1059: un anno molto importante per le nostre terre. Dal punto di vista storico, culturale, politico e religioso.
Nel 1059 a Melfi si trasferisce praticamente da giugno ad agosto papa Niccolò II per preparare e per svolgere il primo concilio papale melfitano ( 5, fra il 1059 e il 1137) tenuto in agosto. Dal punto di vista religioso e politico per il papa ottantenne fu un anno ricco di risultati. “ Nella giornata conclusiva del primo concilio di Melfi, il 25 agosto del 1059, concede solennemente l’investitura dei territori e consacra Riccardo I di Aversa, principe di Capua della casata Drengot Quarrel e Roberto il Guiscardo, duca di Puglia e Calabria, della casata Altavilla con la possibilità della conquista della Sicilia”. “ I capi delle casate si ergono a difensori della Chiesa, contro l’impero bizantino e l’impero di Germania.
La conquista normanna

La conquista normanna si trasforma in guerra di liberazione delle terre meridionali e della Sicilia dalla Chiesa di Costantinopoli e dell’occupazione Saracena in Calabria e nell’isola”. In questi due mesi di frenetici accadimenti Niccolò, spostandosi da Melfi, consacrò l’Abbazia della Trinità di Venosa, percorrendo probabilmente quel che restava (un’idea di tracciato) della via Appia, passando dal ponte toppo d’Aguzzo in agro di Rapolla fino al villaggio di Sanzanello, alle porte di Venosa. Ma il papa, nell’ambito della lotta al rito bizantino, volle consacrare negli stessi giorni, comunque fra giugno e agosto, la chiesa-convento di Santa Maria della Foresta in agro di Lavello. Accompagnarono il papa ben 5 cardinali,18 vescovi e 16 arcivescovi! Lo ricorda un’iscrizione di secoli dopo, murata sulla facciata, a destra del bellissimo arco acuto in pietra man mano caduto e “disperso”. I prelati convenuti provenivano da ogni dove per partecipare al concilio. All’epoca c’era un grande fermento politico-religioso nel triangolo Melfi-Venosa-Lavello.
Il reticolo viario
Nel mentre Melfi e Venosa erano collegate come detto prima, Melfi e Lavello erano collegate tramite una strada diretta ( la traccia esiste ancora) che passava dall’attuale diga del Rendina. Per andare da Melfi a Lavello, a consacrare la chiesa- convento, probabilmente era questa la strada percorsa. Da Lavello, per andare a Venosa, si percorrevano strade interne ancora esistenti. E’ possibile quindi che sia questo il tragitto percorso da Niccolò II se proveniva da Melfi. Se invece si trovava a Venosa per consacrare l’Abbazia, non gli sarebbe certo convenuto fare Venosa-Melfi-Lavello. Da Venosa a Lavello, per passare dalla Chiesa convento, la strada era per forza di cose quella che passava su un ponte all’incrocio di altre strade interne (le cui tracce sono ancora vive sulle carte, visibili e impresse nella mia memoria, perché le attraversavo alla guida di carri o cavalli) che collegavano chiesa, masserie, resti di importanti ville romane.
Il 950° della Cattedrale di Melfi
Perché ne scrivo oggi? Perché oggi si parla di via Appia ma siamo anche al 950° anniversario della posa della prima pietra della Cattedrale di Melfi, avvenuta nel 1076 per mano di Roberto il Guiscardo. Lo stesso degli accordi di cui sopra. E’ altamente probabile che questi accordi fra Niccolò II e Roberto il Guiscardo prevedessero anche la costruzione della Cattedrale. Venosa e Melfi, e Rapolla, Banzi ,Palazzo San Gervasio, Genzano di Lucania, direttamente interessati dalla via Appia, fanno parte di un unico arazzo, con storia, cultura, antica politica in comune.
Le azioni e gli interventi sulla via Appia
Le azioni e gli interventi sulla via Appia, pur dovendo interessare principalmente i citati comuni, non possono prescindere dal valorizzare “reticoli” di ogni genere che li legano. Intanto, buon 950° anniversario alla Cattedrale di Melfi! Faremo gli auguri al Vescovo di Melfi Rapolla Venosa, sua Eminenza monsignor Ciro Fanelli in apertura dell’incontro sulla via Appia stamattina alle 9,30 nella sala del trono del castello della città di Venosa. L’incontro è aperto al pubblico; siete tutti molto benvenuti. A presto. Grazie.
Vitantonio Iacoviello Italia Nostra
Presidente della sezione Vulture Alto Bradano
Consigliere nazionale
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Per vedere l’intero convegno, ci si può collegare tramite questo link al TG7 Basilicata che ne ha registrato lo svolgimento.
Qui invece per il servizio del TGR Basilicata.

