Italia Nostra

Data: 10 Novembre 2011

Riflessioni sul convegno: Parco archeologico di Akerentia

“Il Paesaggio è testimonianza della storia dell’Uomo e del Bello in Natura”

Questa  definizione  di Giovanni Raboni sembra ispirata dalla bellezza suggestiva del parco archeologico di Akerentia, un vero, piccolo gioiello di arte, natura e paesaggio della preSila crotonese, fortunatamente non ancora contaminato da interventi distruttivi dell’uomo. Su questo rilevante sito archeologico la sezione di Crotone insieme al CR Calabria ha organizzato, nell’ambito della IV Campagna nazionale dei Paesaggi Sensibili-Agrari 2011, il convegno “La Città fantasma di Akerentia. Storia Archeologia Paesaggio”, svolto a Cerenzia il 30 ottobre scorso, in collaborazione con il Comune.

Le suggestive immagini di Akerentia con i suoi antichi reperti, testimonianze di un passato glorioso, proiettate all’apertura del convegno, hanno entusiasmato il numeroso pubblico presente all’incontro. Giustamente orgoglioso del patrimonio culturale del suo territorio, il sindaco di Cerenzia ha dato il benvenuto ai convegnisti, comunicando l’imminente istituzione di un Museo civico archeologico. Da parte sua, l’assessore alla cultura del vicino comune di San Giovanni in Fiore, sede della Badia Florense, fondata intorno al 1198 da Gioacchino da Fiore*, ha messo in evidenza la necessità di tutelare il patrimonio culturale anche come preziosa  risorsa economica e sociale.

Nel presentare la IV Campagna nazionale dei Paesaggi Sensibili, dedicati ai Paesaggi Agrari, la presidente della sezione crotonese  ha ricordato che i Paesaggi rappresentano il patrimonio identitario della Nazione e pertanto i cittadini devono esercitare il diritto-dovere di proteggerli e tutelarli. Ha riferito sulle motivazioni che hanno portato ad inserire, tra i 50 Paesaggi sensibili-Agrari, il paesaggio di bellezza da preservare del parco di Akerentia, il cui antico abitato era sorto su una rupe, tuttora interessata da vasti movimenti franosi, da tenere sotto stretto controllo.

Grazie alla lungimiranza delle Ammministrazioni locali che si sono succedute nel tempo, al sito di Akerentia è stata risparmiata la sorte toccata ad altri luoghi della regione, i cui paesaggi sono minacciati dalla cementificazione, dal dissesto idro-geologico, dall’inquinamento. Particolarmente preoccupante risulta infatti la perdita di suolo agricolo in Calabria:  ben il 25%  è “usurpato” da infrastrutture e da altre forme impattanti di cementificazioni, secondo il presidente CR Calabria, Carlo de Giacomo. Pertanto,  l’attenzione e la vigilanza da parte delle istituzioni pubbliche oltre che dei cittadini devono essere continue.

Akerentia, antica città fondata dai bizantini, nel passato era un importante centro di cultura, sede vescovile per 9 secoli fino al 1818. Tra gli edifici rilevanti, la Cattedrale ed il Vescovato, già segnalato nel 1911 da Paolo Orsi. La città era stata abbandonata nella metà dell’ottocento  per lo sprofondamento della rupe e conseguenti problemi di malaria e di penuria di acqua. Dal 1860 in poi il trasferimento forzato della popolazione nel luogo dove è tuttora ubicato il paese. Queste ed altre notizie dalla relazione di Domenico  Marino, Direttore  della Soprintendenza Archeologica  della Calabria, alla cui tutela è affidato il parco, con la collaborazione del Comune di Cerenzia. Una volta completati gli espropri e definito il perimetro del Parco Archeologico di Akerentia, si potrà procedere alla realizzazione di percorsi di visita interni, con un auspicabile sviluppo di attività economiche legate al turismo sostenibile, rispettoso dell’ambiente e del paesaggio. Questa prospettiva di nuovi posti di lavoro legati al turismo  fa ben sperare per il futuro dei piccoli centri della Calabria, da anni interessati a flussi di emigrazione, prima di braccia ed ora di giovani laureati alla ricerca di un posto di lavoro.

A conclusione del convegno, l’archeologo Marino ha ricevuto, per il suo impegno nella tutela del patrimonio archeologico e paesaggistico crotonese,  il Premio-Paesaggi Sensibili 2011 da Carlo de Giacomo, a nome di  Italia Nostra Calabria. Il Premio, una targa d’argento di artistica fattura, è stata creata dal maestro orafo Michele Affidato, che ne ha fatto dono all’associazione.


Con questa e con le altre iniziative culturali organizzate nel territorio crotonese ed in città, Italia Nostra conferma il suo costante impegno per sensibilizzare le Istituzioni al buon governo del territorio,  come investimento per le generazioni future e per creare tra i cittadini una sempre più vigile coscienza** civica così da evitare che il patrimonio culturale/naturale e paesaggistico venga offeso da fenomeni di cementificazione e deforestazione sempre più aggressivi e devastanti.

Crotone,  10 Novembre 2011

Teresa Liguori

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Note

* “Rabano è qui, e lucemi da lato/ il calavrese abate Gioacchino,/ di spirito profetico dotato.” (Dante, III Cantica, canto XII, versi 139-140-141)

** “Fatto essenziale è vincere l’indifferenza della gente. Bisogna che ciascuno prenda coscienza di quanti misfatti sono stati compiuti ai danni del nostro paesaggio.  Solo così sarà più facile eliminare dalle nostre campagne, dalle nostre coste, dai centri abitati le inutili brutture che un malinteso senso del progresso ha disseminato intorno a noi”

Perché l’Italia rimanga bella (Giorgio Bassani, 1975)

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