Italia Nostra

Data: 5 Dicembre 2014

Riflessioni sul Il Piano Strutturale Comunale (PSC) di Lamezia Terme

Il paesaggio è il grande malato della Calabria? Basta guardarsi intorno per rendersi conto di quanto ciò sia vero. Costruzioni valide zero dal punto di vista della bellezza in luoghi e location dove non dovrebbero. Mostri di piccole e grandi dimensioni affollano le nostre città che franano e si sfarinano come neve al sole. Mi sorprende in maniera seria e preoccupata che nessuna riflessione degna di questo nome sia stata avviata nella città di Lamezia Terme per cambiare rotta mancando qualsiasi grado di consapevolezza sul rischio idrogeologico. E pure di segnali anche allarmanti ne sono venuti in questi anni. Ci si affanna a dire che bisogna approvare subito il Psc…? Il Piano Strutturale Comunale (PSC) è lo strumento di pianificazione urbanistica generale che deve essere predisposto dal Comune, con riguardo a tutto il proprio territorio, per delineare le scelte strategiche di assetto e sviluppo e per tutelare l’integrità fisica ed ambientale e l’identità culturale dello stesso. Con l’onestà che pure un amministratore comunale dovrebbe possedere è il caso di chiedersi se è proprio così a Lamezia?

Chiedersi che senso ha avuto snaturare il lavoro del prof Crocioni per predisporre un maxi emendamento, che sembra voler significare la sommatoria di interessi non proprio consoni al consumo zero del territorio e a quelli della stabilità e rispetto del territorio e del paesaggio. Le linee sposate dal maxi emendamento sono tra l’altro in netto contrasto anche con le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal nuovo governatore della Calabria, Oliverio. Ci si vuole rendere conto che quello che fu il Bel Paese fa scempio di se stesso, è sommerso dal cemento? Cosa sta succedendo agli amministratori lametini, che cosa li acceca? È ancora possibile indignarsi, recuperare memoria storica, senso del rispetto, recuperare spazio all’insegna dei dettami costituzionali? Quello che il maxi emendamento genera e produce è un ulteriore e irrecuperabile danno al paesaggio colpendo tutti sia come individui che come collettività. ferisce la nostra salute ambientale fisica e mentale, offende, pregiudicandoli, i diritti delle generazioni future. L’ambiente in generale è devastato impunemente ogni giorno, il pubblico interesse calpestato per il profitto di pochi. E non mi riferisco solo a Lamezia. È necessario trovare la strada giusta perché l’apatia dei cittadini è la migliore alleata dei predatori senza scrupoli. È necessario un nuovo discorso sul paesaggio, che analizzi le radici etiche e giuridiche della tradizione italiana di tutela, ma anche le ragioni del suo logoramento.

Per non farci sentire estranei nello spazio in cui viviamo, ma capaci di reagire al saccheggio del territorio. La qualità del paesaggio e dell’ambiente non è un lusso, è una necessità, è il miglior investimento sul nostro futuro. Sì, carissimi amministratori confermiamo quanto andiamo ripetendo da tempo: è questo il migliore e l’unico investimento che vale la pena accarezzare. La qualità del vivere bene in un paesaggio ed in un ambiente di qualità non può essere svenduta a nessun prezzo. Contro la colpevole inerzia di troppi politici, è necessaria una forte azione popolare che rimetta sul tappeto il tema del bene comune come fondamento della nostra convivenza, della democrazia, della libertà, della legalità, dell’uguaglianza. Per dare speranza e futuro alle nuove generazioni.

Giuseppe Gigliotti

Italia Nostra Calabria – Sezione Ambiente

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http://www.lamezialive.it/italia-nostra-fortemente-critica-verso-il-psc-di-lamezia-t/

 

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