villa Santa Maria e si attende il completamento della fondovalle Sangro per il ripristino funzionale della linea fino a Castel di Sangro.

Con la creazione della ferrovia, Lanciano, capoluogo del circondario, fu datata di fabbricato passeggeri, il capannone per le merci, il fabbricato della Direzione e il fabbricato per l’officina riparazioni e rimessa di locomotive e veicoli. Nel 1923 in occasione dell’elettrificazione della ferrovia, l’officina venne riorganizzata per ricavare spazi di lavoro specializzati intorno all’area destinata alla rimessa dei rotabili: la torneria, la falegnameria, la fonderia, la sala per la forgiatura, la sala prove, la sala di alta tensione, la sala bobinaggio, la sala per gli elettricisti, la sala per la saldatura autogena. Nel dopoguerra iniziarono le opere di ricostruzione degli edifici della Sangritana, ma fu solo nel ventennio 1970-1990 che vennero eseguiti più rilevanti lavori di “ammodernamento” della ferrovia, con la ristrutturazione dell’officina che comportò anche la sua la sopraelevazione e il rifacimento della copertura in eternit.

L’intero complesso edilizio della stazione di Lanciano occupa planimetricamente una superficie che sfiora circa mq 5000. L’elemento primario e volumetricamente maggiore, risulta essere il deposito-officina con i suoi oltre 2,000 mq e un’altezza superiore ai 10 mt. Problema principale dell’intero complesso edilizio riguarda le coperture realizzate in lastre di eternit. Tuttavia, nel 2015 è stato già portato a compimento un primo lotto di intervento di smantellamento dell’amianto nel padiglione principale della struttura (mq 2000), restando lo smantellamento di circa altri mq 1300 di superficie. Attualmente l’intero complesso della ex officina risulta chiuso e in stato di degrado strutturale. Nel 2017 fu redatto un progetto di riuso del complesso per creare un Polo Archivistico Museale Regionale dei Trasporti, che sarebbe dovuto diventare un polo attrattivo e perno centrale della città di Lanciano. Museo che era parte di un più ampio ed ambizioso progetto di “Museo ferroviario Diffuso” disseminato sul territorio, da Lanciano a Castel di Sangro. Questa integrazione tra museo e territorio avrebbe dovuto consentire la fruibilità degli spazi e delle infrastrutture, divenendo un vero elemento attrattivo e valorizzando culturalmente e turisticamente l’intero ambito. Ingente materiale storico è ancora presente non solo nelle rimesse e nei depositi di Lanciano, ma anche nelle varie stazioni che vanno da Castel di Sangro (AQ) fino alla costa Adriatica. Inoltre, si segnala la presenza dell’Archivio Storico Sangritana che da tempo occupa alcuni ambienti all’interno dell’officina storica, ricchissimo di documenti e materiali iconografici già resi fruibili al pubblico. Anche l’Archivio storico giace abbandonato nei locali dell’officina. Diventa quindi prioritario intervenire su tutto questo enorme patrimonio culturale per salvaguardarlo dalla distruzione, consentendo alla collettività la fruizione degli spazi e di quanto in essi contenuto, in un perfetto connubio tra museo e territorio.

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