Italia Nostra

Data: 19 Gennaio 2018

Eremo di Sant’Ilarione di Caulonia (Reggio Calabria): segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: Frazione San Nicola – Caulonia (Reggio Calabria)

Tipologia generale: architettura religiosa

Tipologia specifica:  edificio di culto, eremo e area naturalistica circostante

Configurazione strutturale: l’Eremo risulta collocato su uno sperone di roccia di natura granitica e la sua costruzione attuale è frutto di una serie di ampliamenti successivi all’edificazione di un nucleo originario, costituito da una piccola cappella e da una torre

Epoca di costruzione: sec. XVII-XVIII

Comprende: la costruzione segue la pendenza della roccia e presenta 5 livelli e comprende: l’edificio del romitorio, la chiesa con l’adiacente sacrestia, cui si accede da una lunga scalinata. Il complesso strutturalmente non è omologo e risulta costituito da più corpi di fabbrica. Le costruzioni sono realizzate in pietra, con coperture a doppio spiovente.

Uso attuale: nonostante un restauro avvenuto negli anni ’90, il complesso versa in stato di degrado e abbandono. La fruizione del bene e la sua manutenzione ordinaria è garantita dall’unico eremita rimasto

Uso storico: bene architettonico di particolare valore storico, simbolo di una diffusa presenza di monaci venuti dall’Oriente in diversi periodi della storia, a partire dal VI secolo e segno della persistenza in Aspromonte e nelle pendici preaspromontane, fino ai nostri giorni, di una spiritualità legata al monachesimo

Condizione giuridica: l’Eremo, già di proprietà dell’Ente di sostentamento per il clero della Diocesi di Locri-Gerace, dal mese di settembre 2013 è divenuto proprietà della Diocesi di Locri. L’Istituto diocesano per il sostentamento del Clero è, invece, proprietario dei terreni circostanti

Segnalazione: del 11 dicembre 2017 – segnalazione sezione di Reggio Calabria di Italia Nostra – reggiocalabria@italianostra.org

Motivazione della scelta: L’Eremo sorge nella frazione di San Nicola di Caulonia, in provincia di Reggio Calabria, ed è situato a circa 15 Km dalla foce del fiume Allaro. Risulta collocato su uno sperone di roccia di natura granitica e la sua costruzione attuale è frutto di una serie di ampliamenti successivi all’edificazione di un nucleo originario, costituito da una piccola cappella e da una torre. Risalente ai sec. XVII-XVIII è il corpo di fabbrica, articolato su più piani su un asse est-ovest. La costruzione segue la pendenza della roccia e presenta 5 livelli. Gli stessi non si sovrappongo mai tutti e cinque. All’estremità ovest ve ne sono quattro, ad est, due, e tre nella parte centrale.

L’edificio del romitorio si estende su tutta la lunghezza del complesso. A est sorge la chiesa con l’adiacente sacrestia, cui si accede da una lunga scalinata che segue la pendenza dello sperone di roccia ed è addossata al romitorio. Il complesso strutturalmente non è omologo e risulta costituito da più corpi di fabbrica. La forma dell’insieme è approssimativamente rettangolare. Le costruzioni sono realizzate in pietra, con coperture a doppio spiovente.  L’Eremo, già di proprietà dell’Ente di sostentamento per il clero della Diocesi di Locri-Gerace, dal mese di settembre 2013 è divenuto proprietà della Diocesi di Locri. L’Istituto diocesano per il sostentamento del Clero è, invece, proprietario dei terreni circostanti.

Romitorio

Il complesso dell’Eremo, pur apparendo abbastanza compatto nel suo insieme, presenta alcuni segni di dissesto, ben visibili, nella muratura esterna e all’interno dei diversi corpi di fabbrica. Il punto di maggior fragilità è il muro perimetrale della scala interna (corpo aggiunto). All’interno dell’Eremo, lo stato di precarietà riguarda, in modo particolare, i soffitti delle celle della parte est che sono costituiti da robuste travi lignee di supporto alla struttura sovrastante. Le stesse travi mostrano segni evidenti di cedimento (appaiono imbarcate) per assenza di manutenzione riguardante i solai interpiano. La copertura dell’Eremo è stata oggetto di recente rifacimento (anni ’90), condotto in modo improprio e tale da accrescere il degrado dell’intera struttura. Le capriate sono state rifatte, così come il tetto composto di tavole, strato di cemento e tegole. Lo stesso risulta troppo pesante e spingente sul corpo di fabbrica, pertanto accresce i danni dell’edificio, caricandolo di peso e causando pressione verso il basso, da cui derivano ulteriori fessurazioni e cedimenti.

