Italia Nostra

Data: 23 Febbraio 2011

Crotone: le associazioni dicono No a nuove discariche

A leggere le ultime notizie di stampa sulla ormai imminente “emergenza rifiuti” nella nostra provincia per l’esaurirsi della discarica RSU di Columbra in località Poggio Pudano, ci è sembrato di essere tornati indietro nel tempo o, peggio, di essere incastrati in un circolo vizioso dal quale è impossibile uscire.

Infatti, è ormai prassi consolidata che, periodicamente, si paventi l’emergenza e con essa l’unico modo per superarla (temporaneamente): la realizzazione di nuove discariche. E fa parte dello stesso disegno l’impegno ad attivarsi per la raccolta differenziata, il riciclo, il riuso ma sempre e soltanto una volta superata l’emergenza.

In Calabria siamo ufficialmente in “emergenza rifiuti”  dal 1997 ed in questi 14 (quattordici!) anni si sono succeduti numerosi Commissari Straordinari spesso coincidenti con i Presidenti della Regione, si sono avvicendate maggioranze politiche di diverso colore, ma la situazione ci sembra ancora al punto di partenza.

Eppure, come risulta da un’indagine della Corte dei Conti, fino all’anno 2005 sono stati spesi 550 milioni di euro di cui quasi 21 milioni per le attività di sensibilizzazione, che non ci sembra, oggettivamente, abbiano prodotto alcun effetto pratico ed utile per la collettività.

A questo punto ci sembra il caso di ricominciare tutto dal principio.

E per evitare le solite proposte poco intelligenti da parte dei soliti “pseudo ambientalisti” suggeriamo di ripartire dal decreto  del Presidente dei Consiglio dei Ministri del 12 settembre 1997 che stabiliva il commissariamento nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani nella regione Calabria e fissava i compiti del Commissario.

Tra i compiti quello di attuare la raccolta differenziata per superare definitivamente il ricorso alle discariche, che comunque dovevano essere pubbliche.

Tutto ciò, tramite la predisposizione di un Piano di interventi di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani e la conseguente  realizzazione degli interventi necessari per far fronte alla situazione.

In caso di inadempienza dei Sindaci, il Commissario delegato poteva provvedere, sostituendosi direttamente ad essi, ovvero attraverso un commissario ad acta, individuato nell’ambito della Pubblica amministrazione.

Tracciare un bilancio a distanza di quattordici anni dal commissariamento del settore è semplice: sono stati spesi miliardi di euro senza che venissero raggiunti gli obbiettivi prefissati. Un fallimento totale che perdura con la compiacenza del Governo nazionale, oggi di centro destra ieri di centro sinistra, che si ostina a rinnovare puntualmente il decreto di commissariamento, e delle amministrazioni locali che si creano l’alibi per non assumersi le proprie responsabilità.

Numerose forze associative del territorio provinciale di Crotone si sono trovate nel 2006 a contrastare la realizzazione di un’ulteriore discarica di RSU al servizio di tutta la Calabria ed oltre, di circa due milioni e mezzo di metri cubi.

La difficile battaglia intrapresa ha spinto tutti, anche molte organizzazioni sociali fino a quel momento distanti dal problema, ad unirsi ed a formare per la prima volta nella nostra provincia un movimento a difesa del territorio denominato “Movimento no discarica” e composto da più di venticinque tra associazioni ed organizzazioni sociali. Il Movimento ha condotto una campagna di sensibilizzazione e di conoscenza sulla problematica e sul business dei rifiuti spingendo oltre dodicimila persone a sottoscrivere la petizione lanciata per dire no all’ampliamento della discarica di Columbra. Sit-in davanti la Casa Comunale di Crotone, scioperi della fame che hanno registrato la solidarietà data attraverso la propria presenza da parte di tutta la Deputazione crotonese, regionale e nazionale, da alte cariche parlamentari – il Vice presidente del Senato dell’epoca -, l’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, il Presidente della Provincia ed il Sindaco di Crotone, interrogazioni parlamentari, una manifestazione popolare (partecipata da oltre cinquemila persone), hanno indotto il Consiglio comunale e provinciale a pronunciarsi pubblicamente con apposita delibera e hanno impedito in quella fase il rilascio delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti.

Ancora, a distanza di pochi mesi, ulteriori progetti di discariche da realizzare nel territorio della provincia di Crotone hanno indotto la gran parte delle organizzazioni già facenti capo al Movimento no discarica a riunirsi per contrastare nuovamente il tentativo di trasformare la città e la provincia di Crotone nella pattumiera del sud Italia.

Oggi chiediamo a tutti coloro i quali hanno amministrato e amministrano il nostro territorio, comunale, provinciale e regionale, di assumersi in pieno le proprie responsabilità chiedendo la fine del commissariamento in Calabria e avviando concretamente un percorso virtuoso che porti alla riduzione della produzione dei rifiuti; a una raccolta differenziata vera con incentivi per i cittadini che differenziano;

a minimizzare i flussi di rifiuti, favorendo la realizzazione di impianti a freddo in grado di recuperare ancora materiali contenuti nei residui; a realizzare impianti di compostaggio per valorizzare la frazione organica recuperata; a promuovere la pratica del “compostaggio domestico” riducendo di fatto la produzione di percolati nelle discariche; a garantire una gestione pubblica del ciclo della raccolta, smaltimento e differenziazione dei rifiuti onde evitare che il business prevalga sulla salute e l’interesse dei cittadini.

In sintesi, una gestione  sostenibile dei rifiuti, favorevole alla conservazione della natura e capace di creare nuovi posti di lavoro, qualificati e diffusi su tutto il territorio  regionale.

Riteniamo, inoltre, non più rinviabile la istituzione (una volta per tutte) del “registro regionale dei tumori e malattie collegate all’inquinamento ambientale”.

Sappiano, gli amministratori, che non accetteremo passivamente la realizzazione di nuove discariche e/o inceneritori sul territorio provinciale, almeno sino a quando le altre province (vedi Cosenza) che per anni e anni hanno smaltito a Crotone i loro rifiuti, non si doteranno di tutte le infrastrutture necessarie previste dal, pur carente, piano regionale dei rifiuti e mai realizzate.

Altura

Arci Crotone

Associazione Mediterranea per la Natura

Comitato Mi Rifiuto

Gruppo Archeologico Krotoniate

Italia Nostra – Crotone –

Ente nazionale protezione animali – Crotone –

Legambiente Crotone

Lipu

Movimento Terra Aria Acqua Libertà

Associazione Paideia

WWF

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