Italia Nostra

Data: 4 Novembre 2019

Terremoti, Italia Nostra Lamezia Terme: “Prevenzione unico strumento di difesa”

“La Calabria è attraversata da un sistema di faglie in piena attività, che si sviluppa da nord verso sud, dal Massiccio del Pollino, attraversando la Valle del Crati, lo Stretto di Messina, fino a terminare al largo delle coste della Sicilia orientale. Nel passato queste faglie hanno originato i terremoti catastrofici Valle del Crati 1183, Reggio e Messina 1908 (oltre 120.000 morti), Calabria meridionale 1783 (35.000 morti), Calabria centrale 1638 (10.000 morti) e 1905 (557 morti), area cosentina 1835 (circa 100 morti), 1836 (circa 600 morti), 1854 Piane Crati, 115 morti) e 1870 (circa 500 morti). In Calabria si sono concentrati oltre il 50% dei terremoti catastrofici che hanno colpito l’intera penisola italiana dall’anno 1000 ad oggi” è quanto si legge in una nota di Giuseppe Gigliotti, vicepresidente di Italia nostra Calabria.

“Ogni terremoto o raggruppamento di terremoti è determinato da una faglia in movimento. Gli sciami sismici possono esaurirsi dopo pochi giorni, dopo mesi, o dopo anni. La maggior parte degli sciami si esauriscono gradualmente, ma in alcuni casi possono evolvere con scosse violente, come è accaduto all’Aquila nel 2009 o a Mormanno nel 2012, quando i terremoti vennero preceduti da sciami che durarono oltre un anno. La scienza ,ancora oggi, non è in grado di spiegare i meccanismi evolutivi di questi sciami. Nemmeno gli scienziati giapponesi e californiani, che sono i massimi esperti al mondo di terremoti sono in grado di prevedere l’evoluzione dei terremoti o degli sciami sismici e, quindi, l’evoluzione del movimento delle faglie. La scienza sa che, come tutte le faglie attive, anche le faglie della Calabria si muoveranno. Potranno farlo tra un giorno o tra mille anni – prosegue Gigliotti – abbiamo un unico grande alleato per non morire di terremoto: la prevenzione. Come insegnano giapponesi e americani, ci si può difendere semplicemente costruendo case capaci di resistere ai terremoti. Un terremoto come quello di Amatrice (magnitudo 6,5) in Giappone o negli Stati Uniti di certo non avrebbe fatto alcun danno né agli edifici né, tanto meno, alle persone.Un terremoto come quello che ha interessato in questi giorni la nostra terra (magnitudo 4.6) non avrebbero fatto neanche notizia”.

Qualche mese fa in California si è verificato un terremoto di magnitudo 7.1, la stessa magnitudo del terremoto che nel 1783 in Calabria centro-meridionale ha mietuto 35.000 morti. In California non ha fatto neanche una vittima. Quindi in altre parti del mondo il rischio sismico, grazie alla tecnologia e al rispetto delle norme tecniche per le costruzioni, è stato quasi completamente sconfitto. La prevenzione del rischio sismico è un tema che deve riguardare sia gli edifici pubblici (scuole, ospedali, ecc.) ed infrastrutture (strade e ferrovie), e sia edifici privati. Gli studi fatti sui terremoti che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni, hanno permesso di capire che in Italia il rischio sismico dipende dalle cattive prassi costruttive che rendono eccessivamente vulnerabili le nostre abitazioni anche di fronte a terremoti di magnitudo non elevata. Molti edifici in Calabria sono vulnerabili perché non sono state rispettate le regole dell’arte del costruire. Per non parlare delle vie di fuga e dell’inesistenza di organizzazione e prevenzione che interessano le strutture pubbliche,gli ospedali,le scuole.Argomento che come abbiamo avuto modo di verificare – spiega Gigliotti – interessa molto poco competitor politci e candidati a sindaco e a presidente della regione”.

Secondo l’esponente di Italia nostra: “Le conoscenze offrono oggi tutti i mezzi per costruire o adeguare le case in grado di resistere ai terremoti, anche molto forti. Migliorare il comportamento delle nostre abitazioni in caso di terremoto è facilissimo. Qualsiasi costruzione esistente – aggiunge – può essere adeguata sismicamente, rinforzata con materiali e criteri molto innovativi. Lo Stato ogni anno stanzia attraverso il dipartimento della Protezione Civile nazionale ingenti somme da destinare proprio al miglioramento sismico degli edifici privati ma la Calabria, malgrado l’elevata sismicità, non riesce ad utilizzarle perché la Regione è stata finora sempre molto lenta ed incapace nel controllare le domande pervenute. Spesso non sono i fondi e le risorse che mancano ma la volontà e la capacità di spendere e finanziare,anche quando si tratta della vita e della sicurezza dei cittadini”.

articolo da http://www.lametino.it/Calabria/terremoti-gigliotti-italia-nostra-prevenzione-unico-strumento-di-difesa.html

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