Italia Nostra

Data: 23 Aprile 2012

Itinerario da Crotone a Sibari-Albidona, sulle orme di George Gissing. Non in treno.

Nel mese di novembre 1897 lo scrittore inglese e viaggiatore del Grand Tour,  George Gissing, si avventurava in Calabria, desideroso di visitare le antiche terre della Magna Graecia, percorrendo in treno tutta la linea jonica, da Taranto a Reggio Calabria, con alcune soste a Metaponto, Crotone, Catanzaro-Squillace.

A noi, abitanti del litorale jonico, nel XXI secolo viene negata la possibilità di viaggiare su linea ferrata, per mancanza di mezzi di linea nei giorni festivi.

E’ quanto  avvenuto domenica 22 aprile 2012, in occasione della V Giornata delle Ferrovie Dimenticate, organizzata da Italia Nostra Crotone, Trebisacce e CR Calabria.

Arrivati in autobus alla mèta, l’antica stazione di Sibari (1869), è stata “scoperta” la targa dedicata a Garibaldi ed a G.Gissing, che da quel luogo erano transitati, rispettivamente nel 1882 e nel 1897.

Nell’occasione, è stato letto un brano significativo del capitolo dedicato da George Gissing al viaggio, tratto dal libro “By The Jonian Sea”(Lungo le Rive dello Jonio) e ribadita la proposta di fruizione della linea ferrata con dei treni navetta, possibilmente di nuova generazione, come il Minuetto a trazione diesel. Treni che dovrebbero essere acquistati dall’Ente Regione Calabria, come hanno fatto in questo periodo le Regioni Toscana, Lazio ed Emilia Romagna.

Lo spettacolo dello scalo sibarita  è davvero desolante. Pur essendo stati completati costosi lavori di elettrificazione, non sono affatto utilizzati dai pochissimi treni in transito per la tratta Cosenza e Taranto. Nonostante l’investimento di ingenti somme di denaro pubblico per lavori di restauro ed ammodernamento dello scalo sibarita, lo stesso è diventato un vuoto a perdere, un fantasma.

Davanti a questi sprechi di risorse pubbliche, Italia Nostra chiede che gli investimenti siano finalizzati alla riorganizzazione ed al potenziamento dell’intera tratta da Reggio Calabria  a Taranto, per una fruizione turistico-culturale dei siti archeologici della Magna Grecia da parte di gruppi organizzati/visite scolastiche. Se la Regione deciderà finalmente di investire risorse nell’ammodernamento del materiale rotabile, ormai obsoleto, si potrebbero utilizzare questi treni-navetta “Sulle Rive del marJonio”,

così da facilitare i collegamenti fra le tre regioni, attualmente impossibili, ed arrivare a completare il famoso progetto infrastrutturale del corridoio adriatico, che dovrebbe unirsi a quello jonico, come l’Unione Europea prescrive. Inascoltata.

Queste ed altre proposte sono state ribadite nel corso del convegno pomeridiano, tenuto nella masseria della Torre di Albidona, in una tenuta sorta intorno all’omonima torre medievale, un bene culturale incastonato in un contesto paesaggisticamente rilevante, salvaguardato e tutelato.

All’incontro,  tenuto all’interno dell’antica biblioteca messa a disposizione dal proprietario della masseria, ha partecipato numeroso pubblico. Tra i relatori, il giornalista Maurella, che ha coordinato i lavori, l’arch.Malatacca, presidente della sezioneTrebisacce,che ha fatto  riferimento alla nascita delle antiche ferrovie joniche. Il dott. Grilletta, storico, del direttivo di Crotone,  ha descritto la distanza tra il periodo aureo del traffico ferroviario allo scalo crotonese e l’attuale situazione di abbandono delle linee joniche,  utilizzando dati  del calo del trasporto ferroviario sia merci che passeggeri. Ha  proposto l’utilizzazione di treni navetta per il collegamento tra Sibari e Crotone-aeroporto S.Anna. Di sterminio sistematico e programmato delle ferrovie e della mancanza di un rapporto armonioso tra le strutture ferroviarie ed i cittadini ha parlato il prof. Capogreco, docente di storia contemporanea all’UNICAL.

Il preside Masneri  ha poi fatto riferimento all’opera meritoria della famiglia Aletti, industriali provenienti da Brescia a seguito dei lavori sulla linea jonica,  ed alle ingenti risorse economiche  che hanno investito  in numerose attività produttive nel territorio. Paolo Donadio, presidente della sezione-Potenza, ed Antonio Bavusi del direttivo, hanno riferito su problemi comuni alle due regioni:  la carente tutela del territorio, anzi  lo sfruttamento persino di aree protette, come nel caso della val d’Agri per le perforazioni petrolifere, le inadeguate nfrastrutture ferroviarie ed i mancati investimenti nei valori del territorio.

A conclusione dell’incontro, la consigliera nazionale Liguori ha auspicato che si possa ampliare ed intensificare la rete di collegamento tra le sezioni di Italia Nostra delle tre regioni limitrofe ed altre associazioni/comitati, così da concordare iniziative comuni affinchè venga garantito a tutti i cittadini, in eguale misura, il diritto di civiltà e di mobilità. In caso contrario, si potrà parlare di violazione dei diritti umani, con tutte le conseguenze possibili, compreso quelle legali.

Crotone, 23 Aprile 2012

Teresa Liguori

Presidente sezione di Crotone

Rassegna stampa:

“La Calabria jonica ed i trasporti ferroviari”  di Teresa Liguori (del  14.05.2012)

Due articoli a confronto da “Famiglia Cristiana” (2001/2012)

Trebisacce, una giornata per le “Ferrovie dimenticate”. «Soppressione treni nell’anno dell’Unità nazionale»

da “Paese24.it”

da “Il Crotonese” del 22.04.2012

da “Confronti” di aprile 2012

GR Calabria del 23.04.2012, intervista a Teresa Liguori (da 00:04:30)

Guarda il video da Buon Giorno Regione, Rai 3 Calabria, del 23 aprile 2012

foto evento (clicca sulle foto per ingrandirle)

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Ferrovie joniche ormai dismesse

Italia Nostra partecipa per il quinto anno alla Giornata delle Ferrovie Dimenticate per riaffermare il diritto alla mobilità dolce, sostenibile, non impattante, rappresentata dal treno.

Tale diritto non è garantito a tutti i cittadini allo stesso modo: per coloro che abitano “lungo le rive dello Jonio”, parafrasando il libro di George Gissing,  diventa impossibile recarsi in treno da Crotone a Sibari nei giorni festivi.Come impossibile utilizzare i treni a lunga percorrenza verso il nord, tutti cancellati. Un patrimonio collettivo,  Bene Comune, un servizio pubblico andato in fumo, svanito nelle nebbie.

La V Giornata delle Ferrovie Dimenticate, prevista per la prima domenica di marzo,  è stata rinviata al 22 Aprile, nella speranza,  risultata poi vana, che  Trenitalia concedesse l’uso di un mezzo ferroviario “straordinario” a prezzi più accessibili rispetto alla modica cifra di  5.000 euro richiesta.

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Rassegna stampa

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