Italia Nostra

Data: 28 Luglio 2016

“Cammino della Magna Grecia” come strumento di sviluppo dei territorio

Ormai da qualche decennio assistiamo al proliferare di percorsi storici “cammini” o “itinerari”, alcuni più noti come S. Jacopo di Compostela e via Francigena, altri, più contenuti, pensati su temi specifici, che tuttavia evidenziano, nella generalità dei casi, una notevole validità culturale. Voglio qui ricordare il progetto internazionaleIl cammino micaelico” che dalla Cornovaglia va in Sicilia, passando per la Calabria dove il culto di S. Michele, portato dai Longobardi, sopravvive in molti centri attraverso feste e riti autoctoni (Albidona, Cinquefrondi, Platania e molti altri).La sezione di Catanzaro di Italia Nostra promuove già da qualche tempo “L’Itinerario Cassiodoreo”, imperniato sulla figura storica di Cassiodoro che da primo ministro di Teodorico a Ravenna divenne monaco a Scolacium dove, nel VI sec. d.C., fondò due monasteri Il Vivariense e il Castellense e scrisse numerose opere. Cassiodoro, nel video rappresenta il genius loci del territorio: un itinerario che precorre i comuni di Borgia, Squillace, Stalettì, Montauro e Gasperina, con la finalità di far emergere le valenze storico- culturali del territorio. Oltre al parco archeologico della Roccelletta un’insieme di centri storici, di beni dimenticati, alcuni notevoli come La via Randa (un percorso altomedievale) a Stalettì, La Grancia di S. Anna a Montauro, la piccola chiesa della Pietà a Squillace, assieme a quelli più noti, fanno intuire la ricchezza dell’Itinerario, che tuttavia non viene recepito come bene unitario. Altri itinerari sono in corso di redazione da parte di Italia Nostra di Catanzaro intorno ai quali costruire percorsi storici di sviluppo dei beni culturali, paesistici e antropologici.

Tra tutti i beni culturali presenti, tuttavia, il patrimonio archeologico è quello che meglio rappresenta tutta l’area sud del Paese e la Calabria in particolare: un patrimonio che aspetta di essere valorizzato, gestito e, in alcuni casi, scoperto. Su questa base di condivisione di principi generali, Italia Nostra sezione di Catanzaro, aderisce alle proposte avanzate dal gruppo “Energie del Sud” di valorizzazione dei beni archeologici che costituiscono la più ampia e complessa testimonianza storica di tutto l’area Meridionale. Su questi temi, la presentazione di un progetto relativo al “Cammino della Magna Grecia” da parte della Calabria Basilicata e Puglia per l’inserimento nei siti “patrimonio dell’umanità” Unesco, rappresenta un primo necessario fattore di condivisione. Una sfida questa che deve essere raccolta, nella convinzione che ormai nell’era della globalizzazione si debba fare leva su quelle risorse locali in grado di competere a livello globale. Le associazioni, e i cittadini nel loro complesso devono essere vigili osservatori, promotori e controllori di ciò che si realizza, non essere muti spettatori di azioni che hanno depauperato risorse finanziarie rilevanti senza promuovere un vero sviluppo. Per comprendere quanto sia indispensabile il progetto in questione basta osservare la carta archeologica della Calabria (cfr M.A.Teti“La pianificazione delle aree archeologiche della Calabria. La carta dei vincoli archeologici dal 1912 al 1992, Gangemi editore 1993) dove emerge la consistenza dei reperti che potrebbero da soli fare la fortuna di una regione: mi riferisco ai numerosi parchi archeologici, ai reperti che insistono nelle are interne come Tiriolo, Torre Mordillo, La grotta del Romito con il Bos primigenius di Papasidero, una incisione di toro su un masso realizzata, da un uomo del paleolitico superiore, unica nel suo genere che rappresenta una vera rarità mondiale.

Ma quale visibilità hanno queste opere a livello nazionale e internazionale? Nelle pubblicità turistica della regione si vede un ombelico di una donna e una perla che rotola dentro! Se assieme a questi reperti si valutano anche i notevolissimi valori paesistici delle aree marine, da riqualificate, e i borghi, che potrebbero accogliere turisti da tutto il mondo, in rapporto alla bellezza del patrimonio storico, paesistico e naturale, risulta difficile capire come mai questa regione sia annoverata tra quelle più povere d’Europa e del mondo.

Maria Adele Teti – Prof. Ordinario Fac. Arch. Reggio Calabria, Pres. Italia Nostra Sezione di Catanzaro

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