Italia Nostra

Data: 7 Aprile 2019

Piccole centrali idroelettriche lungo il corso dell’Abatemarco: le preoccupazioni di Italia Nostra sui deflussi minimi vitali

L’Abatemarco è un fiume a corso perenne lungo circa 20 km che nasce nei monti della Carpanosa, nei pressi di Verbicaro e dei Monti di Orsomarso, e sfocia nel Tirreno nel comune di Santa Maria del Cedro.

La valle del fiume Abatemarco è un oasi di verde e di biodiversità poco distante dalla costa, tra i comuni di Verbicaro, Grisolia e Santa Maria del Cedro che andrebbe maggiormente tutelata, salvaguardata e valorizzata.

Il paesaggio fluviale potrebbe essere alterato fra non molto a seguito della possibile realizzazione lungo il suo corso di alcune piccole centrali idroelettriche che sfrutterebbero la già scarsa portata rimasta di questo corso d’acqua captata nei decenni passati: infatti il fiume dà anche il nome ad una rete di acquedotti (la cui fonte principale è proprio in corrispondenza della sorgente del fiume) che serve acqua potabile a numerosi paesi della provincia di Cosenza.

Questi impianti, che si prestano bene allo sfruttamento di finanziamenti pubblici, dovrebbero intubare una parte delle cubature d’acqua sottraendola al fiume, per cui l’aspetto critico riguarda proprio il calcolo e la garanzia del “deflusso minimo vitale” che qual tratto fluviale può sopportare.

Il deflusso minimo vitale è rappresentato da quel quantitativo di acqua rilasciata dall’ opera di captazione sull’asta del fiume in grado di garantirne la naturale integrità ecologica con particolare riferimento alla tutela della vita acquatica. Quindi il minimo deflusso vitale deve essere considerato come quella portata residua, in grado di permettere a breve e a lungo termine, la salvaguardia della normale struttura naturale dell’alveo e, di conseguenza, la presenza della comunità delle specie che caratterizzano quell’ ecosistema.

Determinare dunque per il già sfruttato ed impoverito fiume Abatemarco una realistica ed effettiva stima del deflusso minimo vitale e gli effetti cumulativi degli impatti di più impianti istallati lungo il corso fluviale è cosa di assoluta importanza.

E’ inoltre fondamentale sottolineare che questi mini impianti hanno un costo di centinaia di migliaia di euro ed una spesa di gestione significativa.

La certezza della loro redditività può essere assicurata solo da studi affidabili senza i quali si corre l’effettivo rischio di arrecare ulteriori danni all’ambiente, con opere che rischierebbero di restare inutilizzate. E’ questo il caso?

Il monitoraggio idrologico del fiume Abatemarco a quando risale?

Per stabilire la fattibilità di questi impianti, gli studi statistici tenuti presenti per la determinazione della portata e del deflusso minimo vitale quando sono stati effettuati?

Bisogna tenere presente che, quello fluviale è un sistema complesso la cui stabilità deriva dall’interazione di numerose variabili quindi necessario che ogni scelta sia supportata da una elevata soglia di precauzione.

Proprio per tutte queste considerazioni, Italia Nostra fa appello ai comuni eventualmente interessati da questi impianti, e tra questi il comune di Verbicaro, perché trovino il modo di effettuare tutte le necessarie verifiche ed avere tutte le garanzie per evitare che tali impianti possano costituire un serio pericolo per la salvaguardia dell’ecosistema fluviale.

 

Italia Nostra – Sezione Alto Tirreno Cosentino

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