Italia Nostra

Data: 20 Dicembre 2016

Stemma monumentale di Carlo V e del Viceré don Pedro da Toledo a Crotone: segnalazione per la Lista Rossa

ULTIM’ORA!

Il 26 ottobre 2018 è stato apposto il vincolo agli Stemmi imperiale e viceregnale di Carlo V e di don Pedro da Toledo da parte del Segretariato regionale del Mibac (più info su https://www.italianostra.org/finalmente-il-vincolo-allo-stemma-imperiale-e-viceregnale-di-carlo-v-e-di-don-pedro-da-toledo-a-crotone/ )

 

Indirizzo/Località: Via Generale Tellini – Crotone

Tipologia generale: cinta muraria di Crotone

Tipologia specifica: arredo ad un’opera difensiva

Configurazione strutturale: Lo stemma è di proprietà del demanio comunale, vincolato  ai sensi del D.L. 42/ 2004 art. 10, insieme al Bastione ed alla Cinta muraria. Esso raffigura le Armi dell’imperatore Carlo V e del viceré don Pedro da Toledo. Nel suo genere, rimane  uno dei monumenti più imponenti dell’Italia Meridionale.

Epoca di costruzione: sec. XVI

Condizione giuridica: Proprietà comunale

Segnalazione: del 3 novembre 2016 – segnalazione della Sezione di Crotone di Italia Nostra – crotone@italianostra.org

Motivazione della scelta

Scultura rappresentante due stemmi, quello dell’imperatore Carlo V e quello del viceré Don Pedro de Toledo.

Inserito nella cortina del baluardo Don Pedro che guarda verso la porta della città, rispetta precise forme e dimensioni, come scritto nella commenda : “li arme de sua Maesta de essere hoc modo lo scuto de mezo alto pl.(palmi) 8, largo pl. 6/ lo scuto de sua Ex.tia alto pl. 6 largo pl. 4 per quatro/ lo pittafio longo pl. 14 largo pl. 4, lo adornamento de intorno le arme pl. 2 incirca largo/ longo pl. 10 ½”.

Essendo stato costruito in pietra arenaria, corre il rischio di serio deterioramento se non di crollo a causa dei fattori atmosferici, dell’incuria con la conseguente invasione di erbacce. Attualmente il bene è fortemente lesionato, mutilo in alcune parti.

E’ urgente intervenire con un restauro conservativo per salvaguardare l’integrità del bene, la cui precarietà è stata più volte segnalata (a partire dal 9 dicembre 2013) al MiBACT ed alla Soprintendenza BEAP della Calabria, che ha demandato l’eventuale progetto di restauro al Comune di Crotone, proprietario del bene. La documentazione intercorsa con le competenti Istituzioni è custodita nell’archivio della sezione di Crotone.

 

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