Italia Nostra

Data: 21 Dicembre 2015

Salviamo il complesso monumentale del Convento dei Cappuccini di Crotone

Quante vicende storiche di Crotone sono passate dall’antico complesso monumentale dell’ex Convento dei Cappuccini, nel periodo che va dal 1579, anno della sua fondazione, al 1783, anno della sua chiusura a seguito del terremoto, quando il complesso ritornò alla proprietà dei discendenti di quella famiglia che alla fine del ‘500 aveva donato l’area per edificare il convento. Attualmente ridotto in condizione di abbandono e degrado, il complesso monumentale, unica testimonianza dell’architettura povera dell’ordine, formato da chiesa, intitolata a S. Maria degli Angeli, da convento con chiostro, da area cimiteriale e giardino, acquisito dal Comune di Crotone nel 2004, mediante permuta con l’antico proprietario, rischia di essere distrutto per sempre. Incombe infatti sulla sua sopravvivenza l’autorizzazione concessa dal Comune di Crotone ad un progetto edilizio che prevede che l’ex Convento dovrebbe essere inglobato all’interno dell’enorme edificio oggetto di una lottizzazione, che andrebbe ad occupare l’intero compendio del Convento stesso costituito, come già detto, da ampio giardino, con impianto di sollevamento dell’acqua da una cisterna per l’irrigazione, nonché dall’annessa area cimiteriale, orto ricco di alberi da frutto, delimitata da un muro con un ben tenuto portale e mascherone. Le strutture murarie della Chiesa conventuale e dell’annesso chiostro, a loro volta, rimarrebbero prigioniere all’interno della nuova costruzione, perdendo la loro fisionomia e funzionalità originarie.

Per scongiurare un simile scempio, Italia Nostra ed il Gruppo Archeologico Krotoniate hanno chiesto al Ministero Beni ed Attività Culturali che sia dichiarato con urgenza l’interesse culturale di tutto il complesso monumentale, ai sensi del D.L. 42/04.  Da considerare che un valore aggiunto del complesso è costituito dalla sua ubicazione in un’area di sedimentazione alluvionale in prossimità della spiaggia, vicino al mare e fuori delle mura urbiche post-medioevali, essendo la linea di costa attuale notevolmente avanzata rispetto ad un tempo. Potrebbe trattarsi di un’area di grande interesse archeologico, come dimostrato dai consistenti resti di tessuto urbanistico antico individuato nel corso delle indagini archeologiche preventive alla realizzazione di un edificio scolastico in località Acquabona (prossima al convento),  in quello che costituiva uno dei luoghi di approdo naturale dell’antica Kroton, quindi in età greca, tra la foce del fiume Esaro e l’acropoli. La città greca, infatti, comprendeva anche l’area in discorso.

Pertanto, Italia Nostra e Gruppo Archeologico Krotoniate chiedono che lo storico complesso conventuale, una volta dichiarato ufficialmente bene culturale, dopo l’opportuno restauro conservativo delle strutture murarie ed il ripristino del giardino, ormai inselvatichito, venga preservato nella sua interezza per essere restituito alla fruizione dei cittadini e dei visitatori, considerato che l’area circostante è degradata e priva di verde.

Infine, l’appello alle Istituzioni ed ai cittadini, affinché non sia cancellata per sempre una pagina importante della storia cittadina, tenendo ben presente che l’indispensabile riqualificazione del quartiere avverrà soltanto dopo aver salvaguardato e tutelato l’intero complesso monumentale del convento con il giardino, auspicabile polmone verde tra la città ed il mare.

Teresa Liguori – Collegio Probi Viri di Italia Nostra

Vincenzo Fabiani – Direttore Gruppo Archeologico Krotoniate

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