Italia Nostra

Alliste: Italia Nostra Sud Salento denuncia la presenza di una grande discarica

19 Marzo 2020

Alliste: Italia Nostra Sud Salento denuncia agli organi competenti una situazione di grande degrado. L’associazione ha segnalato oggi la presenza di una estesa discarica  lungo la Via comunale Longa che collega l’abitato di Alliste con la Loc. Torre San Giovanni (precisamente in Loc.”Brilli” a circa 3 Km. da detto abitato). “Ai bordi della Strada vicinale “Calaturo”, nel tratto di accesso dalla Via comunale Longa, è presente una vera e propria discarica a cielo aperto ove da anni vengono abbandonati – si legge nella nota inviata agli organi competenti – rifiuti di ogni genere: dai rifiuti solidi urbani a quelli ingombranti, dai R.A.E. ai rifiuti speciali e tossico-nocivi, fino ad alcune carcasse di animali e ad un gran quantitativo di lastre in cemento-amianto. Una situazione di estremo degrado. Stante tale situazione risulta necessario (a parere dello scrivente) – prosegue il testo – che gli enti in indirizzo, ognuno per le proprie competenze, effettuassero tempestivamente le opportune verifiche per rilevare lo stato dei luoghi, le caratteristiche e le condizioni dei rifiuti abbandonati, nonché gli eventuali responsabili di tale scempio; conseguentemente è essenziale che vengano predisposte le operazioni per la rimozione totale dei rifiuti abbandonati secondo le dovute modalità in modo da determinare un completo risanamento dei luoghi. A tal proposito risulta opportuno specificare che la zona in cui sono stati abbandonati tali rifiuti ricade nel tratto terminale del lungo costone naturale della Serra del Calaturo che, dalla zona posteriore il Cimitero di Alliste si protrae verso Sud fino alla Loc. Terenzano  e sul cui versante est insistono – tra l’altro – una rigogliosa macchia mediterranea, antichi tratturi, estesi tratti di murature in pietra a secco e diverse testimonianze storico-architettoniche tra cui la Grotta del Ninfeo, la Specchia dell’Alto, un Cippo di confine (comunemente denominato menhir), alcune masserie (tra cui la Masseria Ninfeo) e – nella parte più elevata della Serra – la chiesa cinquecentesca della Madonna dell’Alto da cui si gode una suggestivo panorama. Di particolare importanza risultano le specie botaniche presenti su tale tratto di territorio per le quali si rimanda allo studio di Roberto Gennaio pubblicato sul volume “La Serra di Calaturo” (Ed. Del Grifo).”