Italia Nostra

Data: 5 Maggio 2022

Santa Maria de Vetere Squillacio – Stalettì (Catanzaro), degrado inaccettabile

 

La sezione di Catanzaro scrive alla Sovrintendente per le province di Catanzaro e Crotone, al Sindaco di Stalettì e per conoscenza al Ministro Dario Franceschini per denunciare ancora una volta l’abbandono e il degrado che condannano a morte il sacro edificio di Santa Maria de Vetere Squillacio ubicato nell’area archeologica del Castrum bizantino quod dicitur Scillacium.

La chiesetta, la cui fondazione è fissata al VI secolo, con ricostruzione a partire dall’XI fino agli ultimi interventi settecenteschi,  rappresenta una testimonianza imprescindibile per la storia dei luoghi cassiodorei furiosamente devastati dalla speculazione edilizia degli anni Settanta e Ottanta. 

Studiata da P. Courcelle negli anni Trenta del Novecento, in seguito da F. Bougard e G. Noyé – è noto l’impegno nell’area dell’École française de Rome – e dalla storica dell’arte Emilia Zinzi, recentemente scomparsa, fondatrice della sezione di Catanzaro e autrice di decine di pubblicazioni sull’argomento. Nella lettera ci si domanda come si sia potuto consentire, per un bene sottoposto a vincolo monumentale dal 1952 e quindi soggetto a tutte le restrizioni del caso, la costruzione di un’abitazione a dir poco indecorosa a ridosso della chiesa che, a quanto si dice in recenti studi, avrebbe inglobato impunemente parti antiche. Sono addirittura visibili, mentre scriviamo, interventi atti ad eliminare, ad altezza uomo, l’intonaco sulla facciata esterna del corpo principale della chiesa, la qual cosa farebbe supporre che esista il pericolo imminente di ulteriori danneggiamenti della costruzione o che si stia dando inizio alla realizzazione di nuovi volumi edilizi in aderenza alla stessa.

Italia Nostra aveva scritto due anni fa al Sindaco di Stalettì e alla sede distaccata di Catanzaro della Soprintendenza e da allora non è stato messo in atto alcun intervento risolutivo o transitorio per arrestare e ricondurre a legalità l’aggressione edilizia perpetrata sullo storico edificio religioso e neppure per sanare i danni provocati dagli agenti atmosferici, la chiesa non ha più il tetto,  su una struttura muraria stimata mediocre da decenni e che necessita urgenti opere di salvaguardia. 

Le cause della disattenzione possono essere ricercate nelle vicende legate alla proprietà del bene, ma non vi è dubbio che la trascuratezza e la mancanza di volontà degli enti preposti al rispetto delle regole e alla tutela abbiano determinato questo inaccettabile punto di degrado.

Per scongiurare la perdita del bene, occorre agire subito e con ogni mezzo consentito dalla legge, continua la lettera, di quale orribile colpa lo Stato e la comunità intera si macchierebbero nei confronti delle prossime generazioni se non si agisse subito, come il dovere impone?

Italia Nostra Catanzaro da par suo, conclude, intende seguire la vicenda con grande attenzione e, qualora constatasse omissioni o responsabilità, si riserva di esercitare i propri diritti di tutela nelle competenti sedi.

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