Italia Nostra

Data: 12 Gennaio 2017

Sezione Alto Tirreno Cosentino: bilancio di fine anno e il lavoro che attende

È sotto gli occhi di tutti lo stato di grave difficoltà del turismo in Calabria a causa dei pesanti ritardi nel recepimento della normativa comunitaria in materia di depurazione e rifiuti e nella più generale carenza di programmazione territoriale, tanto che sempre più di frequente capita di trovare infrastrutture pubbliche, tra l’altro non utilizzate, all’interno di aree naturali di pregio paesaggistico ed ambientale.

Se si vuole rilanciare il turismo, la gastronomia non basta; la depurazione delle acque è la questione più urgente; del resto in un recente incontro con il presidente Oliverio è stato riconosciuto che il problema della depurazione nell’intera area del Tirreno Cosentino non può non essere oggetto di primaria attenzione insieme alla definizione di una sua programmazione territoriale, purtroppo tutta ancora da avviare, per l’utilizzo delle risorse comunitarie.
In un area ad esclusiva vocazione turistica con la presenza di Siti di Interesse comunitario, geositi, spiagge, fondali, isole, grotte, scogliere che ancora conservano una loro attrattiva, non si può offrire un mare inquinato o sporco che sia, con presenza di fioriture algali che puntualmente si materializzano e che scontentano o allontanano la clientela, anche quella più affezionata.

Se si vuole rilanciare il Turismo in un area che ha anche il privilegio di quattro aree SIC, è necessario dunque investire ed indurre le autorità competenti ad adottare criteri di depurazione molto più stringenti degli attuali, che vadano ben oltre i normali parametri oggi consentiti.

E’ necessario puntare nella tutela paesaggistica, nel contrasto alla speculazione sul territorio, nella salvaguardia delle coste, nell’adozione di Piani Comunali spiaggia che non siano la legittimazione dell’arrembaggio ed dello stravolgimento delle nostre spiagge, trasformando un territorio da conservare e preservare in un Far West.

In nome del business non si possono cancellare scorci paesaggistici di primaria importanza, stravolgere sistemi dunali essenziali per l’equilibrio delle nostre coste per farne parcheggi, deturpare fondali marini per una pseudo nautica che non ha alcun rispetto dell’ambiente.

Italia Nostra si sta battendo ed impegnando per difendere e preservare quello che ancora rimane della nostra biodiversità, del nostro patrimonio ambientale, vedi la questione dell’habitat delle grotte dell’Isola Dino, dei fondali e della posidonia oceanica di Praia a Mare, di San Nicola Arcella, di Diamante intorno all’isola di Cirella, della stessa flora e fauna delle  due isole, cercando anche di comprendere cosa ci sia di concreto e di che genere dietro alcune dichiarazioni  ed enunciazioni in materia di riqualificazione ambientale e di valorizzazione del nostro  patrimonio, la nuova frontiera  della progettazione e dell’impresa   dietro le quali a volte si celano  la speculazione e  le peggiori brutture.

Si sta impegnando perché si dia maggiore attenzione allo stato dei fiumi, dei canali, dei valloni perché anche da essi dipende lo stato delle nostre acque di balneazione.

I valloni e i canali, a volte delle vere e proprie oasi verde da conservare, in alcuni casi letteralmente aggrediti da tagli abusivi ed indiscriminati, sono diventati spesso delle discariche a cielo aperto di materiali più vari, per cui il loro accesso va monitorato ed a volte impedito per scongiurare danni ambientali anche di seria entità.

Si sta impegnando per la fruibilità delle spiagge e delle spiagge libere a volte letteralmente impedita e per la tutela di siti rinomati abbandonati a se stessi, senza alcun controllo, in stato di progressivo degrado. Incontriamo, purtroppo sulla nostra strada grandi difficoltà, per incrostazioni e conniventi interessi consolidati, per le difficoltà a far comprendere che la tutela dell’ambiente è la nostra risorsa più grande ed il nostro futuro.

Chi dovrebbe essere al nostro fianco, e ci riferiamo a chi ha responsabilità pubbliche, sempre con le dovute eccezioni, lì troviamo a volte ostacoli, insensibilità, indifferenza se non a volte una dichiarata avversione. La nostra attività che associa sempre la contestazione e la denuncia alla proposta si inquadra in un contesto che ha notevoli e diffusi aspetti di degrado raggiunti grazie a un razionale gioco di equilibri formatisi in questi decenni che ha portato a sacrificare parti importanti delle nostre risorse ambientali. Ma non tutto é perduto. La gran parte del tessuto economico, pur non avendo gran voce e rappresentatività, può acquisire consapevolezza delle questioni che stiamo affrontando, può far propria saldamente la questione che la salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente è la strada maestra da intraprendere se si vuole avere una prospettiva futura. In quel momento il territorio sarà visto ed osservato con occhi diversi e nessuno potrà più servirsene a proprio piacimento, come ora in molti casi avviene.

 

Italia Nostra-Sezione Alto Tirreno Cosentino

 

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