Italia Nostra

Data: 28 Maggio 2019

Alto Tirreno Cosentino: Campagna di rimozione e di sensibilizzazione contro l’abbandono di rifiuti sul territorio

Si è conclusa la campagna VIA I RIFIUTI DAL TERRITORIO” indetta da Italia Nostra su tutta l’area dell’Alto Tirreno Cosentino.

L’iniziativa aveva più obiettivi:

  • Sensibilizzare i cittadini promuovendo ruoli attivi ed atteggiamenti responsabili di fronte al degrado che i rifiuti determinano sull’ambiente e sull’immagine di un territorio a vocazione turistica;
  • Conseguire risultati concreti attraverso la rimozione dei rifiuti;
  • Sollecitare le Pubbliche Autorità a riservare una maggiore attenzione al problema, sempre più preoccupante e diffuso, della dispersione dei rifiuti nell’ambiente.

L’iniziativa ha avuto la durata di circa due mesi, durante i quali, grazie al contributo spontaneo e straordinario di cittadini, che ci hanno inviato foto e localizzazione dei siti, ed all’impegno diretto dei volontari di Italia Nostra, è stata aperta una grande finestra di osservazione sul territorio.

I dati qui riportati illustrano, più di ogni commento, i risultati conseguiti, la rilevanza della problematica e l’utilità del lavoro profuso.

Sono state individuate e segnalate 31 discariche in 10 diversi comuni, molte delle quali in aree particolarmente sensibili: a ridosso del litorale, nell’alveo dei fiumi Lao e Noce, lungo il corso di torrenti e canali. Quest’ultime sono state oggetto di una particolare attenzione e segnalazione per impedire che molti dei rifiuti presenti potessero giungere nel mare, aggravando e moltiplicando il loro effetto inquinante sull’ecosistema marino e determinando una concentrazione di rifiuti sui fondali.

Nelle discariche è stato trovato di tutto: rifiuti urbani non differenziati, plastica in quantità, vetro, miscele bituminose, grandi quantitativi di pneumatici fuori uso e materassi, elettrodomestici, televisori, metalli, rifiuti derivanti dalle attività di demolizione e costruzione, materiali contenenti amianto, scarti di attività di giardinaggio con intere palme distrutte dal punteruolo rosso, ecc.

Nell’attività di segnalazione e rimozione sono stati coinvolti ed interessati vari Enti ed Amministrazioni: il Ministero dell’Ambiente, Divisione PNM (protezione della natura e del mare), Divisione RIN (rifiuti ed inquinamento) la Regione Calabria, l’Arpacal, i Carabinieri, i Carabinieri Forestale, i Comuni, l’ASP di Cosenza.

Nel contempo è stata avviata una campagna di comunicazione per accrescere la sensibilità ambientale nella popolazione e per rafforzare l’importanza di quanto sia necessario prendersi oggi cura di quella risorsa preziosa che è l’Ambiente.

Attraverso i canali social, sono state pubblicate centinaia di foto al fine non solo di dare una dimensione visiva al degrado ambientale causato dai rifiuti ma anche di interagire sul tema con una platea più vasta e numerosa di quella che è possibile raggiungere attraverso i tradizionali canali di comunicazione. Non si è trascurato, tuttavia di interessare anche televisione, radio e carta stampata: sul TG3 Calabria sono andati in onda 2 servizi, la carta stampata se ne è occupata con 11 articoli usciti su quotidiani di rilevanza interregionale, mentre le radio locali hanno dato risalto all’iniziativa con alcuni servizi.

> Conclusioni e proposte

L’abbandono dei rifiuti è una pratica rilevante sul territorio che danneggia l’intera collettività perché provoca degrado e nuoce all’ambiente.

Tale problematica non è però riconducibile soltanto ad una questione di educazione al rispetto dell’ambiente o alla mancanza di senso civico. Di frequente è il sintomo ultimo di vere e proprie attività illecite a carattere imprenditoriale. Chi abbandona i rifiuti spesso sono piccole imprese che operano nel sommerso.

Entrambi i fenomeni vanno contrastati innanzitutto attraverso una campagna di sensibilizzazione che deve vedere come attivi protagonisti, oltre alle Associazioni, che già svolgono la loro parte, soprattutto i comuni che hanno in gran parte trascurato e sottovalutato il fenomeno.

I Comuni devono avviare un percorso di coinvolgimento dei cittadini sul controllo del territorio, dando loro la possibilità di svolgere un ruolo attivo di difesa ambientale e di interagire con la Pubblica Amministrazione, come hanno fatto con Italia Nostra. Si può ipotizzare a riguardo la introduzione di una App con la quale il cittadino attraverso il Gps localizzerà la posizione e invierà foto che consentiranno un’azione di monitoraggio attivo sul tema degli abbandoni. Non è una novità, è stata già sperimentata.

Ma tutto ciò non basta. E’ necessario una mappatura ed un costante controllo della Polizia Municipale, anche con la collaborazione delle locali organizzazioni di Protezione Civile, delle zone ed aree più a rischio di illeciti abbandoni di rifiuti sui territori comunali. Tali aree, infatti, il più delle volte diventano a lungo andare dei ricettacoli di rifiuti con “tendenziale carattere di sistematicità e definitività” trasformandosi in vere e proprie discariche con conseguente degrado ambientale e pericolo di inquinamento.

A tale riguardo un concreto intervento è senza dubbio la istallazione, sulla base della normativa vigente, di un sistema di videocontrollo dei punti sensibili, ormai noti, con telecamere mobili a rotazione sul territorio e fisse.

Per il territorio dell’Alto Tirreno Cosentino la problematica dell’abbandono dei rifiuti ha non solo una valenza ambientale in senso stretto, ma anche un significato economico legato all’immagine di un area che ha nel Turismo il suo punto di forza. Non tener conto di questo fondamentale aspetto potrebbe risultare fortemente penalizzante.

Italia Nostra – Sezione Alto Tirreno Cosentino

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