Chiesa

La chiesa è ad aula unica (m 5,8×11,2) ad essa è annessa una sacrestia (m 5,2×3,7). L’altezza totale della chiesa (alla chiave di volta) è di m. 7,8, quella della sacrestia di m. 2,80. La sacrestia presenta un solaio ligneo piuttosto sconnesso. La chiesa, così come l’intero complesso, è interessata dal degrado strutturale derivante dai movimenti di fondazione e presenta diverse lesioni. Inoltre soprattutto a sud-est è più esposta agli agenti meteorologici (pioggia) che contribuiscono ad accrescere lo stato di degrado.

Gli intonaci interni alla chiesa e la volta della stessa (a botte e realizzata in canne e gesso) versano in cattivo stato di conservazione. Lo stesso soffitto, in effetti, è una finta volta a centine lignee, sulla quale insiste una copertura a doppio spiovente, ricoperta da un manto di tegole. La fessurazione del campanile di cemento armato, causata dagli agenti atmosferici, ha provocato infiltrazioni di acqua che hanno danneggiato la finta volta sottostante, che presenta diverse lesioni. La chiesa mostra tracce di umidità alle pareti molto evidenti. La presenza di detta umidità, di conseguenza, provoca danno agli intonaci e poiché al suo interno, si rileva maggiormente la presenza di elementi decorativi (soffitto, parete d’altare), l’intervento di recupero richiesto non è solo di tipo strutturale, ma anche relativo alla conservazione degli elementi decorativi di completamento e/o finitura.

L’accessibilità all’interno dell’edificio è possibile anche grazie alla piccola manutenzione gestita dall’eremita che abita il luogo. Non esiste, al momento, una relazione di accertamento della classe del rischio che, comunque, appare medio/alto in relazione, soprattutto, alle condizioni della roccia su cui lo stesso Eremo è stato edificato. Si tratta di un bene architettonico di particolare valore storico, simbolo di una diffusa presenza di monaci venuti dall’Oriente in diversi periodi della storia, a partire dal VI secolo e segno della persistenza in Aspromonte e nelle pendici preaspromontane, fino ai nostri giorni, di una spiritualità legata al monachesimo, confermata dall’esistenza nella zona di altri due eremi oggi ancora attivi. L’importanza del sito è anche di carattere naturalistico per la presenza, nella vegetazione circostante l’eremo, di specie di particolare interesse botanico.

L’analisi condotta ha consentito di porre in evidenza i fattori macroscopici di rischio che interessano l’intero bene e che sono da attribuire, anzitutto, alle condizioni geo-morfologiche della rupe sulla quale il complesso sorge. In effetti, la roccia, di tipo granitico, è in dissoluzione. Il terreno acclive é caratterizzato dalla presenza di una frattura (faglia) sotterranea, ed è soggetto a cinematismi e a rischio sismico (problematiche geotecniche e idrogeologiche con cedimento della roccia sottostante per cinematismi fondazionali di faglia).

Evidenti appaiono anche i problemi di natura idrogeologica. Di fondamentale importanza e primario rispetto ad ogni altro intervento, appare, pertanto, il consolidamento della stessa rupe. I danni strutturali, soprattutto quelli di tipo geomorfologico e idrogeologico, determinano l’attuale stato di precarietà dell’intero bene. Si evidenzia la necessità di sanare le evidenti fessurazioni murali, sparse un po’ ovunque, di consolidare i solai lignei interpiano e di alleggerire i tetti, facendo sì che gli stessi non provochino spinte verso il basso dell’intero edificio. Specifici provvedimenti richiede anche la chiesa, che necessita di interventi mirati a consolidarne la copertura, a restaurare la finta-volta, a sanare le lesioni presenti sulle alzate verticali e a ripristinare gli intonaci.

Inoltre, deve essere studiato un piano di prevenzione dai danni atmosferici che si rilevano maggiormente a sud-est. Va considerato anche l’intervento conservativo relativo agli elementi di finitura della stessa chiesa. Va messo in evidenza l’importanza del sito anche dal punto di vista naturalistico per la presenza, nella vegetazione circostante l’eremo di specie di particolare interesse botanico. Si pone, pertanto, la necessità di tutelare il bene, così come l’area naturalistica circostante. Questa segnalazione è dotata di una puntuale relazione botanica dal titolo “Aspetti floristici e vegetazionali del tratto medio-vallivo dell’Allaro in prossimità dell’Eremo di Sant’Ilarione”.

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