Italia Nostra

22 Marzo 2018

Sui due giornalisti aggrediti a Tolve e l’eolico in Basilicata

Si pubblica il concitato articolo di Vitantonio Iacoviello – Presidente sezione Vulture Alto Bradano di Italia Nostra esasperato dalla colonizzazione eolica della Basilicata e dall’inconsistenza dell’azione politica altalenante tra impegno e disimpegno. 

Due giornalisti aggrediti a Tolve solo perché facevano il loro mestiere cercando di capire cosa succede con l’eolico in Basilicata. Si è detto e scritto di mafia legata all’eolico, in questa ed in altre occasioni in Basilicata, così come da anni scrive il Financial Time con riferimento all’eolico in generale in Italia. C’è mafia in Basilicata? Da anni, insieme con altri, chiedo che la Magistratura indaghi sui progetti presentati e, a parere di molti, approvati con una certa “indulgenza”. C’è mafia in Basilicata? È la Magistratura che deve appurarlo, noi possiamo solo avere sensazioni assistendo a certi comportamenti, che non sono soltanto riferiti alle aggressioni, qui in Basilicata come nel resto del sud martoriato dalle pale. In Calabria fece scalpore anni fa il caso di uno stimato professore che aveva osato mettere in discussione la correttezza delle “carte” riguardanti un progetto eolico: la sua auto saltò in aria. Io ho esaminato alcuni progetti eolici in Basilicata e posso tranquillamente affermare che c’è una descrizione del territorio, nel quale vogliono insediarsi, quanto meno superficiale, per non dire altro. Tutto segnalato con Osservazioni e con richiesta agli esaminatori di passare le “carte” alla Magistratura.

Evidentemente non hanno ritenuto che ci fossero gli estremi per farlo. Così come non hanno ritenuto loro di dovere andare a controllare nei posti profanati dove sia tutta la ricchezza e l’occupazione promessa per i locali, e se i dati di produzione sono quelli dichiarati, e se è vero che “le pale si vedranno poco dai paesi limitrofi”. E così continuiamo a farci prendere in giro da una miriade di facilitatori della speculazione eolica che, con la compiacenza di molti di quelli che dovrebbero gelosamente legiferare per tutelare davvero il Patrimonio principe della nostra Regione, il Paesaggio, calano come gli Unni con i copricapo cornuti ben nascosti da manti “green” e con in testa una bella aureola di “sommi benefattori” delle nostre terre. E così, pian piano, ma non tanto, ci siamo ritrovati con centinaia di grandi pale, il maxi eolico, e con decine di centinaia di cosiddette “mini” pale. Quante sono le grandi, quante le “piccole”? Dove sono ubicate? Possibile che nonostante le tante richieste di Italia Nostra e Lipu non ci sia un bel registro, chiaro e una bella mappa aggiornata in tempo reale di volta in volta? È possibile che non ci si sia ancora accorti che queste “palette” sono tutt’altro che autoproduzione dei singoli agricoltori lucani ma ancora e solo speculazione? Ma chi può e deve legiferare per fermare drasticamente tutto questo, a livello nazionale e regionale? E, a parte le generiche affermazioni in campagna elettorale da ogni parte, sulla necessità di puntare sulle energie rinnovabili, chi ha avvertito il dovere di spiegare su quale tipo di rinnovabili puntare?

Malafede o perfetta ignoranza e slogan lanciati per accaparrare voti? Chi ha il coraggio di fare la promessa (ma soprattutto poi di mantenerla!) di azzerare, dico azzerare, gli incentivi all’eolico per dirottarli sempre su rinnovabili, ma spalmati a vantaggio di tutta la popolazione, con interventi di miglioramento drastico dell’efficienza energetica delle costruzioni, con microproduzioni di energia mediante vetri fotovoltaici, tegole fotovoltaiche, con pannelli a tappeto su capannoni, parcheggi, su tetti in aree non di pregio? Chi avrà il coraggio di prendere atto del fatto che con le pale si contribuisce solo per l’1,5% circa al fabbisogno energetico globale della nazione, regalando così miliardi ai “palazzinari dell’energia” e depauperando sotto ogni e qualsiasi punto di vista i nostri territori? Chi farà capire ai decisori che, soprattutto per la Basilicata, investita del 60% (!) di tutto il “mini” eolico italiano (percentuale elaborata dai dati GSE anni dal 2012 al 2014), è una tragedia ed un’ulteriore presa in giro, alla luce di queste realtà, lo slogan di “Basilicata terra incontaminata, puntiamo sul turismo, su Matera 2019 ecc.” che persone anche in buona fede ci propinano? Chi farà loro capire che noi crediamo in quello che dice Paolo Rumiz quando va in giro per il mondo (dice che non si limiterà all’Italia) a presentare il suo lavoro sull’Appia regina viarum: “preparatevi ad una degna accoglienza, avrete frotte di turisti che verranno a trovarvi, a godere della vostra storia e della capacità di raccontarla, a vedere i vostri Beni Comuni, a partire dal Paesaggio lucano, unico in Italia.

Ma di questo passo, caproni che non siete altro, voi che non capite che è davvero proprio il Paesaggio il principe dei nostri Beni Comuni, che cosa faremo trovare a chi verrà in casa nostra a trovarci? Che accoglienza riserveremo loro? E che dirò al mio amico Klaus Kempfe direttore della grande biblioteca di Monaco, quando tornerà in Italia e vedrà che lo scempio eolico continua, che stiamo depauperando le tracce della nostra Storia, per la quale proprio i Tedeschi, per fare un esempio, vengono qui sulle tracce di Federico II, per vedere quello che egli vide, una realtà stupenda da lui prediletta? E che vedrà sempre il visitatore affascinato dal racconto sulla via Appia e sui territori attraversati? Pale e Trivelle, vedrà! E se qualcuno continua ancora a dirmi la solita melensa predica “eh ma tu vai in macchina, eh ma tu usi il telefonino, eh ma allora non vuoi le pale, non vuoi il petrolio, eccetera”. Prima di arrabbiarmi, gli ripeterò che per l’eolico stiamo parlando dell’1,5% di tutta l’energia di cui abbiamo bisogno a livello nazionale con il sacrificio principale a carico di una piccola regione quale è la nostra. Per il petrolio gli farò notare che i nostri padri lucani vivevano senza il petrolio e questo non ha loro impedito di diventare “grandi” (leggete di quante decine e decine di grandi personaggi lucani ci parla Rocco Brancati”…). Dirò loro che il petrolio si esaurirà prima o poi, che le pale dovranno essere smantellate e che quando questo avverrà, se non saremo riusciti a conservare e tutelare i nostri Beni e costruire un futuro diverso e dignitoso per i nostri giovani (cosa che non sta facendo chi è preposto a farlo, chi deve pensare all’energia per il futuro ma nello stesso tempo alla conservazione delle nostre ricchezze singolari) ci ritroveremo a mendicare pietà! Massima solidarietà ai giornalisti aggrediti!

Vitantonio Iacoviello – Presidente sezione Vulture Alto Bradano di Italia Nostra

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