Italia Nostra

Isola di Dino: finalmente mare libero

11 Aprile 2016

Il Consiglio Comunale di Praia a Mare con delibera n. 10 del 1 aprile 2016 ha approvato il nuovo Piano Comunale Spiaggia spostando in altra area gli specchi d’acqua destinati agli ormeggi delle imbarcazioni precedentemente ricadenti nella perimetrazione del SIC “Fondali Isola di Dino-Capo Scalea”.

Si è trattato di una decisione positiva ma tardiva da considerare come un piccolo risarcimento per una situazione ambientale in buona parte compromessa: ci vorranno anni perché si possa ricostituire la situazione originaria degli habitat e delle specie.

Anche se non sono da escludere colpi di scena, speriamo comunque sia stata messa una volta per tutte la parola fine ad una non edificante storia di distruzione di risorse ambientali iniziata anni fa quando, in uno degli specchi d’acqua più belli della Calabria per il suo valore naturalistico e paesaggistico, quello tra l’isola Dino e la costa, si è consentito l’ancoraggio delle imbarcazioni come e più di un vero e proprio porto turistico.

Da quel momento sono stati scaraventati in mare migliaia e migliaia di massi di cemento e quant’altro utili per ancorare gavitelli e boe. L’effetto sui fondali marini incontaminati, ricoperti da posidonia oceanica e da varie specie sono stati devastanti; il resto lo ha prodotto l’inquinamento sui sistemi acquatici degli scarichi di centinaia e centinaia di imbarcazioni concentrate nel ristretto spazio. Quel luogo è stato stravolto: i blocchi di cemento hanno innalzato il livello del fondo marino, ridotto sensibilmente le forti correnti nord-sud tra l’isola e la terre ferma, diminuito il ricambio e l’ossigenazione delle acque nei periodi estivi, accelerato i processi in atte presso il Capo Arena.

Tale situazione è andata avanti indisturbata per anni e si è protratta anche dopo che l’area è stata ricompresa all’interno della perimetrazione del SIC “Fondali Isola Dino- Capo Scalea”. Solo di recente le cose sono un po’ cambiate: le Autorità regionali hanno dimostrato un’apprezzabile attenzione, i controlli della Guardia Costiera si sono fatti più stringenti. Risultati: gavitelli sequestrati, costatazione di occupazione abusiva di area marittima per concessione scaduta, costatazione di occupazione del doppio della superficie di mare assentita.

Di recente la Regione Calabria, Dipartimento Ambiente e Territorio con nota del 04 dicembre 2015 inviata ad Italia Nostra ed al Ministero dell’Ambiente, ha comunicato per i SIC di Praia a Mare l’avvio delle attività per la loro trasformazione in Zone Speciali di Conservazione (ZSC). Anche per questo la tutela della aree SIC nonché l’obiettivo del mantenimento e della ricostituzione degli habitat marini compromessi in questi anni corrispondono a precisi motivi di interesse pubblico che giustificano ampiamente le richieste della Regione Calabria e le conseguenti decisioni assunte dal Consiglio Comunale di Praia a Mare con l’approvazione del nuovo PCS. Ora ci attendiamo la piena attuazione della Legge Regionale n. 17/2005.

L’attenzione di Italia Nostra all’area in questione non corrisponde ad un mero atteggiamento meramente protettivo delle risorse ambientali in gioco, ma serve per evitare per l’oggi e per il domani forti ricadute negative sulle attività turistiche, legate alla qualità del mare e dell’ambiente nel suo complesso.

Italia Nostra – Presidio di Praia a Mare

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