Italia Nostra

Data: 5 Settembre 2018

Pale lucane che “cadono”

A partire dal 2009 combatto, insieme con pochissimi altri, un fenomeno che oggi appare purtroppo inarrestabile: la pioggia di pale eoliche che cade, talvolta in senso letterale, sulla nostra povera, indifesa Terra di Basilicata e sulla testa dei suoi abitanti. Pale enormi, medie ed ipocritamente dette “mini” o addirittura “micro”. Cui prodest? Cari Lucani, se non lo avete ancora capito a chi giovano, dopo anni di allarmi, dopo che autorevoli quotidiani come il Finantial Time, dopo che autorevoli testate nazionali, con firme di prestigio, tentano di farvelo capire, beh, non so proprio come spiegarvelo altrimenti. È davvero frustrante veder scorrere nella memoria del pc i tanti articoli, i tanti studi, le foto che dovrebbero sottolineare la drammaticità della profanazione dei nostri Beni, a partire dal Paesaggio. E ti sfilano davanti agli occhi ricordi di studiosi con i quali ti sei confrontato in questi anni, di persone, di volti angosciati di tanti Italiani che ti hanno raccontato le loro storie, le loro lotte eroiche contro questi mostri roteanti, le loro fughe dai luoghi natii e dai beni dei loro avi. Per non impazzire a causa dell’umiliazione subita per aver perduto la pace e la serenità dopo la calata di questi “benefattori” ammantati di “green”. “Benefattori” ai quali noi (sì, noi, tramite le bollette elettriche), regaleremo, secondo la proposta di Di Maio che vuole portare l’eolico al 35% entro il 2030, la bellezza di 90 Miliardi di Euro (Il Tempo del 24 agosto scorso).

Il costo annuale sarebbe di 7 miliardi all’anno. Per produrre energia inaffidabile in quanto dipende dai capricci del vento. Beh, ma portano ricchezza e occupazione nei posti dove installano lo loro pale, dicono nei loro progetti. Vabbeh, se volete credere agli asini che volano fate pure. Dicono che non sono rumorose, che la sicurezza è garantita da loro e dagli esami minuziosi che fa la Regione. Sì, sì, vedrete che la gente che ci abita vicino ve lo confermerà. La gente vi dirà che sì, in Basilicata non si è mai vista una pala cadere e che tutti quelli che affermano di averne viste erano ubriachi. Vero Pietro, vero Antonio, che eravate ubriachi? Dicono, nei progetti che ho studiato, che le pale non si vedranno dai paesi vicini. Lo dicono con tanti elaborati con i quali pensano di convincerci che non si vedranno. E quando tu nelle tue Osservazioni fai rilevare che non è proprio così, fai ricostruzioni virtuali che dimostrano il contrario, loro, gli esaminatori, pensano: ma che ne sa questo? Dicono. Loro si fidano ciecamente delle rassicurazioni che fanno gli eolici. Ma scusate, ma se gli eolici che sanno, che studiano, dicono che le pale non sono rumorose, che si vedono poco, che non deturpano il Paesaggio, che non cadono mai, ma chi sei tu che pretendi di confutare? Se loro dicono di voler piazzare le pale in posti di nessun pregio, ma tu perché ti prendi la briga di andare a fotografare i luoghi, gli stessi luoghi, dimostrando che invece sono luoghi bellissimi? Che fai, vuoi pure accusarli di “imprecisa” descrizione dello status quo ante? E poi, se loro dicono nei progetti (di fatto) che basta calcolare la gittata della pala che si stacca dalla navicella (relativamente breve), tu perché ti ostini a leggere il Disciplinare regionale del 2010 che scrive di gittata dei frammenti? E certo, lo sanno bene che la gittata dei frammenti è molto ma molto più lunga, ma loro ti assicurano che le loro pale non si romperanno. E smettila.

Dici che ormai non si contano più le pale che si rompono in Basilicata? E tu credi a quattro ubriaconi che dicono di averle viste e non alle brave persone che vengono dal nord Italia portando gioielli di altissima tecnologia acquistati, nuovi di zecca, nei paesi evoluti del nord Europa? Ma smettila, smettila di abbaiare alla luna. Ma chi sei tu? Vuoi saperne più dei tanti politici e dei tanti esaminatori che lavorano per il bene della Basilicata? Ma lo sai che quella è energia pulita? Ma lo sai che questi lavorano, lavorano sodo per te, mica per loro! Che dici ancora? Come? Che con i soldi che noi cittadini regaliamo loro ogni anno potremmo ricostruire ogni anno 14 volte il ponte di Genova, potremmo sistemare sette volte all’anno quella viabilità, potremmo risarcire sette volte all’anno le famiglie coinvolte? Ogni anno, in ogni parte dell’Italia disastrata? Potremmo creare tanto di quel lavoro? Uffa, ma che c’entra mo’ un fatto con l’altro? Dici che con l’eolico in fondo non risolviamo neppure il problema dell’inquinamento, dato che con l’eolico produciamo in Italia (in Italia?… diciamo pure soprattutto sulla testa dei poveri meridionali) la misera percentuale dell’1,4% di tutta l’energia di cui abbisogniamo in Italia? Dici che la stessa percentuale la si può ottenere con pannelli sui tetti di case e capannoni non in zone di pregio e migliorando l’efficienza energetica, oltre ad altri accorgimenti? Dici che questo sarebbe anche giusto dal punto di vista sociale ed occupazionale?

Senti, caro mio, noi a te ed a quelli come te non ci crediamo. Noi crediamo a questi bei signori profumati in giacca e cravatta che sanno come convincerci con i loro garbati, scientifici e intelligenti argomenti. Dicono che le loro pale sono talmente sicure che possono metterle, e le mettono, a pochissima distanza da strade e case. Non sei convinto ancora? Ancora, dici che dovremmo vergognarci di aver abbandonato i Lucani ed il loro Paesaggio, i loro Beni, dici che dovremmo risponderne penalmente e civilmente? Hahaha, ma noi siamo politici ed esaminatori. Noi siamo al di sopra delle leggi, che facciamo da soli. Certo, magari aiutati dagli eolici. Noi sappiamo quello che facciamo. Ma che ne sai tu? Che ne sai tu di come si sta al mondo?

Vitantonio Iacoviello – Consigliere nazionale di Italia Nostra

(art. pubblicato su Gazzetta del Mezzogiorno pagine della Basilicata)

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