Italia Nostra

Data: 19 Settembre 2011

Esposto alla Procura di Crotone sui tagli nel parco nazionale della Sila

LE ASSOCIAZIONI  NAZIONALI ALTURA, LIPU, WWF, ITALIA NOSTRA, MAN, ENPA  ARCI-CROTONE, STANCHI DEI SOLITI , NUOVA HERA di CROTONE, CNP  e GAK  hanno presentato in questi giorni un esposto al Procuratore della Repubblica di Crotone  contro l’esecuzione di tagli forestali nelle zone più belle ed importanti sul piano naturalistico della Calabria.

Questi tagli  arrecano, a parere delle associazioni firmatarie, danni rilevanti al patrimonio naturalistico e paesaggistico, sia per le località nelle quali vengono effettuati, sia per le modalità e per l’intensità degli interventi. Le associazioni hanno chiesto ai magistrati competenti di accertare se le autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti siano state precedute da adeguate istruttorie e, soprattutto, dall’acquisizione della valutazione d’impatto ambientale, dalla autorizzazione paesaggistica, dalla valutazione d’incidenza, fondamentali quando si interviene in aree tutelate ai sensi della normativa nazionale e comunitaria.

Particolare preoccupazione suscitano alcuni tagli nei comuni di Cotronei, Mesoraca e Crotone, nelle località Serra di paola, Serra di Cocciolo, Migliarite e Manca di Cane.

Alcuni di questi tagli, come quello ricadente nel comune di Mesoraca, interessano addirittura, non solo Siti di Importanza Comunitaria (SIC) inseriti nella rete europea delle aree di maggiore valore naturalistico e che quindi vanno adeguatamente protetti, ma anche la Zona 1 del Parco nazionale della Sila, la zona cioè di maggior valore ambientale del Parco e come tale sottoposta ad un particolare regime di tutela previsto dalle norme di salvaguardia del Parco, che contempla, tra l’altro, proprio il divieto di effettuarvi tagli forestali anche di tipo colturale, con l’unica eccezione di quelli strettamente necessari per motivi oggettivi, caso questo che non riguarda certamente il bosco in questione.

La zona infatti è caratterizzata da una splendida foresta di faggi e di abeti bianchi, con esemplari secolari, vero e raro relitto forestale di altri tempi di grande valore anche sotto il profilo del paesaggio e meritevole della più attenta e rigorosa tutela, come è ovvia prassi comune nella generalità delle aree protette.  Vivono in questa zona anche le specie di animali più rare ed importanti del Parco Nazionale come la lontra, il gatto selvatico, il picchio nero, il picchio rosso mezzano, l’astore e diverse altre, particolarmente tutelate a livello nazionale e comunitario e che costituiscono, insieme a queste foreste, i motivi fondamentali dell’istituzione del Parco Nazionale della Sila.

Le associazioni ambientaliste che hanno firmato l’esposto si chiedono, a questo punto, a che cosa sia servita l’istituzione del Parco Nazionale, quando poi gli enti preposti alla gestione e alla tutela del patrimonio forestale e naturalistico del Parco stesso, tra cui lo stesso Ente Parco, non solo non intervengono decisamente per la migliore tutela soprattutto, ma non solo, della Zona 1 ma sono essi stessi che autorizzano questi tagli. Qualcuno comincia addirittura  a pensare che questi territori e queste foreste erano tutelate meglio prima dell’istituzione del Parco!

Rassegna stampa

da “Corriere Calabria” del 13.10.2011

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