Italia Nostra

Data: 10 Aprile 2013

Crotone, i Beni storici da tutelare

Le associazioni Italia Nostra di Crotone ed il Gruppo Archeologico Krotoniate hanno inviato nei giorni scorsi alla Direzione Regionale BBCC e Paesaggistici della Calabria, al Ministero BB CC, alla Soprintendenza BAP di Cosenza, e, p.c., all’assessore regionale alla Cultura, al sig. Prefetto, ed a Sindaci del territorio, la richiesta  che i seguenti Beni immobili del territorio crotonese, di proprietà dell’ARSSA, vengano dichiarati di interesse culturale, ai sensi del d.l. N.42/2004, art. 10.

-Villa Margherita, località S.Anna nel Bosco ed il Parco (agro di Cutro)

-Masseria-Torre di San Pietro in Tripani -Il Concio (ex fabbrica di liquirizia Barracco)

-Chiesa di San Pietro Apostolo in Tripani (Agro di Isola Capo Rizzuto)

Casale Soriano Lucifero di Apriglianello (agro di Crotone)

-Azienda Agricola di Polligrone (agro di Belvedere Spinello)

In alcuni casi, (Masseria San Pietro, Casale Suriano-Lucifero-Azienda Agricola Polligrone) si tratta di architetture rurali aventi interesse storico-artistico, testimonianze dell’economia rurale tradizionale.Villa Margherita ed il parco hanno interesse artistico/storico/naturalistico/paesaggistico.

Le associazioni sostengono che alcuni di questi Beni versano in condizioni di degrado e necessitano di urgenti interventi di restauro conservativo oltre che di manutenzione sia dell’immobile, come per la Chiesa di San Pietro in Tripani, ormai in rovina, e per l’ex fabbrica di liquirizia de Il Concio, esempio rilevante di archeologia industriale. Diverso il caso di Villa Margherita, il cui bosco, una volta ricco di pregiate essenze della macchia mediterranea, versa attualmente in condizioni di degrado, con conseguente necessità  di rinaturalizzazione dell’habitat, anche a seguito di numerosi tagli avvenuti negli anni scorsi e di recente.

Italia Nostra e Gruppo Archeologico Krotoniate si sono attivamente  interessati, sin dal 1991, alla sorte di tali Beni, chiedendone il restauro conservativo e l’apposizione del vincolo ai sensi dell’art.4 della legge N. 1039/1989.

Nel ribadire l’urgenza di un’oculata gestione di questi rilevanti Beni Culturali, Beni Comuni, le associazioni ricordano che una corretta opera di conservazione, tutela e fruizione di questo patrimonio storico, artistico, naturale e paesaggistico porterebbe indubbi vantaggi non solo dal punto di vista culturale, sociale, ma anche anche economico.

Il territorio interessato da questi Beni potrebbe diventare meta di un turismo culturale locale, nazionale ed estero, grazie a viaggi d’istruzione e visite guidate organizzate per tutto l’anno,   con un inserimento in un circuito virtuoso di itinerari tra mare e monti del territorio crotonese.

La vicinanza dello scalo aeroportuale di S.Anna faciliterebbe la presenza di flussi turistici anche dall’estero e darebbe un apporto positivo alla conoscenza del rilevante patrimonio culturale,naturale e paesaggistico del territorio ed alla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore turistico, con un indotto che spazierebbe anche al settore agricolo, attualmente in grave crisi.

Crotone, 9 aprile 2013

Teresa Liguori, Vice Presidente Nazionale Italia Nostra

Vincenzo Fabiani, Direttore Regionale Onorario Gruppi Archeologici

Vedi la lista dei Beni da tutelare

Rassegna stampa

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Crotonese, Villa Mrgherita e bosco di S. Anna

Nel territorio crotonese si trovano alcuni pregevoli beni culturali,  generalmente poco conosciuti, in alcuni casi abbandonati ed in rovina.

Italia Nostra  è impegnata da numerosi anni per la salvaguardia e tutela di questo patrimonio culturale, di proprietà dell’ARSSA, Azienda Regionale  di Sviluppo Servizi Agricoltura.

Tra i beni più rilevanti, Villa Margherita, una dimora ottocentesca, già proprietà del barone Giovanni Barracco, situata in località Bosco di S.Anna. La villa, una volta circondata da un meraviglioso parco dall’estensione di 5 ettari, ricco di macchia mediterranea ed in particolare di alcuni esemplari di querce da sughero, ormai sempre più rare, è stata espropriata negli anni ’50 con la Riforma Agraria e data in gestione all’ESAC, ora ARSSA, quindi  di proprietà della Regione Calabria.

Nel 1992, l’edificio, una bella struttura neoclassica, era completamente in rovina.
Italia Nostra di Crotone  profuse molto impegno, sostenuta dalla sede centrale, per ottenere  il restauro conservativo dell’immobile, del quale chiese anche il vincolo di bene culturale.

Dopo alcuni anni, completato il restauro a cura dell’Esac, grazie a dei fondi PIN e della CEE,  vi furono  allestiti dei servizi informativi di alta qualità per l’agricoltura. (leggi tutto il documento)

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