Italia Nostra

Data: 8 Febbraio 2016

San Sago, un impianto privato di depurazione al centro di un ecosistema

Il Tar di Catanzaro ha annullato l’ordinanza di chiusura dell’impianto di San Sago, emessa dal Sindaco di Tortora (CS) il 24 marzo 2014. Era l’unico provvedimento che manteneva l’impianto chiuso.

Realizzato nel 1992 [1] su autorizzazione del comune di Tortora proprio sulla sponda calabrese del fiume Noce, a pochissima distanza dal SIC IT 9210265 “Valle del Noce”[2], l’impianto privato di depurazione doveva servire per il trattamento dei rifiuti liquidi speciali non pericolosi. Fu una decisione negativa, poco oculata ed avventata che avviava la presenza di un impianto assolutamente incompatibile con la natura dei luoghi e del territorio. Infatti le acque della depurazione venivano convogliare nel fiume Noce e tramite questo, dopo un breve tragitto, riversate nel mare, interessando sul lato destro la costa del comune di Maratea, regione Basilicata, ed a sinistra le spiagge di Tortora e di Praia a Mare, regione Calabria, aree a forte presenza turistica, di grande pregio ambientale, interessate da rilevanti Siti di Interesse Comunitario: a poco più di un centinaio di metri dalla foce del fiume Noce in sequenza continua, infatti si estendono i SIC della regione Basilicata: SIC IT9210155 “Marina di Castrocucco”[3], IT9210160 “Isola di Santoianni e costa prospiciente”, IT9210015 “Acquafredda di Maratea”; sulla sponda calabra, nel comune di Praia a Mare IT9310034 “Isola di Dino”, IT9210035 “Fondali Isola di Dino-Capo Scalea: Insomma una sequenza veramente notevole di habitat, di specie animali e vegetali unici in un tratto di costa di pochi chilometri ed al centro di tale area il fiume Noce che con la qualità delle proprie acque ha condizionato e condiziona fortemente la vita degli organismi marini.

Dal 1992 è stato un susseguirsi di eventi: moria di pesci nel fiume tra l’impianto ed il mare, un Tir viene sorpreso dal carabinieri a riversare rifiuti pericolosi su un terreno adiacente il fiume Noce, indagini della Procura di Paola, sequestri di camion per il trasporto di rifiuti, chiusura e riapertura dell’impianto, nuova moria di pesci, lungo gli argini del fiume vengono rinvenuti ciottolo rossastri, nuovo sequestro, esce un articolo su “il Mattino di Napoli di Gigi Fiore che denuncia  lo smaltimento illegale dei liquami prodotti nella regione Campania a Tortora, rinvio a giudizio di dodici imputati , apertura di un inchiesta anche da parte della Procura  di Lagonegro, anche l’attiguo torrente Pizinno viene interessato da sversamenti, relazione dell’Ing. Magnanimi che parla apertamente di attività che avrebbero determinato un disastro ambientale, ecc.. Insomma una brutta storia.

Certo è che a partire dagli anni novanta la qualità delle acque marine non è più la stessa, lo stato degli habitat marini è fortemente compromesso e tra gli imputati vi è certamente l’inquinamento proveniente dal fiume Noce. Nel SIC  “Fondali Isola di Dino-Capo Scalea”, la “straordinaria foresta di Paramuricee” (Gorgonie) che si estende per una vasta area, scoperta al largo del Frontone dai Coniugi Gargiulo nel 1977, una assoluta rarità del Mediterraneo per “l’insolita colorazione che passa dal rosso al giallo cromo ed all’arancio con tutte le sfumature intermedie” è stata deturpata per la massiccia presenza di eutrofizzazione con mucillagini che coprono i piccoli polipi delle Gorgonie impedendone il nutrimento planctonico e l’assunzione di ossigeno [4] . Le Gorgonie gialle Eunicella cavolonii che ornavano il soffitto laterale della Grotta Azzurra, sono rarefatte e non godono ottima salute [5], le praterie di  Posidonia Oceanica sono in uno stato di forte contrazione, la limpidezza delle acque non è più quella di un tempo.

Questo è lo stato delle cose a tutti noto che ancora però non rappresenta un forte grido di allarme, ampiamente sottovalutato da Amministrazioni (non tutte), operatori turistici e classi dirigenti.

In questo contesto l’impianto privato di depurazione e compostaggio di S. Sago inserito in un ecosistema come quello descritto, è di fatto un corpo estraneo, assolutamente incompatibile e quindi da rimuovere.

Italia Nostra, su questa linea, nell’ambito delle sue possibilità si rivolgerà al Ministero dell’Ambiente, al Dipartimento Ambiente della Regione Calabria ed a tutte le Amministrazioni interessate affinché venga rivista e definitivamente revocata l’Autorizzazione Integrata Ambinentale concessa nel 2009.

Nel frattempo va assolutamente garantito un effettivo, severo, rapido e quotidiano monitoraggio del fiume Noce richiamando l’Arpab e l’Arpacal alle loro responsabilità.

Italia Nostra – Praia a Mare

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Si ringraziano i coniugi Gargiulo per le foto generosamente concesse concesse

San Sago 3

sic marina di Castrocucco

16 Dino Paramuricee eutrofizzate

17 Dino Gorgonie morte Gr Azzurra

 

 

[1] Foto 1 Impianto di depurazione

[2] All. 1 cartografia area SIC Valle del Noce

[3] All. 2 cartografia area SIC Marina di Castrocucco

[4] Foto 2  Paramuricee (Gorgonie) ricoperte da micillagine

[5]  Foto 3  Eunicella Cavolonii (Gorgonie gialle)

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