Le dune svolgono un ruolo importantissimo nell’equilibrio delle coste. Esse costituiscono un serbatoio di sabbia disponibile, una riserva naturale di sedimento indispensabile per rialimentare le spiagge durante le fasi erosive.
Le dune costiere inoltre rappresentano l’habitat per la vegetazione presente lungo i litorali composta di specie adattate ad un ambiente difficile che contribuiscono alla sopravvivenza delle dune stesse. Le dune inoltre hanno una forte valenza paesaggistica come riconosciuto dal QTPR della Calabria.
Le dune della Baia di San Nicola Arcella prodotte da lenti processi di accumulo ad opera del vento e delle sabbie trasportate dalle correnti marine lungo la costa, hanno svolto da sempre questo ruolo di rifornire la spiaggia e difenderla dalla erosione. Questo è avvenuto normalmente fino a quando le dune hanno mantenuto il loro grado di naturalità e con essa la capacità di adattamento all’evoluzione dei meccanismi di erosione della costa.

Spiaggia Marinella anni’60
Questo meccanismo oggi si è inceppato, le dune sono state “antropizzate” e non sono più in grado di contrastare con efficacia l’erosione costiera ben visibile lungo la Baia di San Nicola, con ripercussioni future imprevedibili. L’erosione costiera sta avanzando proprio al centro della spiaggia Marinella nell’area denominata “Scoglio delle Femmine” che nel giro di pochissimi anni potrebbe essere completamente sommerso dalle acque.

Scoglio delle Femmine

Area di erosione
Malgrado i sistemi dunali siano interessati da specifici strumenti di tutela, i meccanismi di degrado delle dune di San Nicola Arcella sono stati inarrestabili, causati da una poco lungimirante e sbagliata.
Il risultato di tutto ciò è sotto gli occhi di tutti: con il PCS in vigore si è consentito lo spianamento delle dune, la realizzazione di infrastrutture balneari sugli spianamenti, l’utilizzo incontrollato di mezzi meccanici cingolati sulle dune, la conseguente devastazione della vegetazione presente, senza tenere in alcun conto di questo elemento essenziale per la stabilità della spiaggia, unitamente alla tutela e conservazione della posidonia oceanica, e per le stesse attività turistiche nei prossimi decenni.
A causa della forte compromissione del cordone dunale e della sua funzione svolta nel tempo per il mantenimento della spiaggia, cosa succederà in futuro?
Come è stato possibile tutto ciò? Come è stato possibile organizzare l’utilizzo del Demanio Marittimo pianificando e gestendo tali azioni ed attività sull’ area costiera senza che per il Piano Comunale Spiaggia il comune di San Nicola Arcella attivasse la prescritta procedura di assoggettabilità a VAS del piano ai sensi del D.Lgs n. 152/2006 e dell’art. 22 del Regolamento Regionale n. 3/2008 e s.m.i.? A causa della forte compromissione del cordone dunale e della sua funzione svolta nel tempo per il mantenimento della spiaggia, cosa succederà in futuro?
Le criticità sopra evidenziate avrebbero potuto essere evitate sottoponendo le scelte del PCS a verifica rispetto all’insieme dei fattori ambientali ed agli obiettivi di sostenibilità richiesti. La spiaggia costituisce una risorsa naturale difficilmente rinnovabile, per questo bisogna correre ai ripari sperando che non sia troppo tardi.

ITALIA NOSTRA-SEZIONE ALTO TIRRENO COSENTINO




